venerdì 5 ottobre 2018

AMBIENTE IN CITTÀ WWF: ALLA VIGILIA DI URBAN NATURE IL WWF PRESENTA L'ECOCITY TEST A CUI HANNO RISPOSTO 14 CITTÀ METROPOLITANE | QUATTRO PROPOSTE PER LA RIVOLUZIONE VERDE NELLE NOSTRE CITTÀ

 

 
 
 
 
URBAN NATURE: WWF, QUATTRO PROPOSTE PER LA RIVOLUZIONE VERDE NELLE NOSTRE CITTÀ
 
In 50 anni nelle 14 "città metropolitane" il territorio urbanizzato è triplicato. Nei 111 capoluoghi di provincia il verde urbano rappresenta in media il 2,7% del territorio

Domenica 7 ottobre torna Urban Nature la festa della biodiversità in città del WWF (Evento centrale a Roma, Villa Borghese, appuntamento con giornalisti e troupe televisive alla Terrazza del Pincio dalle 11,30). Clicca qui per scaricare il programma completo delle attività a Villa Borghese
 
C'è ancora molta strada da fare per una "rivoluzione verde" nelle nostre grandi aree urbanizzate. In uno screening realizzato dal WWF in occasione di Urban Nature, le amministrazioni comunali capofila delle 14 "Città Metropolitane" (CM), ammettono di avere difficoltà ad applicare la norma "Un albero per ogni bambino nato o adottato" (vista la scarsa disponibilità di aree pubbliche rispetto ai tassi di natalità) e di essere ancora in ritardo nell'integrare la pianificazione del verde nei propri strumenti urbanistici, ma puntano sul coinvolgimento della cittadinanza e degli sponsor privati per gestire o manutenere il patrimonio comune costituito dalle aree verdi e stanno predisponendo interventi innovativi per valorizzare la biodiversità urbana.
 
Queste, in sintesi, le conclusione dell'EcoCity Test promosso dal WWF a cui hanno risposto le amministrazioni comunali delle più importanti città italiane e che chiede, alla vigilia di URBAN NATURE 2018 (la manifestazione nazionale prevista domenica 7 ottobre con 100 eventi in 40 città), una rivoluzione verde  basata su "Quattro impegni per il buon governo della natura urbana", impegni necessari e urgenti per liberare, incrementare e qualificare la natura in città. Dagli anni 50 ad oggi l'edificazione nel territorio delle 14 Città metropolitane è più che triplicata (dal 3% al 10%) e sono stati convertiti ad usi urbani circa 3.500 chilometri quadrati di suoli liberi e naturali del territorio di loro competenza, un'area di poco inferiore all'intero territorio della Val d'Aosta (secondo le elaborazioni del gruppo di ricerca dell'Università dell'Aquila che da anni collabora con l'associazione).
 
Il territorio di competenza delle 14 città metropolitane si estende complessivamente per 50.000 chilometri quadrati, interessando 1.300 comuni (il 16% del totale), dove vivono 21 milioni di abitanti. Sempre secondo le elaborazioni del gruppo di ricerca dell'università dell'Aquila, le aree urbanizzate negli anni '50 ammontavano a 1.500 chilometri quadrati, equivalenti ad un tasso di urbanizzazione del 3%, mentre 50 anni dopo nel territorio delle città metropolitane sono stati convertiti ad uso urbano circa 3.500 chilometri quadrati di suolo ad una velocità di 70 chilometri quadrati l'anno corrispondenti a 20 ettari al giorno.
 
Se invece ci si sofferma sui dati relativi al verde urbano, secondo i più recenti dati Istat (pubblicati nel 2016) si deve rilevare che il verde urbano rappresentava in media solo il 2,7% del territorio dei 111 capoluoghi di provincia. Ogni abitante ha a disposizione, in media, 31 metri quadrati di verde urbano, ma nella metà delle città italiane (per quasi 11 milioni di persone, il 60% della popolazione urbana) tale estensione è molto più contenuta (inferiore a 20 metri quadrati) e in 19 città (per 2,2 milioni di cittadini) non raggiunge la soglia dei 9 metri quadrati obbligatori per legge.
 
Il WWF sulla base delle risposte all'EcoCity Test a cui hanno risposto gli assessorati competenti degli 11 Comuni più importanti delle 14 "città metropolitane" (Milano, Torino, Bologna, Venezia, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Cagliari, Palermo, Catania; mancano all'appello Genova, Reggio Calabria e Messina) chiede alle amministrazioni comunali delle grandi città "Quattro impegni per il buon governo della natura urbana":
  • Integrare gli strumenti urbanistici con una pianificazione del verde che individui e valorizzi la rete ecologica e i servizi ecosistemici forniti dalle aree urbane e le aree libere, utili e funzionali all'adattamento ai cambiamenti climatici e alla gestione ecologica dei corsi d'acqua;
  • Predisporre i censimenti del verde, quale strumento fondamentale per una corretta pianificazione, programmazione e progettazione delle nuove aree verdi o per la riqualificazione di quelle già esistenti;
  • Migliorare la programmazione degli interventi predisposti o attuati per la messa a dimora di alberi per ognuno dei bambini nati o adottati nel territorio comunale, rendendoli coerenti con la pianificazione per la riqualificazione del verde e della rete ecologica urbana;
  • Snellire la burocrazia e favorire l'affidamento degli spazi verdi alla società civile, anche con un maggior coinvolgimento degli uffici comunali competenti, favorendo la diffusione delle esperienze dei "giardini condivisi" e degli "orti sociali".
Questi i primi passi della "rivoluzione verde" auspicata dal WWF.

L'ECOCITY TEST DEL WWF
Ecco le risposte delle amministrazioni dei Comuni più importanti d'Italia

Il WWF ha analizzato i risultati dell'Eco-City Test, lanciato dall'associazione nel luglio scorso, a cui hanno risposto gli assessorati competenti di 11 tra le più importanti città italiane (Milano, Torino, Bologna, Venezia, Firenze, Roma, Napoli, Bari,  Cagliari, Palermo, Catania), mancando all'appello Genova, Reggio Calabria e Messina.

Il questionario elaborato dal WWF, articolato in sole 4 domande e compilabile da un funzionario competente in non più di 20 minuti, ha visto i seguenti risultati.
  • Alla domanda se nelle città sia applicata la norma che stabilisce sia piantato un albero per ogni bambino nato o adottato nel territorio comunale (ai sensi della c.d Legge Rutelli n. 113/1992, integrata e rilanciata legge n. 10/2013) – Tutte le amministrazioni rilevano le difficoltà di applicare la norma e di trovare, dati i tassi di natalità,  spazi pubblici dove mettere a dimora gli alberi, senza una programmazione che abbia un certo respiro, anche se comunque ci sono attività consolidate di piantumazione, con il coinvolgimento anche della popolazione a Cagliari, Milano (con interventi anche nel parco Agricolo Sud), Palermo, Torino, Venezia (con un programma di rimboschimento di 220 ettari  di territorio situati nelle aree periferiche).
  • Alla domanda se le città abbiano un proprio Regolamento del Verde o abbiano predisposto e approvato un vero e proprio Piano del Verde (come previsto dalla legge n. 10/2013) -  7 Comuni su 11 interpellati hanno dichiarato di avere un Regolamenti del Verde, tranne Firenze, che dichiara di avere un regolamento sulle "alberature", Catania e Roma che lo stanno per adottare e Napoli che non lo ha e ancora non lo sta predisponendo. Mentre, per quanto riguarda i Piani del Verde: Milano ha approvato un nuovo regolamento nel 2017 con forti contenuti pianificatori e altre amministrazioni quali Bari, Bologna, Cagliari, Torino  hanno redatto delle bozze o hanno avviato l'iter per approvarli.
  • Alla domanda se i Comuni abbiano dei regolamenti per l'affidamento ai cittadini o comunque alla società civile di spazi verdi (giardini condivisi, seguendo l'esempio di Parigi, o anche orti urbani) -  Tutte le 11 amministrazioni comunali rispondono positivamente: Bari ha un regolamento per affidare gli orti urbani ad associazioni; Bologna è stata la prima amministrazione in Italia a promuovere "patti di collaborazione" per la gestione del verde pubblico; Milano, a partire dal 2012, ha fatto avvisi pubblici per la ricerca di sponsorizzazioni/collaborazioni tecniche per la riqualificazione e manutenzione delle aree pubbliche cittadine; Roma dedica attenzione alla rete degli orti urbani e agli orti scolastici e Torino affida a persone fisiche o giuridiche la manutenzione di piccole aree verdi; Catania, Cagliari, Firenze, Napoli, Palermo, Venezia hanno regolamenti per l'affidamento della gestione o della manutenzione, senza fini di lucro, degli spazi del verde pubblico a soggetti pubblici e privati (imprese o cittadini).
  • Alla domanda se i Comuni intervengono con misure più avanzate per la gestione ecologica degli spazi urbani, migliorando la biodiversità e la sostenibilità urbana - Molte sono le iniziative rilevanti, nell'ordine per interesse: Cagliari interviene nelle aree verdi e nei parchi che circondano la città valorizzando la biodiversità anche grazie alla creazione di corridoi ecologici; Firenze ha inserito i corridoi ecologici nella pianificazione urbanistica; Milano aderisce e ha aderito a numerosi progetti per la realizzazione di infrastrutture verdi, primo tra tutti ReLambro - Capitale Naturale; Torino ha avviato piani di gestione per le zone boschive e interventi sul Colle della Maddalena e sulla Collina di Superga per migliorare la copertura boschiva e abbattere la CO2 Bologna non usa antiparassitari e pesticidi, né fertilizzanti chimici negli interventi di manutenzione del verde; Bari risponde che il Servizio Giardini applica i Criteri Ambientali Minimi.



Roma, 05-10-2018

Wwf Italia
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L'infografica dell'ISTAT sullo stato dell'ambiente


Urban Nature: il segreto di Campobasso

…Ma a visitare la vecchia Campobasso il viaggiatore frettoloso che capiti qui per affari non ci va. Il vecchio villaggio medioevale ha una sua modesta vita privata che ha scarsi rapporti con la città nuova che è quella che tutti vedono e che sorprende per la sua modernità tutta aperta e rivelata. 

 Quando vi arrivi essa allinea davanti ai tuoi occhi tutti i suoi edifici pubblici, i suoi monumenti, le sue scuole, i suoi alberghi: tutto è comodo, a portata di mano come nei quartieri europei delle grandi città orientali. Il ristorante, il barbiere, il caffè, il tabaccaio, il camiciaio, lo stiratore son lì costola a costola. 

Un breve giro, pochi passi e tutte le necessità materiali sono rapidamente soddisfatte. Questa facilità, questa agevole maniera di provvedere a se stessi allevia il peso del vivere, dà alla personalità un senso di signorile sufficienza che le metropoli europee non conoscono.

 Campobasso nuova ha questo carattere perché è nata di recente con una specifica funzione di centro provinciale. Quando divenne capoluogo, nel 1806 mi pare, in virtù di una leggina promossa da Vincenzo Cuoco, leggina che per la prima volta staccava il Contado di Molise dalla Capitanata, Campobasso era un centro rurale di pochissime migliaia di abitanti e non aveva vicende particolarmente gloriose. 

Doveva questa sua promozione forse alla sua posizione geografica, forse ad altri motivi che io non conosco. Comunque non aveva, come quasi tutte le altre città italiane, vecchi palazzi signorili, vecchi conventi sufficientemente ampi per alloggiarvi i nuovi uffici. Non aveva quegli edifici che, nati in genere per vicende sanguinose, guerre intestine, gare di sfarzo tra famiglie o ordini religiosi rivali, sono disposti secondo un ordine che i secoli hanno convalidato con le minori armonie di case, vicoli, passaggi, piazze, atri. 

 Campobasso s’è costruita la sua fisionomia nell’ultimo secolo: il vecchio villaggio che s’inerpica con i suoi cumuli di case bigie verso il terrigno castello che lo domina è stato escluso dalla vita palese del centro dai grossi palazzi umbertini e novecento della città nuova e che accompagnano la loro dignità ufficiale con bonario decoro. Della Campobasso antica nessuno parla; non esiste una ragione al mondo per andarvi: quelli che vi abitano e vi lavorano, quando vogliono, scendono nelle larghe vie degli uffici e dei negozi e si mischiano alla piccola folla che vi transita; non credo esista il movimento inverso. 

 Ma questa moderna semplicità di Campobasso ha un suo chiaro incanto. Le vie larghe che sboccano nella prossima campagna sono vibranti di luce montana di aria profumata di erbe. Bisogna capitarci in giugno, come è avvenuto a me, con un sole gagliardo ma con un’aria fresca e ventilata, con questi branchetti di ragazze robuste dall’anca snella e le spalle dritte che sciamano dalle scuole e dagli uffici ciarliere, festose e questi gruppi di contadini vestiti di tetri colori, con i baffoni scuri, dignitosi e alteri che si aggirano per le strade, per capire il segreto di Campobasso. 

 Hanno l’aria, questi contadini, di chi sta a casa propria; quella loro rusticità sembra contrastante con la civile, anonima aria delle strade; ma il contrasto è apparente. La città è nata col loro consenso e con quello dei loro avi, nei loro villaggi c’è stato un lungo discorrere durato un secolo intorno all'opportunità della disposizione di un edificio o della apertura di una piazza. I loro “galantuomini” riassumevano il parere dei molti, lo vagliavano, lo arricchivano di considerazioni personali e lo portavano nelle riunioni al Gran Caffè o al Circolo Sannitico, dove tutte le ragioni venivano discusse, gl’interessi conciliati, prese le decisioni. 

 In quei palazzi tra i quali il contadino passeggia, lavoravano l’avvocato, il medico dei suoi paesi che si sono trasferiti ma continuano ad avere gli stessi clienti e vivono in rapporti sempre stretti con i loro conterranei. 

 Campobasso è venuta su lentamente, alimentandosi di queste linfe campagnole e che oggi sono il suo intrinseco nutrimento. La città non è stata consacrata capoluogo per antico splendore; si è venuta adeguando via via alla sua funzione; è nata per una sorta di di collaborazione di tutti gli abitanti delle terre che l’hanno vista nascere, che hanno visto anno per anno aumentare le sue case, sorgere i suoi istituti, celebrare i suoi grandi morti, il suo glorioso passato. 

 Gabriele Pepe, in questo periodo, fu scelto a simbolo della partecipazione molisana alle lotte del risorgimento: partecipazione che non ebbe nulla di rumoroso, che fu opera di poche anime generose e pochi cervelli colti. Gabriele Pepe li rappresenta egregiamente; e il bel monumento del Jerace testimonia l’amore dei molisani per il loro eroe. Semplice eroe, mi piace l’aperta onestà della fronte in questa statua e il gagliardo moto del busto e delle gambe. Quello che mi convince meno è il divertito e tenero sorriso che lo scultore gli ha attribuito e che contrasta con la fama che fa di Gabriele Pepe uno degli uomini più taciturni ed austeri del suo secolo. 

 Ma questi contadini che passano accanto al monumento non sanno nulla della sua austerità, dei suoi buoni studi danteschi, conoscono soltanto la sua sfida al Lamartine che aveva offeso l’Italia e sanno che nello scontro, generosamente, tra due armi disuguali, il colonnello Pepe scelse la più corta. Bel gesto atto ad incidersi profondamente nella mente del popolo che conosce per miti e leggende e non per corretto ragionamento. Vincenzo Cuoco, che aveva appreso questa verità dal suo maestro Giambattista Vico, non si dorrebbe, se fosse vivo, della scarsa popolarità di cui tuttora soffre nei suoi luoghi.

Francesco Jovine, 1941.

Rocca Monforte. Il SIC

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Le specifiche
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Una caccia al tesoro...

vediamo se riconosciamo (e così impariamo a proteggere) le specie importanti di Flora citate nella scheda Natura 2000 e confermate nel Sito di Interesse Comunitario "Rocca Monforte":

Athamanta macedonica (L.) Sprengl. subsp. macedonica
Athamanta sicula L.
Erysimum cheiri (L.) Crantz
Linaria purpurea (L.) Mill.
Ornithogalum exscapum Ten.
Rhamnus saxatile Jacq. s.l.
Taraxacum megalorrhizum (Forssk.) Hand.-Mazz.
Trifolium suffocatum L.
Trigonella monspeliaca L
Viburnum tinus L. subsp. tinus

(non tutte le ricerche corrispondono esattamente... sennò che caccia sarebbe? :D)

Domenica 7 ottobre | CON URBAN NATURE DEL WWF DECINE E DECINE DI CITTÀ SI COLORANO DI VERDE PER LA FESTA DELLA BIODIVERSITÀ URBANA


 
 
CON URBAN NATURE DECINE E DECINE DI CITTÀ SI COLORANO DI VERDE PER LA FESTA DELLA BIODIVERSITÀ URBANA
Ecco una scheda riassuntiva delle attività regione per regione


Domenica 7 ottobre per la seconda edizione di Urban Nature oltre a Roma, dove si svolgerà l'evento centrale con il Villaggio WWF a Villa Borghese decine di città si coleranno di verde per la festa della biodiversità urbana. Vediamo, regione per regione.
MARCHE: A Jesi visite guidate alla scoperta della Natura nell'Oasi di Ripa Bianca in un ambiente naturale a due passi dalla città di Jesi.
ABRUZZO: a Teramo e Lanciano appuntamento nelle rispettive vile comunali, con visita guidata e momenti di formazione/informazione.
LOMBARDIA: A Milano BioHunt  e mini conferenze sulla natura urbana nella sede del WWF in Via Cazzaniga, vero e proprio "giardino segreto" nel centro città. Appuntamento con il BioHunt anche nel Parco della legalità di San Donato Milanese. A Brescia, Parco Ducos, al via la BioHunt, la caccia al tesoro della biodiversità, mentre la mattinata sarà animata da laboratori di disegno e riconoscimento flora e fauna.
UMBRIA: A Terni passeggiata lungo il parco fluviale Urbano del fiume Nera.
LAZIO: Evento centrale a Roma (terrazza del Pincio) mentre al lido di Ostia il WWF Litorale romano organizza una visita guidata alla Pineta dell'acqua rossa.
EMILIA ROMAGNA: A Ferrara piccolo laboratorio di birdgardening con costruzione di mangiatoie per gli uccelli (con materiale riciclato) e passeggiata lungo le mura alla scoperta di fauna e flora. A Forlì visite guidate nel Parco Urbano "Franco Agosto". Caccia al tesoro - BioHunt - anche a Bologna, nell'Oasi WWF "stagno didattico" presso i giardini Margherita, con laboratori di riciclo creativo per bambini. A Reggio Emilia appuntamento con il "Rural walking ", escursione nelle campagne che circondano l'Oasi WWF di Marmirolo.
TOSCANA: A Firenze al Parco delle Cascine, visita guidata con lezione itinerante del biologo Carlo Scoccianti che si svolgerà lungo i principali punti del lungo Arno. A Prato, visita guidata alla scoperta della natura in un tratto di fiume che attraversa la città. A Orbetello caccia al tesoro e biciclettata la mattina, e passeggiata al tramonto nel bosco di Patanella, Oasi WWF. A Massa (Centro Didattico WWF Ronchi) costruzione di cassette nido e raccolte di cibo per gli animali del parco, oltre alle consuete visite guidate. VENETO: BioHunt anche a Rovigo.
PUGLIA: Caccia al tesoro – BioHunt anche a Brindisi (Parco Di Giulio ) e Taranto.
SARDEGNA: A Cagliari l'evento si svolgerà presso l'orto botanico, sono previsti laboratori di pittura, disegno, fotografia.
CALABRIA: a Vibo Urban Nature si svolgerà presso la fattoria didattica e sociale gestita dall'associazione "La Goccia": sono previsti laboratori per bambini, visite guidate, attività divulgative.
CAMPANIA: A Napoli tanti eventi in programma nel Parco Troisi di San Giovanni a Teduccio: Bio-Hunt Caccia al tesoro di biodiversità a cura di WWF YOUng , "Visite guidate nel parco", laboratori e attività per i bambini per insegnare loro a curare l'orto sul balcone. Previste anche attività da parte delle Guardie WWF. A Cava dei Tirreni protagonisti i bambini e i loro disegni con "Diamo colore alla natura".
BASILICATA: A Policoro, Oasi WWF, escursione guidata in trekking nella Riserva Regionale Bosco Pantano. PIEMONTE. A Torino appuntamento al Parco Valentino, in programma pulizia parco, guerrilla gardening, laboratori didattici.
SICILIA. BioHunt anche a Catania e Giarre, mentre a Palermo il WWF ha organizzato visite guidate nel demanio forestale di Strasatto alle porte di Palermo, assieme ai Forestali.





Roma, 4 ottobre 2018

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mercoledì 3 ottobre 2018

URBAN NATURE: CON IL WWF I GIOVANI PROGETTANO FUTURO ‘VERDE CITTÀ | Domani 2000 studenti presentano la propria idea per città amiche della natura



 
 
 
 
URBAN NATURE: CON IL WWF I GIOVANI PROGETTANO FUTURO 'VERDE CITTÀ
 
Domani in 19 località 2.000 studenti presentano nella propria scuola idee per città amiche della natura. Diffuso dal MIUR a 40.000 istituti il Decalogo WWF per scuole e cortili più 'verdi'.

DOMENICA 7 OTTOBRE TORNA URBAN NATURE CON 110 EVENTI GRATUITI IN 40 CITTÀ. A VILLA BORGHESE A ROMA L'EVENTO CENTRALE CON TANTISSIME INIZIATIVE, VISITE E ATTIVITÀ. (APPUNTAMENTO PER LE TROUPE TELEVISIVE ALLE 11,30 ALLA TERRAZZA DEL PINCIO A VILLA BORGHESE)

Per informazioni e per iscriversi gratuitamente alle visite wwf.it
 

Rendere le città amiche della natura è un… gioco da ragazzi: dai tetti verdi agli edifici viventi 'amici' di rondini e rondoni (uccelli 'mangia-zanzare' per eccellenza), dai giardini mediterranei per gli insetti impollinatori ai murales ambientali per dare  un tocco di verde al grigio del cemento e poi recupero di aree degradate limitrofe alla scuola, adozione di un stagno con essenze autoctone, formazione di studenti 'ciceroni' a bordo di veicoli elettrici per percorsi naturalistici lungo i fiumi.
Sono solo alcune delle decine di idee progettuali proposte da centinaia di ragazzi dai 14 al 19 anni di 28 città italiane che, coordinati dai docenti, si sono cimentati nel primo Video Contest per la Biodiversità Urbana promosso dal WWF per dare voce ai giovani studenti italiani e renderli protagonisti di un'azione di cittadinanza attiva a favore della vivibilità nelle metropoli. 
Domani in 19 istituti scolastici (elencati più avanti), dal nord al sud del paese, i ragazzi celebreranno in un GREEN TOUR la giornata del 4 ottobre dedicata a San Francesco promuovendo i propri cortometraggi prodotti per il Video Contest del WWF , con i progetti e i suggerimenti di azioni virtuose. In questo modo le scuole,  insieme ad amministratori, comunità,  cittadini,  imprese e società civile organizzata, possono diventare attori protagonisti e riconosciuti per proteggere e incrementare la biodiversità nella propria città. Tra registi in erba, attori alle prime armi e promettenti ingegneri ambientali, è subito chiaro il messaggio complessivo, condiviso col WWF, di questi lavori: restituire centralità alla funzione di benessere, sociale ed educativa della natura. Il progetto del WWF per Urban Nature ha coinvolto nell'anno scolastico 2017/2018 circa 10.000 studenti di scuole secondarie superiore di cui 3.500 incontrati sul territorio insieme ai Carabinieri forestali per incontri  formativi nazionali.
Il GREEN TOUR  sarà l'anteprima dell'evento Urban Nature di domenica 7 ottobre, giornata nella quale verranno premiati gli studenti autori dei video e di progetti e proposte più interessanti. La cerimonia avrà luogo sulla Terrazza del Pincio a Villa Borghese. Il "cuore verde" della Capitale, infatti, ospiterà per tutta la giornata l'evento centrale di Urban Nature 2018, la manifestazione popolare, il più grande evento di citizen science realizzato in Italia dal WWF. L'iniziativa si moltiplicherà in oltre 40 città con oltre 100 eventi gratuiti tra visite guidate, giochi, laboratori verdi e musica, per conoscere da vicino le specie animali e vegetali, imparare a realizzare un terrazzo amico della biodiversità, insomma, diventare 'cittadini attivi' e rendere più sana e bella la propria città.
"Il paradosso che stiamo vivendo è che i giovani, che potrebbero aspirare a guidare la difesa della natura, hanno sempre meno a che fare con essa". Dichiara la presidente del Wwf Italia  Donatella Bianchi, che aggiunge: "Sulle nuove generazioni grava già un debito economico pesantissimo che si traduce anche in debito di natura per colpa dello sfruttamento intensivo delle risorse del pianeta. A questo si aggiunge uno stile di vita in ambienti sempre più artificiali che si traduce in un 'deficit di natura', una privazione che ha ripercussioni sul benessere psico-fisico dei più giovani. Il messaggio che vogliamo lanciare in questa edizione di Urban Nature è legato proprio all'importanza della relazione che hanno i cittadini più giovani con la natura, un bene sempre più raro ma ben presente nella lista dei loro 'desideri'. Per questo li abbiamo stimolati a mettere in moto la loro creatività e vedendo i loro video e leggendo i loro progetti, viene voglia di lasciare spazio a questi studenti per migliorare le condizioni delle nostre aree urbane. Mi auguro che tutte le loro idee vengano accolte dalle amministrazioni locali: la loro ricetta non potrà che essere un beneficio per la collettività".
A questo proposito nei prossimi giorni il WWF lancerà, infatti, il nuovo Report "BENESSERE E NATURA: CITTÀ VERDI A MISURA DI BAMBINO" realizzato in collaborazione con l'Associazione Italiana Studi sulla Qualità della Vita (AIQUAV), che riunisce i migliori esperti che si occupano del benessere e della qualità della vita, e con il contributo del gruppo di lavoro su Ambiente&Salute dell'Associazione Culturale Pediatri(ACP) e di LABSUS, il Laboratorio per la Sussidiarietà.
LA FINESTRA SUL CORTILE… 'VERDE'
L'importanza delle scuole è fondamentale considerata la carenza di verde, di spazi aperti e di relazione con essi nelle città (vedi scheda). Il verde scolastico è parte importante del sistema urbano ed è uno dei pochi ambienti aperti frequentato dai ragazzi in assoluta sicurezza. In Italia ci sono circa 40.000 cortili scolastici  spesso vuoti e senza identità: per il WWF rappresentano un enorme potenziale da cui partire purché si rispettino due principi: continuità e partecipazione, coinvolgendo l'intera comunità scolastica, le famiglie per mantenerli vivi tutto l'anno. Per questo il WWF, in occasione di Urban Nature ha stilato un Decalogo per rendere le scuole sempre più amiche del verde, "10 passi per incontrare la natura a scuola", distribuito in questi giorni dal MIUR (Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca) alle circa 40.000 scuole italiane. Ci sono indicazioni pratiche e motivazioni educative e scientifiche sui vari consigli, dall'incremento delle ore 'in natura' alla costruzione di siepi, foreste scolastiche e stagni, dall'uso del compost con gli scarti alimentari delle mense all'orto didattico. 
Urban Nature 2018 è patrocinato a livello nazionale dai Ministeri dell'Ambiente, dall'ANCI e dall'Assessorato alla Sostenibilità Ambientale del Comune di Roma. Si svolgerà in collaborazione con il MIUR (Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, l'Associazione Nazionale Musei Scientifici (ANMS) e l'Arma dei Carabinieri e vedrà la partecipazione dell'AGESCI. L'evento è inoltre supportato da Procter&Gamble Italia. Oltre 40 le città coinvolte tra cui Torino, Milano, Firenze, Bologna, Palermo, Catania, Napoli, Salerno, Bari, Trento, Venezia, Catanzaro, Padova, Pescara nelle quali si prevedono complessivamente circa 100 eventi.

MATERIALI DA SCARICARE:
LE SCUOLE CHE PARTECIPANO AL ROAD SHOW DEL 4 OTTOBRE
Liceo Artistico Obici (Oderzo), Liceo Regina Margherita e Liceo Scientifico di Procida (Salerno), Liceo Ulivi (Parma), Istituto Vaccarini (Catania), ITEPS Dagomari (Prato), Istituto Da Vinci (Civitanova Marche), Istituto Marconi (Pontedera), ISIS Giovanni Caselli (Siena), Istituto Duchessa di Galliera (Genova), Istituto Sereni (Afragola), Liceo Scientifico e Linguistico (Ceccano), Liceo Artistico-IISACP (Orvieto) , Liceo Scientifico Keplero e Istituto Turistico Bottardi (Roma), ISS Morelli Colao (Vibo Valentia), Istituto Fermi (Formia), Istituto Leonardo da Vinci (Foligno), Istituto Comprensivo di Giarre (Catania).


Roma, 3 ottobre 2018

Wwf Italia
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