domenica 16 dicembre 2018

CLIMA COP24 | WWF, DA NEGOZIATI ONU ALCUNI PROGRESSI MA ORA TOCCA AI PAESI RAFFORZARE IL PROPRIO IMPEGNO


 

 
 
 
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CLIMA COP24: WWF, DA NEGOZIATI ONU ALCUNI PROGRESSI MA ORA TOCCA AI PAESI RAFFORZARE IL PROPRIO IMPEGNO
PROSSIMA TAPPA PER OBIETTIVI PIÙ AMBIZIOSI IL SUMMIT DEL SEGRETARIO GENERALE ONU NEL SETTEMBRE 2019
 

Alla conclusione della COP24 sul clima a Katowice, andata ben oltre i tempi previsti, il WWF accoglie con favore i progressi verso l'adozione di un "Libro delle regole" per rendere operativo l'accordo di Parigi, e anche i segnali di volontà di aumentare le ambizioni venuto dalla Conferenza ONU, ma ancora non siamo al livello di accelerazione dell'azione necessario per affrontare l'emergenza climatica.
 
"I leader mondiali sono arrivati ​​a Katowice con il compito di rispondere agli ultimi rapporti della scienza sul clima, da cui è emerso che abbiamo solo 12 anni per dimezzare le emissioni di CO2 e prevenire un riscaldamento globale catastrofico. Sono stati compiuti importanti progressi, ma ciò a cui abbiamo assistito in Polonia rivela una fondamentale mancanza di comprensione della nostra attuale crisi climatica da parte di alcuni Paesi. Per fortuna, l'Accordo di Parigi è disegnato per essere resiliente alle contingenze e tempeste geopolitiche. Abbiamo bisogno che tutti i paesi si impegnino a innalzare i propri obiettivi di riduzione delle emissioni entro il 2020, perché è in pericolo il futuro di tutti", ha dichiarato Manuel Pulgar-Vidal, Leader internazionale Clima ed Energia del WWF.
 
I negoziati di quest'anno hanno in effetti mandato un segnale positivo sulla possibilità che i Paesi rivedano al rialzo i propri obiettivi climatici entro il 2020, rispondendo all'ulteriore allarme lanciato degli scienziati con il rapporto speciale dell'IPCC 1,5°C.  Paesi chiave, sia di più antica industrializzazione sia in via di sviluppo, hanno manifestato il loro appoggio all''accelerazione degli sforzi globali per garantire un futuro climatico sicuro. L'esito della COP indica nel Summit sul clima del Segretario Generale delle Nazioni Unite (programmato per il 23 settembre 2019) il momento in cui sarà chiesto ai leader di rispondere all'appello, annunciando o impegnandosi con obiettivi climatici nazionali aggiornati e più ambiziosi entro il 2020.

"Questa conferenza ha assegnato una responsabilità diretta ai leader che devono presentarsi al summit sul clima di settembre con obiettivi climatici più in linea con le indicazioni della comunità scientifica o con l'impegno di adeguarli comunque entro il 2020. Qualcosa di meno sarebbe un dichiarazione di incapacità nel fronteggiare l'emergenza climatica e garantire un futuro ai propri cittadini, al proprio Paese, al Pianeta. E questo proprio quando in tutti il mondo si moltiplicano le iniziative dei ragazzi adolescenti che sanno, forse più di chi li governa, cosa rischiano", ha aggiunto Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia, a Katowice per la COP24.
 
La COP24 ha dato vita al "Libro delle regole" per rendere operativo l'accordo di Parigi, ma permangono lacune critiche da affrontare nei futuri negoziati. Sono arrivate al traguardo molte regole per gestire la trasparenza e la contabilità sui progressi climatici dei paesi, offrendo una certa flessibilità ai paesi in via di sviluppo. La conferenza si conclude, però, con poca chiarezza su come si debba contabilizzare il finanziamento sul clima fornito dai paesi industrializzati a quelli in via di sviluppo, su come si raggiungerà l'obiettivo dei 100 miliardi entro il 2020 o su come sarà concordato l'obiettivo finanziario globale dopo il 2025.
 
Prima di Katowice ci si domandava se sarebbero emersi paesi "campioni" del clima, la risposta è arrivata mercoledì sera con la "High Ambition Coalition": una coalizione che comprende le Isole Marshall, Fiji, Etiopia, Unione Europea (inclusa l'Italia), Norvegia, Regno Unito, Canada, Germania, Nuova La Zelanda, Messico e Colombia, e che si è impegnata a migliorare i piani climatici nazionali prima del 2020 e a incrementare l'azione sul clima a breve e lungo termine.

La 25ª sessione della Conferenza delle parti (COP25) delle Nazioni Unite si svolgerà in Cile dall'11 al 25 novembre 2019, con la PreCOP in Costa Rica.
 
Roma, 16 dicembre 2018

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martedì 27 novembre 2018

Atlante rettili e anfibi - Campochiaro 01.12.2018




Vi aspettiamo!

Saluti

Renato di Soccio
WWF Molise


Sala san Donato: indicazioni Google Maps: 41.448679, 14.504179.
Chiave di ricerca: Campochiaro, VIA San Donato

giovedì 22 novembre 2018

FESTA NAZIONALE DELL’ALBERO | WWF LANCIA SECONDA EDIZIONE DEL CONTEST DI URBAN NATURE PER LE SCUOLE | “UNA NUOVA ‘SFIDA’ PER AUMENTARE LA BIODIVERSITÀ URBANA”


 
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FESTA NAZIONALE DELL'ALBERO

WWF LANCIA SECONDA EDIZIONE DEL CONTEST DI URBAN NATURE PER LE SCUOLE 
"UNA NUOVA 'SFIDA' PER AUMENTARE LA BIODIVERSITÀ URBANA"
 

Oggi, in occasione della Festa Nazionale dell'Albero, il WWF, in collaborazione con l'Arma dei Carabinieri, propone alle scuole italiane di ogni ordine e grado una nuova sfida educativa sulla natura in città (la forestazione urbana è infatti una delle strategie per rendere le nostre città più salubri, sostenibili e ricche di biodiversità).
Negli ultimi due anni il WWF ha proposto l'evento Urban Nature, per far scoprire e incrementare la Natura in città. Dallo scorso anno il pubblico dei giovani e delle scuole è stato al centro della nostra azione grazie alla prima edizione del Video Contest Nazionale Urban Nature - un impegno per la Natura delle nostre città, che ha coinvolto circa 10.000 studenti di scuole secondarie superiori, di cui 3.500 incontrati sul territorio. Anche nella prossima edizione di Urban Nature il WWF potrà contare sulla collaborazione dell'Arma dei Carabinieri che supporta l'iniziativa sulla natura in città sin della prima edizione. È stata infatti rinnovata la partnership per difendere la biodiversità, la "legalità ambientale", la tutela del territorio e per promuovere iniziative di sensibilizzazione e di educazione ambientale che sono cruciali sia per il WWF che per l'Arma dei Carabinieri.
Dai tetti verdi agli edifici 'amici' di rondini e rondoni, dalla realizzazione di giardini mediterranei per gli insetti impollinatori al recupero di aree degradate limitrofe alla scuola, sono state molte le idee progettuali proposte dai ragazzi che, grazie al WWF, hanno potuto mettersi in contatto con le istituzioni locali e dare visibilità ai propri progetti. Le classi premiate stanno, proprio in questi giorni, acquistando e mettendo a dimora,  numerose piante nei giardini delle proprie scuole.
Il nuovo contest "L'impegno delle Scuole per la Natura delle nostre Città" è cresciuto e si rivolge a tutte le scuole italiane di ogni ordine e grado.
Quest'anno alle classi viene chiesto di individuare un'azione per aumentare la biodiversità urbana: una riqualificazione degli spazi della scuola o di un'area esterna o altri tipi di intervento a livello urbano per aumentare la presenza di natura in città.
L'aumento della natura in città e della relazione con essa è importante a tanti livelli. Da tempo la comunità dei pediatri sottolinea l'importanza del contatto con la natura per crescere in modo equilibrato. La vita sedentaria, l'inquinamento atmosferico, la mancanza di contatto con l'ambiente naturale stanno provocando nei minori l'aumento di patologie come obesità, rachitismo, asma e allergie
L'importanza delle scuole in questo contesto è insostituibile. C'è tempo fino al 15 luglio 2019 per partecipare, previa iscrizione, inviando la Scheda Progetto e l'elaborato multimediale esplicativo (video, presentazione power point, blog, giornale di classe).
In seguito alla valutazione della giuria, per i ogni ordine scolastico verranno selezionati un primo e secondo per un totale di 6 premi utili alla realizzazione del progetto presentato per fare posto alla Natura in Città.
Tutte le scuole partecipanti e attivate saranno protagoniste di un evento itinerante promosso dal WWF, in cui le scuole  nella propria città presenteranno i loro prodotti multimediali e progetti di recupero delle aree verdi agli amministratori, alle comunità locali e ai loro coetanei per contagiarli alla tutela della biodiversità urbana.



Roma, 21 novembre 2018

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BLACK FRIDAY: IL WWF LANCIA LA CAMPAGNA LA NATURA NON FA SCONTI | CON QUESTI ‘SALDI’ NEGATIVI MOLTE SPECIE RISCHIANO L’ESTINZIONE




 
 
 
 
BLACK FRIDAY: IL WWF LANCIA LA CAMPAGNA "LA NATURA NON FA SCONTI"
CON QUESTI 'SALDI' NEGATIVI MOLTE SPECIE RISCHIANO L'ESTINZIONE

Dalla tigre al leone passando, dall'elefante al gorilla di pianure molte specie sono in declino. In Italia la popolazione di orso marsicano ha fatto segnare circa il -10% in meno di un anno.
 


La natura non fa sconti.
È questa la campagna provocatoria che il WWF Italia ha deciso di lanciare in occasione del Black Friday. Infatti il "saldo" negativo fatto registrare dalle popolazioni di alcune specie le sta avvicinando pericolosamente all'estinzione. L'associazione del Panda ha, infatti, fatto una rapida ricognizione delle specie più a rischio indicando le percentuali di declino. In natura restano oggi meno di 3.900 tigri (Panthera tigris). Nell'ultimo secolo abbiamo perso circa il 97% della popolazione originaria, a causa del bracconaggio e della distruzione della foresta dove vive. Negli ultimi anni però si assiste ad un segnale di speranza: per la prima volta nell'ultimo secolo, infatti, la popolazione di tigre ha un trend positivo, con una popolazione che è passata dai 3.200 individui stimati nel 2010, ai 3.890 attuali. Anche la popolazione di leone africano (Panthera leo) è drammaticamente in declino. In un secolo si è passati da 200.000 individui presenti nelle savane africane ai meno di 20.000 stimati oggi. Un calo drammatico del 90% in 100 anni. Oggi il leone africano occupa soltanto il 10% del suo areale storico.
Tra le specie più a rischio troviamo certamente l'elefante di foresta. Dal 2002 ad oggi gli elefanti di foresta africani (Loxodonta cyclotis) sono diminuiti da 270.000 a 70.000, con un declino stimato di circa il 70% della popolazione e con una perdita di circa il 30% del suo areale di distribuzione. Le principali cause del declino sono il bracconaggio e proprio la perdita di habitat forestale.
L'orso polare (Thalassarctos maritimus) è una delle specie considerate oggi più a rischio per i cambiamenti climatici in atto. Il suo habitat, i ghiacci polari, ogni anno subisce gravi perdite. Oggi si stima la presenza di 20-30.000 individui, ma i modelli degli scienziati indicano che entro i prossimi 35 anni rischiamo di perdere il 30% della popolazione di orso polare finora stimata tra i ghiacci.
Per il gorilla di montagna (Gorilla beringei beringei) per la prima volta dopo decenni, arriva una buona notizia. Dai 680 individui censiti 10 anni fa, oggi la stima è stata aggiornata a circa 1.000 individui presenti tra Congo, Ruanda e Uganda, con un incremento della popolazione del 30% circa. Questo è stato possibile solo alle azioni di conservazione, comprese le pattuglie anti-bracconaggio e gli interventi veterinari, portati avanti attraverso il coordinamento tra tutti gli attori in campo, compreso il WWF. Al contrario, la popolazione del gorilla di pianura (Gorilla gorilla) diminuisce di circa il 10% ogni anno e in alcune foreste africane ne abbiamo perso addirittura ad oggi il 90%.
Anche per l'Italia purtroppo, purtroppo, ci sono delle brutte notizie. L'orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus) è una sottospecie unica di orso bruno, presente solo nell'Appennino centrale. La popolazione è stimata in circa 50 orsi (45-69 orsi l'intervallo fiduciale secondo le ultime stime del 2014), ed è considerata dunque in pericolo critico di estinzione. Bracconaggio e mortalità accidentale sono le cause primarie del drammatico declino. Basti pensare che nell'ultimo anno sono stati rinvenuti morti 5 individui, circa il 10% della popolazione persa da aprile a novembre 2018 a causa di patologie e incidenti. Ha fatto notizia l'episodio in cui sono morti tre orsi (mamma orsa con 2 cuccioli) annegati in una vasca la scorsa settimana.


Roma, 22 novembre 2018

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Mail. ufficiostampa@wwf.it 


 
 
 


domenica 11 novembre 2018

Fwd: SCARICA IL MESSAGGIO PANDIZZATO E SCATTA LA FOTO!



#CambiamoAgricoltura:
appello alla mobilitazione per azione di lobby
La Coalizione #CambiamoAgricoltura lancia un appello alla mobilitazione rivolto a tutti i cittadini per chiedere una PAC più attenta alla tutela dell'ambiente e della salute umana.
Il 18 novembre termina l'iniziativa #CAPsnap, promossa a livello europeo per mandare ai Ministri UE dell'Agricoltura tanti colorati messaggi con le richieste dei cittadini per una vera riforma della PAC post 2020 che premi maggiormente l'agricoltura pulita che difende la natura e garantisce cibo sano.
L'album fotografico con tutte le foto raccolte dalle Associazioni aderenti nei vari Paesi europei sarà consegnato ai Ministri dell'agricoltura europei alla vigilia del Consiglio del 19 novembre p.v. per chiedere una riforma sostenibile della PAC.


Maggiori informazioni sono disponibili sui siti: 
http://www.cambiamoagricoltura.it
https://www.goodfoodgoodfarming.eu/about-us/

INSIEME E' POSSIBILE FARE SENTIRE FORTE LA NOSTRA VOCE PER UNA NUOVA PAC: tutti possono contribuire ad un cambiamento radicale della PAC post 2020. È fondamentale dimostrare che esiste un ampio consenso per una vera riforma della PAC che garantisca davvero un maggiore sostegno agli agricoltori che producono cibo sano, che non inquinano il suolo, l'acqua e l'aria e che conservano la Natura..!

COSA FARE
Trasformiamo le nostre pentole nel simbolo della lotta che stiamo portando avanti per cambiare l'agricoltura in Europa, per chiedere buon cibo e più natura nelle nostre aziende agricole. 
Prendiamo una pentola, una padella, mestoli e forchettoni per scattare una foto per mandare un messaggio forte ai nostri decisori politici: siamo stanchi della Politica Agricola Comune attuale, che premia la cattiva agricoltura e penalizza i buoni agricoltori.

ULTERIORI DETTAGLI: 
https://www.cambiamoagricoltura.it/cambiamoagricoltura-appello-alla-mobilitazione/


Al seguente link è possibile scaricare il documento ufficiale sulla riforma della PAC della coalizione #Cambiamo Agricoltura e alcuni messaggi pandizzati che possono facilitare la realizzazione delle foto: https://bit.ly/2zIzIu1

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venerdì 9 novembre 2018

Medici per l'Ambiente a Venafro




Comunicato Stampa  ISDE (Medici per l’Ambiente) Molise
      
     
L’ ISDE (Associazione Medici per l’Ambiente), nell'ambito delle iniziative finalizzate a tutelare la salute della collettività attraverso la salvaguardia del territorio da agenti inquinanti, in collaborazione con l’Associazione “Mamme per la salute e l’ambiente ONLUS”  di Venafro” e con il patrocinio del Comune di Venafro comunica che

 lunedì 12 novembre, alle ore 18.30, 

presso la sala Convegni –ex Palazzo Armieri - in Venafro, verranno illustrati  i dati desunti da un importante recente studio epidemiologico sullo stato di salute della popolazione molisana  in rapporto con l’inquinamento ambientale, con particolare riferimento alla situazione del territorio  venafrano.

Tale studio effettuato in collaborazione con il CNR di Pisa che ha messo in evidenza dati abbastanza indicativi sulla salute delle nostre popolazioni, sarà illustrato dagli stessi responsabili del Centro di ricerche che interverranno all'incontro aperto a tutti i molisani interessati.  

Attesa l’importanza dell’evento, si prega di intervenire e di dare la massima divulgazione all'iniziativa.

Campobasso, 09 novembre 2018
                                                                                                                            Per l'ISDE Molise
                       Dott. Bartolomeo Terzano



MANOVRA: WWF, COLORARE DI VERDE UNA FINANZIARIA GRIGIA. IL CAMBIAMENTO INIZI DALL’AMBIENTE


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MANOVRA: WWF, COLORARE DI VERDE UNA FINANZIARIA GRIGIA. IL CAMBIAMENTO INIZI DALL'AMBIENTE


Bisogna colorare di verde una finanziaria grigia. Lo chiede il WWF che rileva come nella Manovra 2019 non ci sia alun tratto originale, né strumento innovativo che determini un netto cambio di rotta rispetto al passato. Si resta sull'ordinario destinando alle politiche ambientali (difesa del mare e del suolo, bonifiche, aree protette, ISPRA e CITES, commercio internazionale di specie protette) 522 milioni di euro, pari a solo l'1,2% dell'ammontare complessivo della finanziaria (44,3 miliardi di euro, fonte: Servizio Studi della Camera e del Senato). Il WWF è convinto che sostenibilità ambientale e tutela della natura d'Italia, possano essere anche un volano per l'economia (l'Italia è il paese con la biodiversità più ricca d'Europa), per valorizzare e mettere in sicurezza il Paese e si rivolge al governo chiedendo atti concreti e significativi in favore dell'ambiente.
Adattamento ai cambiamenti climatici. Sappiamo da anni che sarebbero necessari 40 miliardi per la manutenzione del territorio e la prevenzione del rischio idrogeologico, ma il ministro dell'Ambiente Costa è costretto solo ad annunciare, fuori finanziaria, un programma di investimenti per 900 milioni a triennio contro il dissesto provocato dai cambiamenti climatici. Il WWF chiede al governo di stornare le risorse necessarie per avviare il programma da quell'1,9 miliardi di euro che è destinato ancora una volta all'autotrasporto: 1,5 miliardi in "sussidi" e 341,5 milioni per "interventi", quando in Italia l'86,5% delle merci viaggiano su gomma (contro il 76,4% della media europea, dati Eurostat 2018) e il settore dei trasporti con quello dell'energia contribuisce alla metà delle emissioni di gas serra (dati ISPRA 2016).
Rendicontazione degli investimenti amici del clima. Un impegno per impostare strategie e realizzare interventi 'zero carbon' è richiesto agli investitori istituzionali, players importanti del nostro sviluppo economico sostenibile. Il WWF chiede che sia introdotta una disposizione, a costo zero, che chieda agli investitori istituzionali di pubblicare una rendicontazione annuale su come perseguano l'obiettivo dell'abbattimento delle emissioni di gas serra nelle loro politiche di investimento.
Economia e fiscalità ambientale. Bisogna tradurre finalmente nel concreto il principio "chi inquina paga" usando la leva fiscale per penalizzare le attività che producono emissioni di anidride carbonica e introdurre sgravi fiscali per le tecnologie amiche del clima e delle fonti rinnovabili. Il WWF chiede che nella Manovra 2019 si introduca un taglio ai sussidi dei combustibili fossili, intervenendo con un primo taglio esemplare sugli almeno 12 miliardi di sussidi erogati a queste fonti dannose per il clima, assicurando così risorse per interventi virtuosi in campo energetico e ambientale.
Contro lo spopolamento delle aree terremotate. Il fenomeno dello spopolamento delle campagna e delle aree interne del Paese fa mancare un presidio permanente per la tutela e la manutenzione del territorio. Il WWF chiede di  destinare  i 5 milioni di euro per il 2019 e di 20 milioni per il 2020, previsti all'articolo 49 della Manovra 2019, non per favorire l'insediamento nelle campagne di nuclei familiari con terzo figlio, ma per assicurar linee di finanziamento ai giovani, sino a 41 anni (ai sensi delle leggi vigenti), che vogliano avviare nuove aziende agricole, prioritariamente nelle aree del Centro Italia colpite dal terremoto del 2016.
Parchi perle d'Italia. Poco più di 88 milioni di euro, in media con gli anni scorsi, sono destinati nel 2019 al funzionamento delle aree protette (parchi nazionali terrestri e aree marine protette) anche se è prevista l'istituzione nel tempo di 7 nuovi parchi terrestri. Il WWF chiede 40 milioni, stornando cifre già previste nella Manovra, da destinare all'istituzione di due nuovi Parchi Nazionali, di Portofino e Matese, previsti dalla Legge di Bilancio 2018 che si vanno ad aggiungere al Parco della Costa Teatina in Abruzzo (atteso da anni), al Parco Nazionale dell'isola di Pantelleria e ai nuovi tre parchi nazionali previsti in Sicilia: parco delle isole Egadi e del litorale trapanese, delle isole Eolie e dei Monti Iblei.
Per cambiare l'Italia servono scelte semplici ma coraggiose, a cominciare da quelle che abbiamo segnalato.


Roma, 9 novembre 2018

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