giovedì 2 ottobre 2014

WWF Molise: inaccettabile la ripresa dei lavori



Il WWF ritiene inaccettabile  la ripresa dei lavori di costruzione della centrale a biomasse di Campochiaro, avviata nonostante le preoccupazioni sollevate dall’amministrazione comunale e dalla cittadinanza e nonostante la presa di posizione assunta dal Consiglio Regionale.

Tale discutibile atto costituisce un messaggio chiaro di insensibilità a ogni protesta delle comunità locali e alle loro legittime ragioni, e di disinteresse verso le decisioni regionali, mentre invece ragioni di cautela e di rispetto verso chi subisce gravi danni avrebbero imposto di attendere e avviare un confronto con Regione e Comune, per fare chiarezza sugli aspetti critici sollevati in ordine al rilascio della autorizzazione, all’inquinamento e alla sostenibilità del progettato impianto nel territorio di Campochiaro.

Il WWF ritiene che debba essere data immediata attuazione alla volontà assunta, con voto unanime, da Consiglio Regionale e sia avviata la verifica della correttezza dell’intero procedimento autorizzativo e, nelle more,  siano adottati provvedimenti idonei a garantire la sospensione dei lavori.

Dichiara Giuseppina Negro – Delegato Regionale del WWF “ci appelliamo al buon senso del proprietario della ditta affinché  fermi i lavori per il tempo necessario alla verifica dell’iter autorizzativo,  come un atto di responsabilità verso tutti i cittadini di Campochiaro che hanno manifestato la propria contrarietà alla realizzazione di un tale impianto nel proprio  territorio, e chiediamo al Presidente della Giunta Regionale di adottare i provvedimenti necessari e urgenti sia per mettere in pratica la volontà del Consiglio Regionale sia per   sospendere cautelativamente  l’autorizzazione”.

Campobasso, 2 Ottobre 2014
Info: 087492247

martedì 30 settembre 2014

WWF MOLISE CONTRO LE CENTRALI A BIOMASSE



LE CENTRALI A BIOMASSE SONO ASSOLUTAMENTE INCOMPATIBILI CON LA VOCAZIONE TURISTICA E AMBIENTALE DEL MATESE 

La Sezione Regionale del WWF Molise ritiene che la costruzione delle centrali a biomasse nella zona matesina sia assolutamente incompatibile con la vocazione turistica ed ambientale della zona matesina. La presenza, nelle immediate vicinanze dei siti prescelti, delle Riserve Regionali di Guardiaregia-Campochiaro e del Monte Patalecchia testimoniano la qualità ambientale del territorio, che definisce il target delle produzioni agroalimentare, con eccellenze nel settore caseario.

L’approvazione dei due progetti, va detto con chiarezza, risente senz’altro delle scelte regionali in tema di valutazione di impatto ambientale, le quali attribuiscono all’ARPA Molise non più solo il supporto tecnico bensì l’intera gestione del procedimento, spogliando il Servizio regionale di quella funzione di bilanciamento con tutti gli altri interessi pubblici, in primis la qualità dell’aria e la salute dei cittadini, e a seguire le esigenze di protezione e tutela delle aree protette e sensibili, i quali tutti  sono destinati a subire gli effetti deleteri degli impianti autorizzati.
           
A ciò si aggiunge la carenza di un’idonea e puntuale programmazione regionale in materia  energetica, che purtroppo ha lasciato il territorio molisano alla completa e irresponsabile iniziativa privata, senza alcun coordinamento con le altre attività imprenditoriali presenti, che costituiscono l’ossatura dell’economia di zona, e con le esigenze delle comunità locali. Nel caso degli impianti autorizzati, chi doveva verificare se i grandi vantaggi privati sono compatibili con gli enormi svantaggi che ricadranno sul territorio?

Si impone dunque di recuperare alle istituzioni e alle comunità locali il diritto di scelta sull’uso del proprio territorio affinché siano garantite l’effettività dei diritti alla salute, alla dignità di cittadini, all’integrità ambientale, e la sostenibilità dei progetti.
  
Il WWF auspica che al voto espresso dal Consiglio Regionale del Molise faccia seguito una reale volontà politica che impegni le istituzioni a porre in essere i percorsi giuridici e istituzionali idonei a garantire la conservazione dei valori ambientali e la tutela delle vocazioni territoriali, patrimonio dell’identità economica e personale delle comunità locali.

In quest’ottica, il WWF Molise aderisce alle iniziative portate avanti dalle Associazioni e dagli enti, in favore dell’istituzione del Parco Nazionale del Matese, oggi fortemente voluta anche dalla Regione Molise, convinta che esso potrà divenire il punto di raccordo tra impresa e caratteristiche socio-culturali e ambientali del territorio, scongiurando l’approvazione e installazione di impianti incompatibili come le due centrali a biomasse.

Per informazioni: 087492247  WWF Sezione Regionale Molise 

martedì 23 settembre 2014

ANARCHIA TOTALE SUL CALENDARIO VENATORIO IN MOLISE



WWF: ANARCHIA TOTALE SUL CALENDARIO VENATORIO IN MOLISE

La Regione Molise non recepisce il parere vincolante dell’ISPRA e stravolge il calendario venatorio decretando la morte di decine di migliaia di esemplari giovani ancora non autonomi

‘Concedete una tregua agli animali ancora in piena attività dopo un’estate anomala’ è questo l’appello del WWF Molise alla Regione Molise
chiedendo il ritiro della Delibera 447 del 20 Settembre 2014.

Dopo le prime tre giornate di caccia in pre-apertura concesse dalla Regione Molise per la caccia dalla Tortora, con l’illegittima delibera 416 del  2 Settembre 2014, che ha decretato la morte di decine di migliaia di esemplari, è arrivata una nuova Delibera, la 447 del 20 Settembre 2014. peraltro, già anticipata alle organizzazioni venatorie dal Consigliere delegato alla Caccia Cristiano Di Pietro, la quale consente la caccia in pre-apertura ad altre undici specie (Fagiano, Quaglia, Tortora, Allodola, Gazza, Cornacchia Grigia, Ghiandaia, Merlo , Colombaccio, Volpe, Lepre Comune), contro il parere vincolante dell’ISPRA che aveva espresso il proprio diniego all’anticipo dell’attività venatoria e all’uso dei cani al seguito nel mese di Settembre.

Quasi a voler gestire la caccia come un fatto privato, la Regione Molise aveva già abusato dei propri poteri:
·         non pubblicando il calendario venatorio entro il termine stabilito con Legge  del 15 Giugno;
·         non approvando il nuovo Piano Faunistico Venatorio, strumento essenziale per la gestione  e programmazione della caccia;
·         non dando seguito al protocollo  d’intesa con il Ministero dell’Ambiente, la Regione Abruzzo, la Regione Lazio e il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise per la conservazione dell’Orso Bruno Marsicano ratificato con Delibera 47 del 10/02/2014, con il quale si impegnava non solo a individuare corridoi ecologici al fine di ampliare la disponibilità di aree potenzialmente idonee per l’Orso Marsicano sui Monti del Matese, ma anche a regolamentare la caccia al cinghiale dell’area contigua del Parco Nazionale d’Abruzzo con la tecnica della girata e dell’uso del cane limiere  nonché ad assoggettare a valutazione d’incidenza venatoria le ZPS e SIC.

Insomma, tutto è deciso in totale mancanza delle norme. Infatti, nelle delibere vi è la completa mancanza di motivazioni riguardo alla giustificazione del ritardo con cui si è decisa l’anticipazione (non si poteva decidere mesi prima?), come l’ampliamento del periodo di caccia alla Lepre malgrado l’indicazione dell’ISPRA che imponeva un periodo limitato dopo i risultati del censimento sulla Lepre Italica che ha certificato almeno quattro siti positivi in Molise.

Inoltre, vi è il mancato rispetto dell’articolo 18, comma 2, della legge 157/92: tale norma prevede che, in caso di anticipazione dell’apertura, venga effettuata anche un’anticipazione della chiusura della caccia in modo da mantenere invariato l’arco temporale in cui la specie è cacciabile. Inoltre le anticipazioni previste dalle delibere non sono state sottoposte al parere esperto dell’ISPRA così come previsto dalla legge 157/92.

Viene da pensare che l’unico scopo è quello di accontentare le associazioni venatorie che hanno trovato nella nuova Giunta Regionale un prezioso alleato per una gestione della caccia fatta con furbizia, decidendo le modifiche il giorno prima delle pre-aperture per non dare efficacia a possibili ricorsi.

Eppure la tarda estate è un momento particolarmente delicato nel ciclo biologico di molte specie e molti giovani esemplari non sono ancora autonomi. Soprattutto dopo un’estate atipica che ha stressato gli animali e che rende ancora più forte il rischio considerata l’apertura della stagione venatoria in piena migrazione, con alcune migliaia di doppiette che muovendosi in lungo ed in largo possono disturbare con l’attività venatoria i numerosi uccelli migratori che stanno ancora attraversando la nostra Regione. 

Dunque poiché per legge il calendario venatorio inizia ogni anno la terza domenica di settembre il WWF lancia un appello alla Regione Molise affinché ritiri la Delibera 447 concedendo una breve ‘tregua’ agli animali in ritardo per via del clima anomalo degli ultimi mesi e affinché riporti in pari il calendario.
Il WWF si aspetta che una simile richiesta sia condivisa anche dai cacciatori più responsabili che dovrebbero essere consapevoli dell’assurdità di continuare a incidere negativamente su popolazioni già fortemente stressate.
Inoltre, alla luce di questo stravolgimento del calendario venatorio, il WWF inoltrerà la richiesta di una procedura, da parte della Comunità Europea, nei confronti della Regione Molise per violazione dell’art.1  della Legge 157 del 1992 che dichiara la fauna ‘patrimonio indisponibile dello Stato consentendo l’attività venatoria purché non contrasti con l’esigenza di conservazione della fauna selvatica’ ovvero l’esatto contrario di ciò che ha deciso la Giunta Regionale del Molise.


Per informazioni: 087492247  WWF Sezione Regionale Molise

venerdì 5 settembre 2014

CACCIA: continua lo scandalo delle aperture anticipate



COMUNICATO STAMPA
­­APERTURA CACCIA 2014-15
WWF: CONTINUA LO SCANDALO DELLE APERTURE ANTICIPATE
POTENZIALMENTE ABBATTIBILI DAI CACCIATORI 60 MILA TORTORE.
Lo scorso anno il calendario venatorio fu modificato tre volte
Quale specie faunistica sarà la vittima designata della prossima delibera?

Colpo di mano della Giunta Regionale del Molise, dove si lavora alacremente anche di notte per consentire ai cacciatori di esercitare la loro “passione”. Alle 00,30 del 3 settembre 2014 una delibera di giunta viene partorita per anticipare la apertura della caccia al 3 settembre 2014!
Questo è un ennesimo regalo ai cacciatori. Pubblicare delibere all’ultimo momento è una prassi comune nella Regione Molise. Infatti, anche il calendario venatorio è stato pubblicato il 25 agosto a ridosso della apertura, invece che il 15 giugno come previsto dalla normativa. Dopo appena sette giorni è già stato modificato, impedendo di fatto ogni possibile ricorso e ledendo gli interessi dei soggetti diffusi previsti dalla legge 241/90.
La stagione venatoria dovrebbe aprirsi regolaramente dalla terza domenica di settembre ovvero il 21, ma visto che la legge consente la cosiddetta “pre-apertura”, non è venuta meno la possibilità di abbattere legalmente 60.000 tortore nelle giornate del 3, 6 e 7 settembre 2014.
Anche se si tratta di una stima teorica, non esistono elementi certi e concreti per stabilire quanto sia lontana dalla realtà e quante tortore siano presenti nel territorio regionale.
Infatti, anche se nella delibera è scritto:
“relativamente alla specie Tortora “il prelievo venatorio risulta sostanzialmente praticabile solo ricorrendo alla cosiddetta “pre-apertura” secondo quanto previsto dalla legge 157/92, art.18, comma 2” e “tuttavia visto lo stato di conservazione della specie, tale facoltà dovrebbe essere limitata a tre giornate fisse nel periodo 1-20 settembre, con un carniere giornaliero e stagionale non superiore rispettivamente a 5 e 20 capi per cacciatore e nella forma esclusiva dell’appostamento
non esistono, a tutt’oggi, studi e censimenti sul numero delle tortore presenti in Molise. Studi che permetterebbero di programmare un prelievo sostenibile della specie, onde evitare di stabilire numeri che non hanno nessuna giustificazione scientifica e tecnica.
Peraltro, nella delibera si legge testualmente “Nelle giornate 3, 6 e 7 settembre 2014 è consentito, solo ai cacciatori residenti in Molise, il prelievo venatorio da appostamento temporaneo di esemplari di fauna appartenenti alle specie Tortora” e inoltre “Per la specie Tortora è previsto un prelievo giornaliero massimo di 5 capi per un totale di 20 capi per tutto il periodo di pre-apertura.
Ci si chiede, se le giornate sono tre e il numero capi è di 5 al giorno come mai il numero massimo di capi da poter abbattere è 20 e non 15?
Non entriamo nel merito a quale specie di tortora si riferisca la delibera. Infatti, si parla genericamente di specie di “tortora” senza specificare se si riferisce a Tortora selvatica (Streptopelia turtur) o a Tortora dal collare (Streptopelia decaocto).
Stanchezze notturne a parte, la caccia ai primi di settembre è di gravissimo danno e impatto per gli animali selvatici e per questo il WWF da anni chiede che non venga più praticata.
 La  tarda estate è  un momento particolarmente delicato nel ciclo biologico di molte specie e  molti giovani esemplari non sono ancora autonomi; si comincia a sparare quando sul nostro territorio sono presenti ancora specie protette migratrici, che sono  così oggetto di sicuro disturbo ed anche  di danno diretto (uccisioni accidentali o dolose); in particolare per gli anatidi, il mondo scientifico chiede da anni il divieto della pre-apertura della caccia, perché non sono ancora giunti i contingenti migratori dal nord e quindi il “prelievo” si concentra sulle poche coppie nidificanti sul nostro territorio. Inoltre gli adulti in buona parte non hanno ancora completato la muta delle penne e hanno quindi difficoltà di volo (infatti nelle anatre la muta è sincrona, cioè perdono tutte le penne del volo insieme e restano inetti al volo per alcuni giorni). Non a caso le Direttive europee  per  la tutela della fauna  selvatica, anche recepite dalle leggi italiane (legge  157/1992 , che è ancora l’unica legge italiana per la tutela della fauna selvatica,   e legge   96/2010    art 42 ) ,   limitano  o vietano del tutto   la caccia  nei periodi più delicati per la fauna selvatica (migrazione, riproduzione, etc.).  Nonostante questo, anche quest'anno la  pre-apertura  è diventata la regola: si tratta dell'ennesima conferma di come la  caccia venga  gestita sulla base non dei dati scientifici e normativi, ma in  base alle richieste dei cacciatori.
La  Penisola italiana, ricorda il WWF,  è  un importantissimo “corridoio biologico”, una sorta di autostrada attraversata ogni anno da oltre due miliardi di uccelli  migratori   che si spostano tra l’Africa,  l’Europa e l’Asia   per riprodursi e svernare. Purtroppo ogni anno milioni di animali, compresi  molti appartenenti a  specie protette, trovano la morte  nei nostri cieli e in quelli degli altri Paesi del Mediterraneo, dopo viaggi che durano anche migliaia di chilometri. 

Tutto ciò senza considerare la piaga del bracconaggio e delle  tante  altre forme  di caccia illegale, che incidono pesantemente sulla fauna.  Il WWF continuerà a vigilare con decine di avvocati e centinaia di guardie volontarie, anche ricorrendo ai tribunali italiani ed europei.

WWF Sezione regionale Molise: 087492247 - 3477895452