venerdì 29 novembre 2019

Crisi Climatica, WWF: I giovani della community WWF YOUng in piazza con i Fridays for Future per il quarto Global Strike


 
 
 
 
 

CRISI CLIMATICA, WWF: I GIOVANI DELLA COMMUNITY WWF YOUNG IN PIAZZA INSIEME AI FRIDAYS FOR FUTURE 

 
 

Venerdì 29 novembre la quarta manifestazione globale per il clima, a Roma appuntamento in Piazza della Repubblica

 
 
 
 
 
 

Il video di WWF YOUng con le immagini delle manifestazioni per il clima organizzate dal movimento Fridays For Future

Alcune immagini delle prime tre manifestazioni a Roma 

Venerdì 29 novembre si terrà la quarta manifestazione globale per il clima organizzata dal movimento Fridays for Future, durante la quale i partecipanti, giovani e non, chiederanno con forza ai governi la fine dell'era dei combustibili fossili e di intraprendere azioni urgenti volte a fronteggiare la crisi climatica in atto. 

Il WWF YOUng, la rete di giovani attivisti del WWF estesa ormai in tutta Italia, sarà presente come sempre nelle principali piazze d'Italia, e anche nella capitale parteciperà al corteo in partenza alle 9.30 da Piazza della Repubblica per arrivare in Piazza del Popolo. 

I giovani di tutto il mondo scenderanno in piazza proprio il giorno del famoso Black Friday, che in tutto il mondo segna l'inizio dello shopping natalizio sfrenato, per denunciare un modello di consumo ormai insostenibile che crea danni all'ambiente e al clima, depaupera le risorse naturali e provoca inquinamento e rifiuti. 

Inoltre, in vista della COP25 che si svolgerà a Madrid nel mese di dicembre, i ragazzi e le ragazze di Fridays For Future vogliono denunciare la mancanza di azioni tempestive e adeguate dei governi e chiedere ai leader mondiali di attuare pienamente l'Accordo di Parigi, con l'obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C.

A livello italiano, le richieste rivolte al governo comprendono lo sviluppo di una strategia che preveda l'azzeramento delle emissioni di carbonio ben prima della metà del secolo, un Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima che prepari la riduzione delle emissioni di gas climalteranti del 65% entro il 2030, lo stop definitivo dei sussidi diretti e indiretti ai combustibili fossili e il varo del Piano di adattamento e delle misure di prevenzione adeguate all'aumento esponenziale dei rischi per Italia dimostrato dai recenti eventi estremi che hanno funestato la penisola .

Roma, 28 novembre 2019

 
 
 
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martedì 26 novembre 2019

Imprese: WWF, settore carta e imballaggi deve migliorare sostenibilità e offrire scelta responsabile a consumatori



 
 

Comunicato Stampa

 
 
   
 
 

IMPRESE, WWF: IL SETTORE CARTA E IMBALLAGGI DEVE MIGLIORARE LA SOSTENIBILITÀ E OFFRIRE AI CONSUMATORI UNA SCELTA RESPONSABILE

 
 
 

Pubblicato oggi il sesto Environmental Paper Company Index (EPCI 2019), un report che mostra come i settori di cellulosa, carta e imballaggi possono ridurre la loro impronta ecologica.

 
 
 

Il WWF ha pubblicato oggi il sesto Environmental Paper Company Index (EPCI 2019), un report realizzato per aumentare la trasparenza e la consapevolezza su come i settori della cellulosa, della carta e degli imballaggi possono ridurre la loro impronta ecologica.

L'EPCI (Environmental Paper Company Index) traccia le prestazioni delle imprese in materia di approvvigionamento responsabile, processi produttivi, sistemi di gestione ambientale (EMS) e reporting. Questa valutazione precede l'importante traguardo del 2020, anno entro il quale molte aziende globali si sono impegnate ad eliminare completamente la deforestazione dalle loro catene di approvvigionamento. I settori della cellulosa e della carta svolgono un ruolo cruciale nel raggiungimento di questi impegni, poiché la crescente domanda di carta, in particolare di fibre vergini, aumenta gli impatti sulle foreste naturali, gli ecosistemi acquatici, la fauna selvatica in pericolo e i cambiamenti climatici. L'indice stimola le aziende a diventare più trasparenti nella divulgazione dei dati sulla sostenibilità e, in questo modo, le aiuta a segnalare i progressi compiuti rispetto agli impegni verso l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, la Bonn Challenge e la Dichiarazione di New York sulle foreste.

L'EPCI 2019 copre una percentuale significativa della produzione globale totale nelle seguenti categorie: carta da giornale (13%), carta grafica (16%), carta tissue (15%), imballaggi (9%) e polpa (10%). L'Indice riunisce quasi 300 stabilimenti, di cui il 48% in Europa, il 22% in Nord America, il 22% in Sud e Centro America, il 7% in Asia e l'1% in Africa.

Nel complesso, la valutazione mostra che le aziende partecipanti ottengono il 76% dei punti massimi per l'approvvigionamento responsabile delle fibre, il 70% per i processi produttivi e il 64% per i sistemi di gestione ambientale (SGA) e la trasparenza nella rendicontazione. Il punteggio medio del 70% è leggermente inferiore rispetto alla performance complessiva dell'EPCI 2017 (73%). Una tendenza importante da notare è la riduzione complessiva della fibra proveniente da fonti certificate FSC e un minor utilizzo di materiali riciclati per tutte le categorie di prodotti, ad eccezione dell'imballaggio.  Una maggiore trasparenza è necessaria considerando il punteggio più basso (63%) sul reporting ambientale.

Data la crescente importanza del settore della carta e della cellulosa in Asia, il WWF ha fatto un ulteriore assessment, basato sulle informazioni pubbliche di due grandi aziende cinesi (Lee & Man Paper Manufacturing e Nine Dragons Paper Holding) e di un'azienda giapponese (Daio Paper Corporation). Queste società sono state invitate, ma hanno scelto di non divulgare volontariamente informazioni sulle loro prestazioni e sulla loro trasparenza. Insieme, esse rappresentano quasi il 5% della produzione globale totale di pasta di cellulosa e carta, mentre Lee & Man Paper Manufacturing e Nine Dragons Paper Holding da sole rappresentano circa l'8% della produzione globale totale di imballaggi.

"L'Asia è la regione più dinamica, con carta e cartone che rappresentano quasi la metà della produzione mondiale - afferma Mauro Ciriminna, Responsabile Sustainable Pulp, Paper and Packaging, WWF Forest Sector Transformation -. In passato è stato difficile coinvolgere le aziende asiatiche, quindi il fatto che quest'anno siano state incluse 7 aziende asiatiche nell'EPCI è uno sviluppo importante. Queste realtà possono e devono svolgere un ruolo cruciale nel migliorare le loro pratiche contro la deforestazione, incrementando la certificazione Forest Stewardship Council (FSC) e promuovendo la produzione e il consumo responsabile di carta".

Quest'anno, 30 delle 84 aziende invitate hanno partecipato all'Indice (comprese le 3 aziende dell'assessment speciale), con l'adesione volontaria di 4 nuove aziende: Ence e Lecta (Spagna), JK Paper (India), Nippon Paper (Giappone). Insieme, queste aziende rappresentano il 18% della produzione totale dei produttori di pasta di cellulosa e carta in tutto il mondo.

Tra i gruppi partecipanti all'EPCI 2019, vi sono due aziende italiane: il gruppo cartario Sofidel, marchio Regina, che ha raggiunto il 77,2% del punteggio totale, e il gruppo Fedrigoni, nella categoria graphic paper, che ha ottenuto il 54% del punteggio totale.

Attraverso questo report, il WWF vuole stimolare l'industria della cellulosa e della carta ad assumere un ruolo guida nella riduzione dell'impronta del settore, aumentando le pratiche di riciclo e acquistando più fibre certificate dai produttori di legname e dai fornitori di cellulosa e carta.

"Il materiale riciclato svolge un ruolo centrale nel raggiungimento di un'economia circolare e dovrebbe diventare la prima scelta dell'industria per ridurre la pressione sulla fibra vergine e sulle foreste di tutto il mondo. A livello globale, se le aziende utilizzassero più fibre riciclate post-consumo e certificate FSC, otterrebbero un punteggio migliore", afferma Ciriminna.

Il materiale riciclato è particolarmente importante per il tissue, utilizzato principalmente nei prodotti usa-e-getta. La certificazione FSC è una strategia chiave per le aziende, che elimina la deforestazione dalle loro catene di approvvigionamento, riducendo l'impatto ambientale e proteggendo le foreste ad alto valore di conservazione. Secondo il WWF Certification Assessment Tool, l'FSC è lo schema di certificazione forestale più credibile.

Gli sforzi nella riduzione degli impatti dei processi produttivivariano notevolmente: diverse aziende hanno strategie e obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra (GHG). Ma mentre nessun rifiuto dovrebbe finire in discarica, solo poche aziende partecipanti hanno ottenuto buoni risultati su questo aspetto. Gli stabilimenti possono trovare molti modi per riutilizzare i rifiuti derivanti dalla produzione, riciclando carta, che consente di risparmiare acqua ed energia nel processo produttivo, e riducendo l'inquinamento dell'aria, dell'acqua e del suolo.

Entro il 2050, il consumo di carta raddoppierà e forse aumenterà ulteriormente con la pressione per sostituire la plastica con la carta. Il WWF stima che saranno necessari oltre 250 milioni di ettari di piantagioni per soddisfare la nostra futura domanda globale, anche con livelli più elevati di materiale riciclato. Il WWF invita il settore a cambiare lo status quo e a produrre risultati, migliorando la sostenibilità della catena di approvvigionamento e offrendo ai consumatori una scelta responsabile.

Maggiori informazioni su EPCI sono disponibili su epci.panda.org 

Roma, 25 novembre 2019

 
 
 
 
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Coalizione di 90 associazione in 17 paesi europei lanciano raccolta firme ICE (Iniziativa Cittadini Europeri) per vietare pesticidi, trasformare agricoltura e salvare natura


 

 

 

 

AGRICOLTURA: ICE SALVIAMO API E AGRICOLTORI

 

 

 

Lancio della grande campagna europea per vietare i pesticidi, trasformare l'agricoltura e salvare la natura, il WWF Italia tra le Associazioni che raccoglieranno le firme nei prossimi 11 mesi per chiedere una normativa più severa per l'uso dei pesticidi

 

www.savebeesandfarmers.eu

 

 

 

 

 

 

 

Parte oggi ufficialmente la raccolta delle firme per una nuova Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) finalizzata ad eliminare gradualmente i pesticidi sintetici entro il 2035, sostenere gli agricoltori e salvare la natura. Il WWF Italia aderisce a questa iniziativa e parteciperà attivamene alla raccolta delle firme, nei prossimi 11 mesi, per chiedere anche nel nostro Paese una normativa più severa per l'uso dei pesticidi in agricoltura e in città, ad iniziare dalla revisione del Piano di Azione Nazionale per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari. Se saranno raccolte almeno un milione di firme in sette Paesi membri dell'Unione Europea, entro settembre 2020, la Commissione e il Parlamento UE saranno tenuti a valutare entro tre mesi la possibilità di trasformare le richieste dei cittadini che hanno sottoscritto questa campagna in provvedimenti normativi e, in ogni caso, dovrà giustificare la sua decisione. [1]

La campagna dal titolo "Salviamo le Api! Protezione della biodiversità e miglioramento degli habitat degli insetti in Europa". è promossa da una coalizione di 90 organizzazioni in 17 diversi paesi europei, con il supporto delle Associazioni degli agricoltori biologici. Queste Associazioni chiedono alla Commissione Europea di "adottare una legislazione più efficace per preservare e migliorare gli habitat degli insetti in quanto indicatori di un ambiente incontaminato".

Numerosi appelli di scienziati, da ogni parte del mondo, chiedono ai decisori politici l'avvio e un adeguato sostegno alla transizione ecologica dell'economia per fermare il collasso della natura. Un quarto degli animali selvatici europei è gravemente a rischio di estinzione, mentre la metà dei siti naturali è in condizioni ecologicamente sfavorevoli e i servizi ecosistemici che dipendono dalla biodiversità si stanno deteriorando. [2]

Nel frattempo, la sostenibilità economica delle aziende agricole in Europa viene compromessa da dinamiche di mercato che impongono agli agricoltori prezzi iniqui per i loro prodotti e dalla mancanza di un adeguato ed equo sostegno politico ed economico attraverso una PAC (Politica Agricola Comune), che premia le rendite fondiarie e modelli di produzione intensivi che inquinano le acque, i suoli e uccidono la natura. Nel frattempo le grandi imprese multinazionali dell'agrochimica impongono il rinnovo di autorizzazioni per l'uso di sostanze chimiche di sintesi pericolose per la nostra salute e per gli ecosistemi naturali, come nel caso del Glifosate. Quattro milioni di piccole aziende agricole sono scomparse nell'UE tra il 2005 e il 2016. [3]

Questa Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) invita la Commissione europea a presentare proposte legislative finalizzate a:

1.       Ridurre gradualmente ed eliminare i pesticidi di sintesi: eliminare gradualmente l'80% delle sostanze chimiche di sintesi nell'agricoltura europea entro il 2030, a cominciare dai più pericolosi, affinché l'agricoltura diventi libera al 100% dai pesticidi entro il 2035.

2.      Ridare spazio alla Natura e fermare la perdita di biodiversità: ripristinare gli ecosistemi naturali nelle zone agricole affinché l'agricoltura diventi un fattore di recupero e non la principale causa della perdita di biodiversità in Europa.

3.      Sostenere gli agricoltori nella transizione ecologica del settore primario: riformare la Politica Agricola Comune dando priorità all'agricoltura su piccola scala, diversificata e sostenibile, promuovendo un rapido aumento delle pratiche agroecologiche e biologiche, la formazione e la ricerca scientifica indipendente per una agricoltura senza pesticidi e OGM.

Per il lancio dell'ICE per la tutela delle api e degli agricoltori le Associazioni promotrici e aderenti si sono mobilitate in tutta Europa:

Franco Ferroni, Responsabile Agricoltura e Biodiversità del WWF Italia ha dichiarato: "La raccolta di firme per questa ICE, lanciata oggi, proseguirà per quasi tutto il 2020, un anno fondamentale per le sorti dell'agricoltura e della biodiversità in Europa, il 2020 sarà infatti l'anno internazionale della biodiversità che definirà la nuova Strategia 2020-2030 per fermare la perdita di specie e habitat a livello globale, l'anno della riforma della PAC post 2020 in Europa e l'anno dell'entrata in vigore in Italia del nuovo Piano di Azione Nazionale per i pesticidi (PAN). Il successo di questa ICE potrà fare davvero la differenza spingendo i nostri politici ad assumere decisioni coraggiose e lungimiranti per sostenere un vero "New Deal Green" per le persone e la natura, attraverso una transizione ecologica dell'agricoltura libera dai pesticidi".

Helmut Burtscher, esperto di pesticidi e prodotti chimici di Global 2000/Friends of the Earth Austria ha dichiarato: "Solo un'agricoltura sostenibile e priva di pesticidi può garantire l'approvvigionamento alimentare delle generazioni presenti e future e fornire risposte alle crescenti sfide poste dal cambiamento climatico. Inoltre, contribuisce alla conservazione della biodiversità e riduce le emissioni di gas serra. Una politica agricola europea responsabile deve quindi promuovere l'ulteriore sviluppo di metodi agroecologici e sostenere gli agricoltori nella loro transizione verso una produzione senza pesticidi". 

Veronika Feicht dell'Istituto per l'ambiente di Monaco di Baviera ha dichiarato: "Stiamo portando la lotta contro i pesticidi sintetici a livello europeo, dando ai cittadini di tutta Europa che chiedono un nuovo sistema agricolo la possibilità di esprimersi con una sola voce. I cittadini reclamano un sistema che non danneggi la biodiversità e gli ecosistemi, che non metta a dura prova la salute dei consumatori, ma che invece garantisca il sostentamento per api e agricoltori ed sia più sano per le persone. Con la nostra iniziativa ci impegniamo a fare di questo tipo di agricoltura una realtà in tutta Europa". 

François Veillerette, direttore di Générations Futures, ha dichiarato: "Invitiamo i cittadini europei a sostenere massivamente questa iniziativa per una graduale rapida eliminazione di tutti i pesticidi sintetici nell'UE. Speriamo che milioni di persone si uniscano presto alle nostre richieste di vietare i pesticidi, trasformare l'agricoltura, sostenere gli agricoltori nella transizione e salvare la biodiversità".

La campagna ICE è gestita da un'ampia alleanza di Associazioni ed organizzazioni della società civile che si occupano di ambiente, salute, agricoltura e apicoltura. Tra molte altre, le organizzazioni promotrici comprendono le reti europee Friends of the Earth Europe e Pesticide Action Network (PAN), nonché l'Istituto per l'ambiente di Monaco di Baviera, la fondazione Aurelia (Germania), Générations Futures (Francia) e GLOBAL 2000/Friends of the Earth Austria. In Italia parteciperanno attivamente alla raccolta delle firme per questa ICE, il WWF Italia, FederBio, ISDE Medici per l'Ambiente, l'Istituto Ramazzini di Bologna, il Comitato Marcia Stop Pesticidi, il Comitato NO Pesticidi dell'Emilia Romagna, la Rete Contadina.

NOTE

[1] www.savebeesandfarmers.eu

[2]  https://www.ipbes.net/news/Media-Release-Global-Assessment

Le api e gli altri impollinatori sono indispensabili per preservare i nostri ecosistemi e la biodiversità. Fino a un terzo della nostra produzione alimentare e due terzi della frutta e della verdura che consumiamo quotidianamente dipendono dall'impollinazione da parte delle api e di altri insetti. Tuttavia, la loro stessa esistenza è minacciata dalla costante contaminazione da pesticidi e dalla perdita del loro habitat a causa dell'agricoltura industriale.

[3] Il rapido declino delle piccole aziende agricole e della fauna selvatica è profondamente radicato nel nostro attuale modello di produzione agroalimentare che si basa fortemente sull'agricoltura monoculturale su larga scala e sull'uso di pesticidi sintetici. A peggiorare le cose, l'UE finanzia attivamente questa forma di agricoltura attraverso la sua attuale agenda agropolitica e il suo sistema di sovvenzioni che favorisce la produzione di massa rispetto ad un'agricoltura su piccola scala ed ecologica.

http://www.foeeurope.org/sites/default/files/publications/nyeleni_eca_-_more_farmers_better_food_25.03.2019_0.pdf

Roma, 25 novembre 2019

 

 

 

 

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giovedì 21 novembre 2019

Giornata degli Alberi | WWF, il verde è un alleato fondamentale nella lotta ai cambiamenti climatici ma ogni anno nel mondo perdiamo 15 miliardi di alberi



 
 
 
 
 

GIORNATA NAZIONALE DEGLI ALBERI

WWF, IL VERDE È UN ALLEATO FONDAMENTALE NELLA LOTTA AI CAMBIAMENTI CLIMATICI

 
 


OGNI ANNO NEL MONDO PERDIAMO 15 MILIARDI DI ALBERI

Parte la campagna Stand Up For Forest


Clicca qui per saperne di più

 
 
 

Venezia sommersa dall'acqua e le alluvioni che hanno messo a dura prova tanta parte dell'Italia dimostrano come i cambiamenti climatici siano oggi una triste e quotidiana realtà. Gli eventi metereologici "estremi" che mettono a dura prova il nostro territorio e di cui hanno fatto le spese anche diverse oasi del WWF, come quella del Lago di Burano in Toscana, letteralmente sommersa, sono ormai una realtà con cui confrontarsi e che ormai troppo spesso presenta un conto salato sia ai cittadini che alle istituzioni che devono far fronte a miliardi di danni (l'Agenzia Europea dell'Ambiente fa presente che i 33 paesi membri dell'Agenzia hanno subito perdite legate ai cambiamenti climatici estremi, che nel periodo 1980-2017 ammontano approssimativamente a 453 miliardi di euro. La media annuale di perdita economica è passata dai 7,4 miliardi di euro nel periodo 1980-1989 a circa 13 miliardi di euro nel periodo 2010-2017.

GLI ALBERI ALLEATI NELLA LOTTA AL CAMBIAMENTO CLIMATICO Esistono però degli alleati importantissimi nella lotta ai cambiamenti climatici, soprattutto per quanto riguarda le politiche di adattamento che sono complementari e non sostituiscono affatto quelle di mitigazione che mirano all'ineludibile obiettivo prioritario della decarbonizzazione delle nostre economie. Sono gli alberi di cui si festeggia oggi la giornata nazionale. La vegetazione e gli alberi in particolare, svolgono numerose importanti funzioni che sono fondamentali per il benessere, la salute e lo sviluppo umano. Grazie al processo di fotosintesi gli alberi hanno un ruolo importante in alcuni cicli biogeochimici fondamentali per la vita sulla Terra, come quelli dell'ossigeno e del carbonio. Grazie alla loro esistenza costituiscono importanti accumulatori del diossido di carbonio (CO2) che si trova nell'atmosfera e il cui incremento dovuto all'azione umana sta creando il cambiamento climatico attuale.  Ma quali sono le principali funzioni del verde? Sono state effettuate diverse interessanti ricerche e analisi sul ruolo degli alberi per il benessere umano, anche rispetto alle grandi sfide di forestazione, particolarmente di forestazione urbana che possono costituire un elemento di notevole sviluppo per il futuro delle aree urbane nel mondo intero, dove ormai vive oltre della metà della popolazione mondiale e dove si subiscono sempre più situazioni di invivibilità e inquinamento diffuso.

In particolare gli alberi:

  • sono in grado di assorbire diossido di carbonio (CO2) grazie al processo di fotosintesi;

  • sono in grado di assorbire inquinanti gassosi, come gli ossidi di azoto (NOx) prodotti dall'intervento umano;

  • sono in grado di catturare particolato sottile immesso dall'intervento umano.

  • Svolgono un ruolo importantissimo di moderazione nei confronti dei fenomeni di dissesto idrogeologico che affliggono il nostro paese;

  • svolgono un ruolo importantissimo per il benessere psico-fisico degli esseri umani;

Queste funzioni degli alberi sono tanto più significative quando avvengono in una dimensione di ecosistema foresta piuttosto che rispetto a quelle svolte dal singolo individuo visto che la fisiologia del sistema infatti che produce effetti migliori. Negli ultimi anni sono stati resi noti interessanti analisi sul ruolo della forestazione, in particolare in ambito urbano e peri-urbano per le quali si configurano moltissime iniziative e progetti in merito. Per rendere più resilienti i nostri sistemi urbani, per disporre di ruoli e funzioni che gli alberi ci offrono quotidianamente e gratuitamente, per garantirci un migliore benessere psico-fisico dobbiamo far si che nelle aree urbane si attui un importante opera di forestazione.

QUANTI ALBERI CI SONO SULLA TERRA? Purtroppo ogni anno continuiamo ad essere protagonisti di un processo di deforestazione che sembra inarrestabile e che è totalmente suicida. Un importante ricerca apparsa sulla prestigiosa rivista scientifica Nature nel 2015 ha tentato di stabilire una stima il più possibile accurata del numero di alberi presenti sulla Terra: ne è risultato che il numero stimato di alberi sulla Terra è di circa 3.000 miliardi. L'indagine ha però anche confermato che il responsabile più grande dei gravissimi processi di deforestazione in atto da molto tempo nelle aree forestali del mondo, resta l'uomo. Lo studio ha calcolato che negli ultimi 12.000 anni circa (ovvero dalla nascita dell'agricoltura che corrisponde, nella scala geocronologica della Terra, all'inizio del periodo dell'Olocene, quello in cui stiamo ancora vivendo) il numero di piante è crollato del 46% e che ancora oggi vengono tagliati circa 15 miliardi di alberi all'anno *. Si stima infatti che il numero di alberi presenti sulla Terra agli inizi dell'Olocene fosse di circa 6.000 miliardi, quindi da allora ad oggi abbiamo perso la metà della vegetazione terrestre.

COME SI COMPORTANO LE VARIE SPECIE. Ma vediamo le funzioni di alcune specie di alberi tra le più comuni nei nostri territorio calcolate dall'Istituto di Biometeorologia (IBIMET) del CNR una pubblicazione. i parla sempre di funzioni della pianta che ha 10 anni al momento dell'impianto:

  • Olmo comune (Ulmus minor), capacità alta di accumulare CO2 atmosferica (2,8 tonnellate nell'arco di 20 anni, così distribuiti 103 kg/ annui per i primi 5 anni e 155 Kg/annui per i successivi 15) – alta capacità potenziale di assorbire gli inquinati gassosi – medio potenziale di cattura delle polveri sottili.

  • Cerro (Quercus cerris), capacità alta di accumulare CO2 atmosferica (3,1 tonnellata nell'arco di 20 anni, 102 kg/annui per i primi 5 anni e 170 Kg/annui per i successivi 15 anni) – alta capacità di assorbire inquinanti gassosi e medio potenziale nella cattura di polveri sottili.

  • Tiglio nostrano (Tilia plathyphyllos), capacità alta di accumulare CO2 (2,8 tonnellate nell'arco di 20 anni, 103 kg/annui per i primi 5 e 155 Kg/annui per i successivi 15) – alta capacità di assorbire gli inquinanti gassosi e alto potenziale di cattura delle polveri sottili.

  • Acero campestre (Acer campestre), capacità media di accumulare CO2 (1,9 tonnellata nell'arco di 20 anni, 75 Kg/annui per i primi 5 anni e 105 kg/annui per i successivi 15 anni), media possibilità di assorbire inquinanti gassosi, medio potenziale di cattura delle polveri sottili.

  • Ginko (Ginkgo biloba), capacità alta di accumulare CO2 (2,8 tonnellate nell'arco di 20 anni, 103 kg/annui per i primi 5 anni e 155 kg/annui per i successivi 15 anni), alta capacità potenziale di assorbire gli inquinanti gassosi e alto potenziale di cattura delle polveri sottili.

  • Bagolaro (Celtis australis), capacità alta di accumulare CO2 (2,8 tonnellate nell'arco di 20 anni, 103 kg/annui per i primi 5 anni e 155 kg/annui per i successivi 15 anni), alta capacità potenziale di assorbire gli inquinanti gassosi e alto potenziale di cattura delle polveri sottili.

  • Frassino comune (Fraxinus excelsior), capacità alta di accumulare CO2 (2,8 tonnellate nell'arco di 20 anni, 103 kg/annui per i primi 5 anni e 155 kg/annui per i successivi 15 anni), alta capacità potenziale di assorbire gli inquinanti gassosi e medio potenziale di cattura delle polveri sottili.

  • Ontano nero (Alnus glutinosa), capacità alta di accumulare CO2 (2,6 tonnellate nell'arco di 20 anni, 97 kg/annui per i primi 5 anni, 104 kg/annui per i successivi 15 anni), alta capacità potenziale di assorbire inquinanti gassosi e medio potenziale di cattura delle polveri sottili.


    * Mapping tree density at a global scale (Nature)

    T. W. Crowther1, H. B. Glick1, K.R. Covey1, C. Bettigole1, D. S. Maynard1, S. M. Thomas2, J. R. Smith1, G. Hintler1, M. C. Duguid1,

    G. Amatulli3, M.-N. Tuanmu3, W. Jetz1,3,4, C. Salas5, C. Stam6, D. Piotto7, R. Tavani8, S. Green9,10, G. Bruce9, S. J. Williams11,

    S. K.Wiser12, M. O. Huber13, G. M. Hengeveld14, G.-J. Nabuurs14, E. Tikhonova15, P. Borchardt16, C.-F. Li17, L.W. Powrie18,

    M. Fischer19,20, A. Hemp21, J. Homeier22, P. Cho23, A. C. Vibrans24, P. M. Umunay1, S. L. Piao25, C. W. Rowe1, M. S. Ashton1,

    P. R. Crane1 & M. A. Bradford1

Le cartoline valorizzi della campagna STAND UP FO FOREST

Roma, 21 novembre 2019

 
 
 
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