martedì 25 giugno 2019

Dal 3 al 7 Luglio La Blue Panda Wwwk | Una settimana ecologica per un Argentario amico dell'ambiente con la vela Blue Panda del WWF

 
 
 
 
 

DAL 3 AL 7 LUGLIO 

LA BLUE PANDA WEEK

SETTIMANA ECOLOGICA

PER UN ARGENTARIO AMICO DEL MARE


 
 

DAL 3 AL 7 LUGLIO LA VELA DELLA BARCA WWF BLUE PANDA APPRODA SULLA COSTA TOSCANA PER LA SUA PRIMA E UNICA TAPPA ITALIANA

 
 
 

Iniziativa promossa da Comune di Monte Argentario e WWF per coinvolgere migliaia di turisti e cittadini anche nella lotta all'inquinamento da plastica 

Clicca QUI Foto della barca e del suo equipaggio, mappa del viaggio

Il 3 luglio la Blue Panda, la vela di 26 metri del WWF raggiungerà le coste dell'Argentario dopo una traversata di cinque giorni da Tolone per la prima delle cinque tappe nazionali contro l'inquinamento da plastica nel Mediterraneo.

Dal 3 al 7 luglio migliaia di turisti insieme alla comunità locale del promontorio toscano dell'Argentario potranno vedere e visitare la Blue Panda e il suo equipaggio e saranno coinvolti in decine di attività all'insegna dello slogan della Campagna WWF #STOPPLASTICPOLLUTION.

Dalla pulizia dei fondali a quelle di spiagge e calette, dalle visite gratuite in Acquario alle "lezioni di mare" organizzate per i più piccoli: tutti saranno chiamati a condividere le esperienze e l'avvistamento lungo le coste della Blue Panda sui social con #bluepanda e a firmare la Petizione lanciata dal WWF per un Accordo globale vincolante wwf.it/petizione_plastica.cfm . L'emergenza plastica è planetaria ma colpisce in particolare il Mare Nostrum: quantità di plastica pari a 33 mila  bottigliette al minuto sono riversate nel Mediterraneo, 5 grammi la plastica che assumiamo ogni settimana attraverso cibo, acqua e aria e tutto per colpa di un'incapacità diffusa nell'intero bacino di gestire i rifiuti, come denunciato nell'ultimo report del WWF.

La scelta dell'Argentario per la Blue Panda non è causale: è un promontorio unico collegato alla terraferma da due strette lingue di sabbia (Tombolo di Giannella e di Feniglia, quest'ultima è  Riserva Naturale) tra le quali è compresa la laguna di Orbetello, un'Oasi protetta e gestita dal WWF, meta di migliaia specie come fenicotteri, cavalieri d'Italia e il rarissimo falco pescatore. Per questi motivi è una meta turistica molto apprezzata. Come negli altri paesi che faranno parte del Tour, il WWF ha scelto alcuni dei siti più naturalistici più importanti del Mediterraneo, ma la cui bellezza è anche messa a rischio dalla concentrazione di turismo, traffico marittimo e inquinamento da plastica

IL PROGRAMMA (clicca QUI per leggere il programma completo)

In pochi giorni Comune di Monte Argentario e WWF hanno visto il programma della BLUE PANDA WEEK arricchirsi di iniziative grazie all'adesione entusiasta di tante associazioni locali, centri Diving, consorzi, gruppi velici e alla preziosa collaborazione della Guardia Costiera con cui il WWF ha un protocollo d'intesa sulla difesa del mare.

La maratona ecologica di eventi si aprirà la mattina di mercoledì 3 con un incontro pubblico sul tema della difesa dall'inquinamento da plastica. Per tutta la durata della Blue Panda Week i volontari WWF distribuiranno a turisti e diportisti depliant informativi e Vademecum con suggerimenti per ridurre il consumo di usa-e-getta,  accompagneranno i visitatori a bordo della Blue Panda, ormeggiata dal 3 luglio a Porto Santo Stefano (Molo Pilarella) e dal 5 luglio a Porto Ercole (Molo De Angelis), e saranno a disposizione accanto alla barca nello stand informativo per far conoscere meglio gli impatti della plastica sull'ambiente naturale e marino.

Fitto il programma educativo. Per bambini e ragazzi ci saranno Lezioni di mare, svolte da educatori dell'Associazione 'Occhio in Oasi' tutti i giorni presso lo stand informativo, il  3 e il  4 anche nella sala Associazioni (Via dell'Archetto) di Porto Santo Stefano e dal 6 al 7 a Porto Ercole. Per due giorni le visite presso l'Acquario Mediterraneo dell'Argentario saranno gratuite con approfondimenti sul problema della plastica in mare.

Le attività #plasticfree vedranno pulizia dei fondali, 3 e 4 luglio, grazie a immersioni subacquee in alcune aree nei due porti e in un tratto di costa grazie alla collaborazione di tutti i Centri Diving di Monte Argentario con la guida di Consorzio Diving Santo Stefano e Consorzio Diving Monte Argentario. Venerdì 5 la Blue Panda veleggerà da Porto Santo Stefano a Porto Ercole: i diportisti saranno invitati a seguirla per brevi tratti e a condividere foto e immagini con l'hastag #bluepanda. La maratona ecologica di eventi culminerà domenica 7 luglio con una grande iniziativa di Citizen conservation, unica nel suo genere: turisti e vacanzieri saranno invitati a impegnare una parte della loro giornata di mare a raccogliere i frantumi di plastica, la parte più insidiosa di questo tipo di inquinamento perché nascosto tra ciottoli e ghiaia e impossibile da eliminare se non con un grande impegno collettivo. All'ingresso di circa 10 di calette dell'Argentario volontari WWF, del GAT (Gruppo Argentario Trekking) e delle Proloco distribuiranno i sacchetti per la raccolta e depliant informativi. Nello stesso giorno bambini e ragazzi animeranno la spiaggetta di Porto Ercole con attività educative e pulizia dalla plastica grazie alla collaborazione della Parrocchia di S.Erasmo e San Paolo della Croce.

"Abbiamo molto volentieri aderito alla preziosa iniziativa del WWF a testimonianza dell'impegno della nostra amministrazione nella tutela del territorio e dello splendido mare dell'Argentario. Confidiamo che la sensibilità verso i temi ecologici possa crescere sia tra la nostra popolazione che tra i nostri graditissimi ospiti", ha dichiarato Franco Borghini,  Sindaco di Monte Argentario.

"Siamo grati all'amministrazione di Monte Argentario per aver accettato di accogliere la Blue Panda e collaborare a questa manifestazione. Abbiamo scelto questo promontorio per la sua incredibile valenza ambientale e naturale, che lo vede anche come una delle porte del Santuario dei Cetacei – Pelagos. Crediamo che l'alta presenza di turisti che lo frequentano nel periodo estivo possa far crescere un'onda positiva di consapevolezza e di mutamento di comportamenti, a partire dai più piccoli, e porre le basi per una comunità plasticfree.  C'è bisogno di un enorme sforzo collettivo per far sì che i prossimi anni la natura, e soprattutto il mare e le sue specie, vengano liberate dalla plastica che la soffoca. Invitiamo tutte le persone a seguire la rotta di Blue Panda online e unirsi a noi nei numerosi eventi anche artistici che quest'anno animano in tutta Italia la nostra Campagna #StopPlasticPollution", ha dichiarato Donatella Bianchi, Presidente di WWF Italia.

La spedizione Blue Panda 2019. A giugno la barca a vela ha iniziato le sue attività con tre settimane di una ricerca scientifica a Pelagos, nel Santuario dei Cetacei, per comprendere a fondo le condizioni e il comportamento delle balene, con lo scopo di ridurre il rischio di contaminazioni da plastica e collisioni con le navi in quell'area. Da fine giugno Blue Panda lascerà il porto di Tolone (Francia) dando il via ad una spedizione che in sei mesi collegherà tra loro le coste di Italia, Francia,Turchia, Tunisia e Marocco.e raggiungerà alcune delle principali città turistiche costiere, tra cui i porti dell'Argentario, Nizza, Marsiglia, Istanbul, Tunisi e Tangeri, mobilitando persone e comunità locali nei confronti della minaccia dell'inquinamento da plastica nel nostro mare. A luglio, inoltre  la spedizione si fermerà nelle famose isole greche di Zante, Cefalonia e Itaca, dove il WWF sta effettuando una campagna contro le esplorazioni di gas e petrolio svolte dalle maggiori compagnie petrolifere.

Il Mediterraneo è una delle aree di conservazione prioritarie per WWF. WWF è presente in 13 Paesi della regione e si impegna a migliorare/sostenere le attività di pesca, proteggere habitat e specie marine, far fronte all'inquinamento da plastica e istituire una economia blu sostenibile in tutta la regione. Blue Panda contribuirà a rafforzare le attività di conservazione di WWF per assicurare un futuro al Mar Mediterraneo.

NOTE:

  • Informazioni sulla barca. BLUE PANDA è una barca a vela Ketch a motore. La denominazione "Ketch" deriva da "catch" o peschereccio. L'imbarcazione è stata costruita nel 1987, è lunga circa 26 m e può ospitare fino a 12 persone in fase di navigazione. Al suo interno è equipaggiata con supporti tecnici per effettuare ricerca scientifica e attività di informazione e comunicazione (telecamere, droni, schermi e allestimenti espositivi).

  • Il capitano. Stéphane Mingueneau, ha 25 anni di esperienza di navigazione e ha viaggiato per più di 250.000 miglia nautiche negli oceani di tutto il mondo. Stéphane è coinvolto con molte associazioni che impiegano l'avventura nautica come strumento di educazione, inclusione sociale e tutela dell'ambiente. La sua compagnia di navigazione è un'a impresa sociale che fornisce supporto educativo e riabilitativo a giovani da riabilitare socialmente  attraverso viaggi nautici.

  • L'impegno di WWF nel MediterraneoWWF Mediterranean Marine Initiative è il programma marino di WWF che coordina 13 Paesi (Francia, Spagna, Italia, Grecia, Turchia, Slovenia, Croazia, Montenegro, Albania, Cossovo, Tunisia, Marocco e Algeria). Per molti anni WWF ha collaborato con le comunità locali di pescatori, coordinatori delle aree marine protette, scienziati, decisori politici e altre ONG. Entro il 2030, WWF ha la missione di condurre il settore della pesca verso la sostenibilità; aumentare la tutela di habitat e specie marine importanti; far fronte allo sviluppo delle principali attività industriali non sostenibili e bloccare l'inquinamento da plastica. Per sapere di più su WWF MMI: LINK

  • Il Mediterraneo. Il Mar Mediterraneo è una delle aree più visitate al mondo, ma è anche il mare più sovrapescato in assoluto. Il suo bacino contiene una incredibile varietà di animali e specie vegetali, molti di loro endemici. E' casa per una varietà di specie di squali, balene, delfini, tartarughe marine e per il pesce di maggior valore commerciale a livello globale, il tonno rosso. Ma questa ricchezza naturale è gravemente minacciata. La pesca illegale attualmente in corso, le esplorazioni e sfruttamenti di gas e petrolio, lo sviluppo urbano nelle aree costiere, l'incremento del traffico marino, e l'inquinamento da plastica sono solo alcune delle minacce che rischiano di distruggere questo mare unico e le comunità locali che dipendono da esso.

Roma, 25 giugno 2019


 
 
 
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ROSSO PESTICIDI: dall'ambiente al piatto è allarme - Da oggi nelle edicole il numero della rivista il Salvagente dedicato ai pesticidi


COMUNICATO STAMPA

ROSSO PESTICIDI
DALL'AMBIENTE AL PIATTO È ALLARME

Da oggi nelle edicole il numero della rivista "Il Salvagente" dedicato ai pesticidi, con un approfondimento sul PAN Piano di Azione Nazionale
che attendiamo fiduciosi, ma al momento resta insabbiato negli uffici del Ministero Agricoltura.

Ne consumiamo mediamente 9 chili ogni anno con picchi importanti nei 3 mesi estivi, che corrispondono anche al periodo di raccolta delle varietà più acquistate: è il pomodoro, uno degli ortaggi simbolo dell'identità culinaria del nostro Paese.
Alcune tipologie e in particolare quelle da mensa, diverse dalle varietà destinate all'industria delle conserve e delle passate, vengono coltivate tutto l'anno anche all'interno delle serre in modo da garantire un prodotto da insalata in tutte le stagioni; si tratta generalmente di un prodotto da consumare rigorosamente fresco, buccia compresa, al quale si richiede il più alto grado di pulizia possibile.

Il mensile Il Salvagente, da sempre attivo nella tutela dei consumatori, ha deciso di dedicare il nuovo numero della rivista proprio all'ortaggio, portandone in laboratorio 12 tipologie di marchi differenti al fine di verificare la presenza di metalli pesanti e pesticidi tramite test oggettivi e indipendenti.
Le varietà finite sotto la lente di ingrandimento sono i pomodorini a grappolo, ciliegino, Pachino e marzanino, tutti reperiti a Roma, e di origine italiana ad eccezione di 3 campioni che provengono dalla Spagna, acquistati presso Lidl, Eurospin ed Esselunga.

Contrariamente a quanto evidenziato dall'inchiesta di aprile sulle insalate in busta, ricche di cadmio con valori vicini alla soglia massima consentita, la situazione dei pomodori è decisamente migliore: il limite di legge è di 0,05 mg/kg, e solo due dei prodotti analizzati ne portano la traccia, seppure dieci volte al di sotto del limite.
Discorso diverso per il piombo e per il rame, il primo classificato come probabile cancerogeno per l'uomo e il secondo associato all'insorgenza di patologie cardiovascolari.
Ad eccezione di un marchio, Agroyal, sono sempre risultati presenti anche se con valori decisamente bassi.

L'analisi multiresiduale a cui Il Salvagente ha sottoposto i 12 campioni ha segnalato la presenza di pesticidi legati alla coltivazione in serra, ad esempio i fungicidi (ben 17 molecole diverse).
I pomodorini migliori sono risultati essere quelli biologici, acquistati da NaturaSì ed Esselunga, che in fase di analisi hanno mostrato l'assenza di qualsiasi tipo di residuo.
Ma sebbene tutti e 12 i campioni siano risultati pienamente conformi alle legislazioni in materia, non mancano i punti interrogativi sulle conseguenze che i pesticidi e metalli pesanti potrebbero arrecare all'organismo umano, seppure con valori molto al di sotto dei limiti di legge.
Una delle domande più controverse riguarda proprio il cosiddetto effetto cocktail, vale a dire l'azione combinata sulla salute umana di basse dosi di principi attivi che sono copresenti nell'alimento e cui i effetti sono ancora tutti da chiarire.
Alla luce dei risultati dei test effettuati sorge spontanea una domanda: è possibile coniugare la qualità del pomodoro senza ricorrere a fitofarmaci e pesticidi?
Un nutrito fronte di ambientalisti e agricoltori bio ha chiesto al governo una maggiore tutela dell'ecosistema e dei cittadini, chiedendo al contempo leggi e sanzioni certe contro chi inquina.
L'occasione è offerta dal Pan pesticidi, il Piano d'azione nazionale per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari che ogni cinque anni viene sottoposto a consultazione e poi licenziato dagli esecutivi per governare l'uso dei pesticidi in ambito politiche agricole e ambientali.

Maria Grazia Mammuccini è la portavoce della coalizione Stop Glifosato, e ricorda come nel 2013 "avevamo fatto tante proposte di buon senso, ma non ne è stata accolta neppure una e i ministeri non ci hanno mai dato una spiegazione".
Tra le richieste avanzate c'è la priorità assoluto dell'agricoltura biologica, riducendo l'uso di pesticidi di sintesi: "Ci attendiamo che la superficie da convertire a biologico arrivi almeno al 40% entro il 2030; per raggiungere questo traguardo, però serve un sistema di supporto, ricerca, formazione e informazione per gli agricoltori che scelgono di convertire i propri campi in coltivazioni biologiche".
Si rende anche indispensabile, aggiunge Mammuccini, "una tutela per la produzione biologica, e che venga finalmente applicato il principio che chi inquina paghi. Fino a oggi avviene esattamente il contrario".

Al suo fianco nella battaglia per una rivoluzione verde c'è anche Franco Ferroni, Responsabile Agricoltura e Biodiversità del WWF Italia, che sottolinea come "i pesticidi impiegati sulle colture hanno come effetto collaterale quello di contribuire alla perdita di biodiversità, causando anche una significativa riduzione delle popolazioni degli organismi utili, tra i quali vi sono gli insetti impollinatori, fondamentali per l'agricoltura. I pesticidi penetrano nel suolo e, quindi, nelle acque superficiali e nelle acque sotterranee, con un danno quindi diffuso a tutti gli ecosistemi".
Soprattutto quelle zone chiamate Natura 2000, una rete di aree protette da norme europee e nazionali a tutela della biodiversità.
Molti di questi siti sono legati ad ambienti agricoli, in cui operano il 12,8% delle aziende agricole censite dall'Istat.

"Nella maggior parte dei siti Natura 2000 viene condotta un'agricoltura convenzionale, con l'utilizzo di pesticidi di sintesi- afferma Giorgia Gaibani, responsabile Natura 2000 della Lipu - nonostante norme europee e nazionali chiedano di ridurre sensibilmente l'uso dei pesticidi eliminando quelli più pericolosi, a tutela della biodiversità e della salute umana".
Se anche questa volta i ministeri coinvolti non dovessero prestare alle richieste emerse dal Pan pesticidi, si presenterà ancora una volta un ricorso alla Commissione Europea.




Per informazioni:
Francesca Caon -Ufficio stampa
0039 3341562413

Redazione Il Salvagente
06 91501100




Dott. Franco Ferroni
Responsabile Agricoltura & Biodiversità
Specialista Senior Area Conservazione
WWF Italia
Via Po 25/c
00198 ROMA




Cell. 329.8315744
Tel. Uff. 06.84497254
Telelavoro: 0733.694125
Skype: f.ferroni63
Segui le attività del WWF Italia sul sito: www.wwf.it






domenica 9 giugno 2019

Comunicato Stampa- Animali: Quattro campi di volontariato WWF per la conservazione dell'orso bruno marsicano


 
 
 
 
 

ANIMALI: WWF IN AZIONE PER LA CONSERVAZIONE DELL'ORSO MARSICANO 

 
 

Quattro campi di volontariato

 tra luglio e agosto nelle terre dell'orso per 

tutti gli appassionati over 18

 
 
 

Il WWF Italia scende in campo con i suoi volontari per la tutela dell'orso bruno marsicano, con l'obiettivo di dare un concreto contributo alla conservazione della  popolazione appenninica di questo mammifero simbolo, che conta ormai poco più di 50 individui nel mondo. Quattro campi di volontariato estivi, aperti a tutti li appassionati over 18,  sono in programma nelle terre dell'orso, in collaborazione con la Riserva Naturale Regionale – Oasi WWF Gole del Sagittario, il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, e con i comuni di Anversa degli Abruzzi (AQ), Settefrati (FR) e Castel San Vincenzo (IS), durante i quali i volontari saranno impegnati sul campo in diverse attività di conservazione, comunicazione e sensibilizzazione. 

Diverse le attività in programma, da eventi e serate di comunicazione e sensibilizzazione per la cittadinanza sulle buone pratiche di coesistenza con l'orso, a momenti di animazione ed educazione per i più piccoli, fino ad attività di miglioramento ambientale per l'orso, come la pulizia di sottopassi utili per il movimento degli orsi e la loro espansione in nuovi territori, oltre ad azioni di supporto alle attività di monitoraggio della residua popolazione di orsi. Inoltre i volontari saranno presenti quotidianamente sui sentieri escursionistici, per esplorare le terre abitate dall'orso e per dare info utili ai turisti sui corretti comportamenti da tenere nelle aree di presenza del plantigrado. 

Due campi di una settimana si svolgeranno ad Anversa degli Abruzzi, nella Riserva Naturale Regionale – Oasi WWF Gole del Sagittario, nei periodi 20-27 luglio e 24-31 agosto, mentre due campi brevi di 4 giornate si svolgeranno a Settefrati (FR) nel periodo 1-4 agosto, sul versante laziale del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, e a Castel San Vincenzo (IS) nel periodo 10-13 agosto, sul versante molisano.

Per info e iscrizioni scrivere a conservazione@wwf.it 


Roma, 9 giugno 2019

 
 
 
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Antonio Barone      Tel. +39 06 84497 332 | Mob. +39 3409899147 (Responsabile Ufficio Stampa)

Lucio Biancatelli     Tel. +39 06 84497 266 | Mob. +39 329 8315718 

Giulia Ciarlariello    Tel. +39 06 84497 259 | Mob. +39 340 6880242

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venerdì 7 giugno 2019

Nuovo Report internazionale WWF sulla Plastica | 33 mila bottigliette al minuto nel Mediterraneo (domani 8 giugno giornata modiale oceani



 
 
 
 
 

8 giugno Giornata Mondiale Oceani

33 MILA BOTTIGLIETTE AL MINUTO NEL MEDITERRANEO

 
 

GESTIONE INADEGUATA PLASTICA PRODUCE DANNI ALL'AMBIENTE E ALL'ECONOMIA

 
 
 

Il nuovo report del WWF denuncia inefficienza nella gestione dei rifiuti plastici da parte di tutti i Paesi del Mediterraneo. L'effetto 'plastica' si traduce in perdita di miliardi di euro e aumento dell'inquinamente. Nove, incluse le principali mete turistiche, tra le aree più inquinate.

Clicca qui per la cartella multimediale

C'è un'incapacità diffusa dei paesi del Mediterraneo di gestire i propri rifiuti di plastica e questo si traduce in livelli record di inquinamento nel Mare Nostrum provocando costi enormi all'economia regionale, dell'ordine di centinaia di milioni di euro ogni anno. Il nuovo report del WWF, lanciato oggi alla vigilia della Giornata Mondiale degli Oceani, esamina i sistemi di gestione della plastica di tutti i Paesi del Mediterraneo e valuta le loro azioni per contrastare questo tipo di inquinamento nel processo di produzione e distribuzione.

Ogni anno 570 mila tonnellate di plastica finiscono nelle acque del Mediterraneo: e come se 33.800 bottigliette di plastica venissero gettate in mare ogni minuto. L'inquinamento da plastica sta continuando a crescere e si prevede che entro il 2050 l'inquinamento nell'area mediterranea quadruplichi. Discariche e inceneritori sono ancora i principali metodi per la gestione dello smaltimento rifiuti in tutta la regione.

Il nuovo report WWF "Fermiamo l'inquinamento da Plastica: come i Paesi del Mediterraneo possono salvare il proprio mare" fa emergere a tutti i livelli i principali fallimenti e le responsabilità dei produttori, delle autorità pubbliche e dei consumatori, tali da rendere il sistema di gestione della plastica altamente inefficiente, costoso e inquinante.

Nel report il WWF definisce un piano di azioni politiche e iniziative che l'area mediterranea e i singoli Paesi devono sviluppare per raggiungere un'economia sostenibile e circolare che riduca a zero la produzione di rifiuti dal sistema di gestione della plastica.

ITALIA TRA DUE FUOCHI. Il nostro Paese da un lato subisce gli impatti pesanti dovuti all'inquinamento da plastica avendo la maggiore estensione costiera nel Mediterraneo, dall'altro contribuisce all'inquinamento essendo il maggiore produttore di manufatti di plastica della regione e il secondo più grande produttore di rifiuti plastici. I numeri del report WWF parlano chiaro: il nostro Paese ogni anno riversa in natura 0,5 milioni di tonnellate di rifiuti plastici e produce 4 milioni di tonnellate di rifiuti, di cui l'80% proviene dall'industria degli imballaggi. Il turismo allo stesso modo è parte del problema e ne è 'parte lesa': il flusso turistico incrementa del 30% la produzione di rifiuti plastici nei mesi estivi ma spiagge e mare sporco allontanano i turisti. L'effetto negativo della plastica in natura colpisce tutta la Blue Economy: quella italiana è la terza più grande d'Europa ma l'inquinamento, secondo il report WWF, le fa perdere circa 67 milioni di euro l'anno. I settori più colpiti sono proprio il turismo (30,3 milioni di euro) ma anche la pesca (8,7 milioni di euro), il commercio marittimo (28,4 milioni di euro) e bonifiche e pulizia (16,6 milioni di euro). 

La presidente del WWF Italia Donatella Bianchi ha dichiarato: "Il meccanismo di gestione della plastica è decisamente guasto: i paesi del Mediterraneo ancora non riescono a raccogliere tutti i propri rifiuti e sono lontani dal trattarli con una modalità efficiente di economia circolare. Il cortocircuito sta nel fatto che mentre il costo della plastica è estremamente basso mentre quello di gestione dei rifiuti e dell'inquinamento ricade quasi totalmente sulla collettività e sulla natura. Dall'altro lato, perché facciano passi in avanti, il sistema di riciclo dei rifiuti plastici è ancora troppo costoso. Tutti i Paesi dovrebbero rivedere la catena del ciclo di vita della plastica, ridurre drasticamente la produzione e il consumo di plastica e investire seriamente in sistemi innovativi di riciclo e riutilizzo, in cui la plastica non venga sprecata. L'unica rotta possibile per contrastare con efficacia l'inquinamento da plastica dal Mediterraneo è questa".

Le attività che si svolgono lungo le coste sono responsabili della metà della plastica riversata in mare. Ogni giorno, su ogni chilometro di costa si accumulano in media oltre 5 kg di plastica che è dispersa nel mare. La costa della Cilicia, in Turchia, è la più inquinata del Mediterraneo, ma anche altre comunità costiere sono particolarmente colpite e in molti casi si tratta delle principali mete turistiche come Barcellona, Tel-Aviv, Valencia, la spiaggia di Marsiglia e Venezia e le coste prossime al Delta del Po.

In Italia i rifiuti plastici marini impattano su turismo, pesca e tutti i settori marittimi, con un danno complessivo che si aggira attorno ai 641 milioni di euro ogni anno in tutto il bacino mediterraneo.

"Alcune iniziative e alcune politiche ambiziose sono state intraprese dai diversi Paesi: queste dovrebbero essere condivise e sviluppate per diventare davvero efficaci. I Paesi del Mar Mediterraneo, le aziende e i cittadini dovrebbero assumersi ciascuno le proprie responsabilità e insieme contribuire ad un sistema di gestione circolare della plastica senza piu' scarti e rifiuti", conclude Giuseppe di Carlo, Direttore della Mediterranean Marine Initiative  del WWF.

Per sensibilizzare e mobilitare i cittadini locali e i turisti contro l'inquinamento da plastica il WWF ha fatto salpare la sua vela Blue Panda: da luglio a novembre la barca ambasciatrice per il mediterraneo toccherà le coste di Francia, Italia, Turchia, Tunisia e Marocco. A luglio sarà protagonista di una settimana di eventi lungo le coste dell'Argentario.

Il WWF ha anche lanciato un appello a tutti i governi del Mediterraneo e dell'UE, in quanto membri della Convenzione di Barcellona, ad assumere un impegno vincolante congiunto e un'azione nazionale per salvare il Mar Mediterraneo dall'inquinamento da plastica. Il prossimo incontro si terrà a Napoli nel mese di dicembre 2019.

8 GIUGNO GIORNATA MONDIALE OCEANI GLI APPUNTAMENTI IN ITALIA. La Campagna GenerAzioneMare del WWF prosegue con le attività di volontariato previste nel Tour spiagge #plasticfree, celebrando così gli Oceani con eventi di pulizia dalla plastica: oggi (7 giugno) in Emilia i volontari puliranno la spiaggia di punta di Marina Terme di Ravenna mentre domani sarà la volta del Molise, a Montenero di Bisaccia e della Sicilia, alla Foce del Fiumefreddo. Altri appuntamenti sono previsti anche il 15, 16 e 17 giugno con operazioni di pulizia anche dei fondali grazie a WWF SUB. Clicca qui sulla mappa per partecipare o creare un evento.


PLASTICA, UN SISTEMA GUASTO

  • Le imprese del Mediterraneo mettono sul mercato 38 milioni di tonnellate di manufatti in plastica ogni anno, ma non coprono i costi di gestione dei rifiuti eccessivi che contribuiscono a generare. Inoltre, dato il basso costo della plastica vergine, le aziende non stanno investendo nella progettazione di nuovi prodotti che riutilizzino, riducano e sostituiscano la plastica.

  • I cittadini e i turisti, la maggior parte provenienti da Francia, Italia e Turchia, producono oltre 24 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica ogni anno. In molti comuni costieri il turismo estivo incrementa del 30% la produzione di rifiuti plastici. Oltre la metà dei prodotti in plastica finisce nella spazzatura in meno di un anno dalla sua produzione. Inoltre, molto spesso cittadini e turisti non suddividono i rifiuti in modo corretto, danneggiando così il sistema di riciclaggio.

  • I governi e i comuni locali gestiscono in maniera scorretta un allarmante 28% dei propri rifiuti. i rifiuti che sfuggono alla raccolta finiscono in discariche abusive o disperso in natura, con l'alta probabilità di riversarsi poi nei fiumi o nei mari. Ogni anno sono circa 2,9 i milioni di tonnellate di rifiuti che vengono gettati in discariche abusive o dispersi, specialmente in Egitto e Turchia. Analogamente, 170 discariche del Marocco, identificate come da chiudere, operano ancora.

  • Discariche e inceneritori sono ancora i principali metodi di gestione dei rifiuti in tutta la regione. Molti paesi, incluse Grecia e Croazia, devono ancora implementare un sistema di tasse per disincentivare il conferimento in discarica dei rifiuti.

  • A peggiorare le cose, molti dei paesi che hanno ancora problemi con la gestione dei loro rifiuti importano anche grandi quantità di rifiuti da altri paesi. Questo significa che la plastica, raccolta ed esportata, per essere riciclata da queste nazioni finisce poi nelle discariche, negli inceneritori o nelle discariche a cielo aperto. Dopo il 2018, quando la Cina ha ridotto l'importo dei rifiuti di plastica, la Turchia è diventata una dei 10 paesi principali per importazione di rifiuti, la maggior parte provenienti da UK, Belgio e Germania.

  • I costi operativi per il riciclaggio rischiano di restare proibitivi a causa dei costi di raccolta e di separazione dei rifiuti, delle costose tecnologie, e della limitata fornitura di plastica riciclabile. Pochi paesi nella regione hanno raggiunto tassi significativi di raccolta differenziata per la plastica, che garantirebbero uno stabile approvvigionamento per il riciclaggio. L'Italia è uno dei pochi paesi che ha implementato la catena di raccolta differenziata di plastica, raccogliendo il 38% dei suoi rifiuti di plastica. In Grecia, Turchia e Tunisia si stima che il 50% dei rifiuti raccolti per il riciclaggio è contaminato e non riciclabile e dunque non recuperabile. I paesi meridionali riciclano meno del 10% dei loro rifiuti.

Sulla base delle ricerche, il WWF incoraggia i governi del Mediterraneo a stringere un Accordo Globale per eliminare la plastica in natura entro il 2030 e supportarsi l'un l'altro per raggiungere gli obiettivi. Le autorità pubbliche, le imprese e i cittadini devono unire le forze per costruire un sistema efficace di gestione della plastica. Firma qui la petizione per l'accordo globale sulla plastica


Report WWF originale in inglese (pubblicabile solo dopo l'embargo)

Elementi chiave del rapporto

  • I 22 paesi e territori che compongono la regione mediterranea producono il 10% di tutti i beni di plastica, rendendolo il quarto produttore di plastica al mondo. La produzione di plastica in tutti i paesi del Mediterraneo provoca anche l'emissione di a 194 milioni di tonnellate di anidride carbonica ogni anno, simile a sei volte le emissioni annuali di CO2 di Londra.

  • Solo il 72 % dei rifiuti di plastica viene gestito attraverso un trattamento controllato dei rifiuti, con alcuni paesi che si comportano meglio di altri.

  • Tre paesi mediterranei, i due terzi della plastica immessa in natura provengono da: Egitto, Turchia e Italia.

  • Le attività costiere contribuiscono alla metà della plastica che entra nel Mar Mediterraneo e il 30% arriva dalla terra attraverso i fiumi. L'80 % dell'inquinamento marino plastico nel Mediterraneo ritorna a terra entro un decennio, inquinando le spiagge e le coste. L'Italia e la Turchia accumulano il maggior numero di detriti di plastica delle coste ogni anno

  • Il turismo perde fino a 268 milioni di euro all'anno per l'inquinamento plastico

  • La raccolta dei rifiuti rimane un problema in diversi paesi del Mediterraneo, lasciando ogni anno 3,6 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica non raccolti.

  • 6,6 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica sono mal gestiti ogni anno. Quasi la metà di questo è rappresentato dall'Egitto, seguito da Turchia, Italia, Algeria e Marocco.

  • le discariche a cielo aperto e i siti di smaltimento dei rifiuti illegali persistono, in particolare in Nord Africa.

  • Il conferimento in discarica rimane il metodo più usato per lo smaltimento dei rifiuti nella maggior parte dei paesi e non tutte le discariche soddisfano gli standard sanitari richiesti.

  • I paesi del Mediterraneo hanno riciclato 3,9 milioni di tonnellate di rifiuti nel 2016, ma i tassi di riciclo variano in tutta la regione. Inoltre, a causa dei materiali di bassa qualità, in media il 40% della plastica raccolta viene perso durante il processo. (il rapporto non tiene conto di questa perdita).

  • Dal 2018, la Turchia è diventata uno dei primi dieci importatori di rifiuti a livello globale, provenienti principalmente da Regno Unito, Belgio e Germania. In Europa, i costi operativi per il riciclo della plastica sono di circa € 924 per tonnellata, mentre il prezzo medio di vendita del materiale plastico secondario è di 540 euro per tonnellata. Pertanto, il riciclo rimane ampiamente non redditizio.

Roma, 7 giugno 2019

 
 
 
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