Il WWF interviene all'incontro pro Parco Nazionale

 Intervento WWF incontro pro parco del 22 gennaio 2026 a Bojano


Gentile Presidente e Componenti del Comitato di Gestione provvisoria,
Rappresentanti delle Istituzioni,
Cortesi Cittadini convenuti



l'articolo sull'evento su Primo Piano Molise

Partecipiamo a questo incontro con l’aspettativa di vedersi concretizzato l’inizio di un percorso di significativa operatività; il WWF, nelle sue articolazioni di WWF Fondazione, WWF Italia con la sua rappresentanza locale, WWF Molise, WWF Sannio e WWF Caserta, assieme alla Cooperativa La Ramegna di Guardiaregia, vede nel Parco il giusto coronamento di anni di impegno a favore dell’ambiente naturale in quella che è stata fino a ieri la Riserva Regionale WWF di Guardiaregia - Campochiaro e nell’Oasi WWF del Lago di Campolattaro; siamo rammaricati di quanto accade con quello che possiamo definire “fronte del no”, ritenendo che l’Istituzione del Parco Nazionale, e la sua piena operatività, non sia “una” possibilità, ma l’unica possibilità per quest’area interna del Matese avviata a desertificazione e spopolamento. 

Il Parco è tutela dell’ambiente naturale che sopravvive solo nello sviluppo sociale, in quella armoniosa relazione tra uomo e natura che è la mission del WWF. 


La legge 394/91 stabilisce che nel patrimonio naturale si perseguano le seguenti finalità:

  • Conservazione (di specie, di paesaggi, di equilibri idraulici, idrogeologici, ecologici...)
  • Integrazione tra uomo e ambiente naturale 
  • Educazione, tramite la ricerca scientifica e le attività ricreative.


L’impegno del WWF in questi anni ha seguito e sviluppato questa visione che volentieri consegniamo all’Ente Parco, rendendoci fin d’ora disponibili alla collaborazione e cooperazione, contribuendo, anche, a sostenere quella partecipazione consapevole e convinta delle comunità del parco che sola può permettere il raggiungimento delle finalità di ogni Parco, iniziando da quelle comunità che per prime e per più tempo, come Guardiaregia e Campochiaro, hanno vissuto l'esperienza della convivenza con un’area tutelata.

Tutti sono chiamati a collaborare nella conservazione, mentre la sfida dell'integrazione è più complessa, coinvolgendo anche professionalità finora non attive sul territorio; l'integrazione è peraltro premessa alla educazione, anche per il tramite di attività ricreative, il che significa anche turismo, consapevole e rispettoso, nella buona proposta di gestione del tempo libero.

È necessario costruire un sistema di accoglienza consapevole, con ciò che significa "sistema", vale a dire la capacità di sviluppare relazioni collaborative e cooperative, ben sapendo che la cooperazione è una abilità storicamente difficile, quantomeno nella realtà molisana.

Facendo sintesi, l’invito al Comitato di Gestione è quello di attivarsi cominciando a definire dei percorsi cercando risposte alla domanda su cosa si possa - e debba - fare in un Parco, offrendo noi il nostro piccolo contributo:

Le zone A (di riserva integrale) sono i "santuari" dove sono consentite solo attività di ricerca. Ma tali attività hanno bisogno di essere prolungate nel tempo, necessitano di servizi, assistenza e controllo quando non di immediati interventi di emergenza. Con quali organizzazioni di mezzi, uomini e materiali sarà possibile l’effettiva tutela?

Nelle zone B (di riserva generale) e nelle zone C (di pianificazione delle attività) si sviluppa l’aspetto della integrazione tra uomo e territorio, ed è proprio dell’uomo che c’è bisogno: in un territorio esposto allo spopolamento e all’abbandono delle attività tradizionali è necessario sviluppare servizi e ragioni di permanenza in aree disagiate per chi vi abita; servizi ed accoglienza per chi vorrà venire a visitare, poiché senza nodi nessuna rete svolge il suo lavoro.

Nelle zone D (di sviluppo), alle aree abitative e di carattere economico, vanno offerti, ad abitanti ed operatori economici, tutti quei servizi finalizzati a rendere le attività umane compatibili con le ragioni del Parco. 

Sempre sottolineando la piena disponibilità del WWF alla collaborazione, va tuttavia segnalato che da aprile 2025, subentrando l’Ente Parco, la Regione Molise non ha inteso sostenere ulteriormente l’esistenza della Riserva Regionale. Ad oggi quindi il WWF conserva le convenzioni comunali per strutture interne all’area della vecchia riserva, ma non agisce più come Gestore dell’area della Riserva, compito che dunque viene (o verrà?) assunto dall’Ente Parco. Contestualmente sono state attivate le norme di salvaguardia ma va dichiarato che l’estate del 2025 è stato, per l’area della vecchia Riserva Regionale, il periodo con la peggiore esposizione a danni ambientali degli ultimi decenni, causati da un turismo senza regole e senza controllo.

Sul versante campano va segnalato il rischio che corre l’Oasi del Lago di Campolattaro, zona umida di inestimabile valore, e della conca di Lagospino, nella montagna di Morcone, siti interessati dal progetto di un impianto idroelettrico a pompaggio che rischia di incidere pesantemente sull’uso del suolo e sul regime delle acque di una area del Parco di estrema sensibilità idraulica e biologica.

Il tempo dunque non trascorre lavorando a favore del successo del Parco, è necessario fare presto, entrando nella fase pienamente gestionale.

Un invito forte è quindi quello di attivarsi con energia e determinazione per concludere la fase amministrativa burocratica e procedere con le azioni che competono all’Ente Gestore per il bene del territorio, auspicando di veder pubblicato quanto prima il DPR che, ai sensi dell’art. 8 e 34 della Legge 394/91, concluderà il processo istitutivo del Parco.

Le azioni dell’Ente Gestore sono numerose, varie e complesse. Il WWF, nelle sue articolazioni e con il sostegno della Cooperativa La Ramegna, si rende disponibile a sviluppare delle formule di collaborazione, sintetizzate in tabella: 


 Cosa fa un ente gestore di area protetta  come  in che modo  il WWF può collaborare dopo l’insediamento dell’Ente Parco come gestore
 Tutela e conservazione  Protezione di specie animali e vegetali, acque, suolo, atmosfera  competenza Ente Parco al 100%
 segnalazione e atteggiamento culturale, attività educative; monitoraggio.
 Pianificazione territoriale  definizione di vincoli e norme di attuazione  competenza Ente Parco al 100%
 stimolare la partecipazione attiva di associazioni e cittadinanza 
 Gestione operativa  Organizzazione dei servizi (centri visita, musei, percorsi.. ) coordinamento attività tecnico scientifiche e di sorveglianza  competenza Ente Parco al 100%
 possibile la collaborazione nell’ambito delle strutture in gestione; servizi delegati
 Vigilanza e controllo  Sorveglianza e accertamento di illeciti  competenza Ente Parco al 100%
 possibile una partecipazione come espressione della cittadinanza o con la partecipazione di personale associativo in convenzione

(guardie Oasi, Guardie Ambientali Volontarie)

 Ricerca e monitoraggio  Collaborazione con istituti scientifici per studi e monitoraggi ambientali  competenza Ente Parco al 100%
 Promozione di studi promossi dal WWF
 Educazione ambientale  Attività didattica con scuole, associazioni e semplici cittadini  competenza Ente Parco al 100%

già storicamente attiva entro gli spazi di gestione del WWF, va implementata una formula di cooperazione

 Gestione amministrativa e finanziaria  Amministrazione delle risorse e attuazione degli atti amministrativi  competenza Ente Parco al 100% 
 

In conclusione, piacerebbe al WWF trovare i modi per raggiungere il pieno sviluppo del Parco Nazionale del Matese; dal canto dell’Ente Parco sarebbe importante:

  • Stabilire percorsi culturali di approccio al Piano del Parco, come incontri tematici e definizione di obiettivi primari legati alle specificità del territorio.
  • Che il Parco si rendesse disponibile e tecnicamente efficiente nel recepire domande, osservazioni, richieste e che sia pronto a fornire risposte, tramite un sistema informativo e di interpello efficace (sito internet, comunicazioni, ufficio tecnico operativo).
  • Che venisse implementato un sistema di vigilanza e controllo che garantisca, fino alla approvazione del Piano, l’osservanza delle norme di salvaguardia vigenti.
  • Che il Parco stimolasse la partecipazione dei cittadini, singoli ed associati, alla realizzazione di quelle misure e progetti che possano da subito essere messi in campo in funzione di quelle che sono le finalità dei parchi (Conservazione, Integrazione, Educazione), superando con azioni e segni concreti tutti i contrasti e i pregiudizi che ancora limitano la piena operatività.

Ringraziando per l’attenzione, si augura un buon lavoro e un ottimo servizio per la comunità.


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