No Pizzone, il convegno.
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A margine, considerazioni sul convegno:
é dispiaciuta l'assenza di :
- Marco Antonelli, zoologo, referente grandi carnivori WWF Italia con "Il futuro dell’orso marsicano: minacce, sfide e opportunità"
- Stefano Ardito, scrittore e documentarista, con "Parchi e sentieri: il ruolo dei camminatori per la tutela dell’ambiente"
- Luciano Sammarone, Direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise
In ogni caso il convegno è stato ricco di spunti e generatore di riflessioni, che qui ci piace sintetizzare.
L'intervento di Andrea Boggia, presidente del Parco Nazionale del Matese, ha visto a corollario la domanda di Camillo Campolongo, presidente dell'OA WWF Sannio, che ha illustrato il possibile simile rischio che corre il lago di Campolattaro; la controsservazione del Presidente Boggia, che ha sottolineato la sua professionalità legale, ha riguardato il rispetto delle norme di Legge. Va ricordato che immediatamente, nell'ambito del progetto di Pizzone, il PNALM abbia assunto questa linea: le norme dei parchi vietano espressamente qualunque trasformazione del regime delle acque e dunque non ci sarebbe nulla, sic et simpliciter, di cui discutere. Purtuttavia dopo due anni ancora il progetto PizzoneII pesa sul territorio come una spada di Damocle.
Diversi interventi e domande del pubblico, nel quale, evidentemente, c'erano diversi forestieri che per varie vicende si trovano a vivere nei confini molisani, hanno fatto amaramente sorridere i Molisani storici. Il tenore delle domande riguardava il come mai fosse stato possibile ideare un tale progetto qui, senza una opposizione, se non addirittura un sostegno, delle amministrazioni locali? Come mai solo qui il senso del Parco Nazionale è vissuto come una sorta di fastidio, diversamente che in altri territori?
Riflessione rincarata dall'intervento del Prof. Luigi Mastronardi, nel passaggio in cui ha sostenuto che - statisticamente - il reddito aumenta laddove si viva nei pressi di aree protette. Su questa affermazione le perplessità sono state molte, non riscontrandosi in Molise, seppure realtà statisticamente non rilevante, conferme a questo dato. La riflessione, che discende dal temperamento, aspettative e filosofia storica delle popolazioni locali, invita a considerare, con un paragone, l'istituzione delle aree protette come un miglioramento della fertilità dei terreni: un investimento nella semina produrrà più frutto, ma seminare, cioè investire con fiducia e determinazione, è premessa fondamentale.
Altra riflessione ha riguardato, sempre nell'intervento del Prof Mastronardi, la funzione e funzionalità delle cooperative di comunità: una visione protagonistica nel ricercare il bene della propria comunità è alla base della lotta allo spopolamento delle aree interne e il successo sta nel saper cogliere le opportunità che offrono i cambiamenti e nel riuscire a vedere nelle criticità del territorio le migliori azioni di successo.
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