sabato 28 dicembre 2013

Come ricicliamo il panettone/pandoro?

La maggior parte delle persone si ritrova il 27 dicembre ed il 2 gennaio a gestire gli avanzi delle feste. In rete vi sono numerosi spunti su come riciclare il panettone/pandoro evitando in questo modo gli sprechi. Postiamo qui di seguito alcuni video/link. Siete pronti?!?Via al riciclo!!!Il segreto è reinventare!


Se , invece, vi siete dati all'ecocucina, vi consigliamo di seguire le ricette di Lisa Casali: Ecocucina Blog

martedì 24 dicembre 2013

Reati ambientali: forse è la volta buona

Il Wwf spera che i delitti contro l'ambiente possano essere presto inseriti nel Codice Penale.
Dopo l'approvazione di ieri in Commissione Giustizia alla Camera del testo unificato sugli eco-reati, l'associazione ambientalista spera adesso in un rapido passaggio in aula e in una votazione bipartisan per "questa grande riforma che ci consentirà di metterci al passo degli altri Paesi europei nella lotta alla criminalità ambientale" scrive il Wwf in una nota.

Il voto di ieri è un passo importante ma non si tratta di una novità assoluta. La prima proposta di introduzione nel codice penale dei "Delitti contro l'ambiente" e "Disposizioni sostanziali e processuali contro il fenomeno criminale dell'ecomafia" risale al 1998, avanzata dall'allora Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse. Da allora, - sottolinea il Wwf - nonostante gli annunci, non è ancora stata approvata definitivamente una vera legge di riforma organica: "L'attuale sistema di sanzioni per fatti gravi che compromettono ambiente e salute e l'esistenza e la sopravvivenza di specie animali e di habitat naturali, vengono puniti con sanzioni poco più pesanti di una multa automobilistica e le cosiddette 'ecomafie', continuano ad ingrassare con guadagni enormi a fronte di rischi pari a zero".

Il testo prevede l'introduzione di due nuovi illeciti nel codice penale: inquinamento ambientale (pena prevista da uno a cinque anni e fino a 100mila euro di multa) e disastro ambientale (punito con la reclusione da 4 a 20 anni). Il provvedimento prevede l'introduzione del ravvedimento operoso, con sconti di pena per chi si impegnerà a bonificare i luoghi inquinati, e la confisca obbligatoria dei profitti legati al reato ambientale. Saranno raddoppiati inoltre i termini di prescrizione.

lunedì 23 dicembre 2013

Il 5 stelle e il Parco del Matese

Parco del Matese, un’altra occasione perduta!

La legge di stabilità, in approvazione in queste ore alle Camere, depositerà nella calza della Befana tre nuovi parchi marini. Grazie infatti ad un emendamento del Ministero per l’ambiente, il patrimonio di aree protette del Bel Paese si accrescerà di tre nuove perle che andranno a costituire valide occasioni per la crescita delle economie dei territori interessati.
Anche il Molise avrebbe potuto essere tra le Regioni destinatarie di un provvedimento, che nel nostro caso si attende ormai da più di trent’anni, ovvero l’istituzione del Parco nazionale del Matese. Ma la latitanza e l’ambiguità della politica ha, ancora una volta, infranto questo sogno e cancellata una concreta occasione di sviluppo.
Il 25 ottobre, in una riunione indetta presso il parlamentino regionale, l’assessore all’ambiente Vittorino Facciolla, facendosi portavoce del presidente Frattura, ribadiva la ferma volontà della giunta regionale di istituire un parco nazionale sul territorio matesino. In quell’occasione venne anche concertato un incontro tra l’assessore ed il segretario del ministro per l’ambiente Orlando, Michele Fina. L’abboccamento, da tenersi a Sulmona il 5 novembre in occasione di un convegno internazionale sul lupo con lo scopo di notificare gli intendimenti dell’esecutivo politico, viene clamorosamente bucato dall’assessore Facciolla che non solo non si presenta all’appuntamento, ma si sottrae ai successivi solleciti a prendere contatto con i vertici del ministero.
Appare del tutto evidente, a quel punto, l’impossibilità da parte del ministro Orlando, messo di fronte all’improvviso dietro front, ad assumersi la responsabilità di inserire il Matese nel provvedimento che istituiva i nuovi parchi. Allo stesso tempo, come se niente fosse, il presidente Frattura intervenendo alla conferenza sulla Green Economy, tenutasi a Roma il 12 dicembre presso l’aula magna dell’università La Sapienza, si lancia in ostentati apprezzamenti sul binomio aree protette/sviluppo delle economie locali affermando che “è evidente che un green new deal, una nuova economia orientata alla sostenibilità, alla tutela dell’ambiente, alla valorizzazione delle aree naturali, rappresenta una delle vie principali per ragionare di sviluppo” e aggiunge “sono i numeri, risorse e occupati ‘verdi’, a imporci ragionamenti concreti sui temi della biodiversità, delle aree protette e della green economy”.
A questo punto una domanda sorge spontanea “Ma a che gioco stanno giocando Frattura e Facciolla?”. Esiste una autentica volontà di tutelare e valorizzare il Matese o la prospettiva di un parco nazionale con un reale monitoraggio del territorio (certamente più stringente rispetto ad un parco regionale, creatura più docile nelle mani della politica locale) disturba il manovratore, in particolare alcuni progetti che potrebbero risultare incompatibili con l’istituzione di un’area protetta?
Attendiamo risposte…

GDL Ambiente

Quasi tutto sul WWF

La missione del WWF è costruire un mondo in cui l'uomo possa vivere in armonia con la natura. Il WWF Italia è un'organizzazioneche, con l'aiuto dei cittadini e il coinvolgimento delle imprese e delle istiutuzioni, contribuisce incisivamente a conservare i sistemi naturali in Italia e nel mondo. Opera per avviare processi di cambiamento che conducano ad un vivere sostenibile. Agisce con metodi innovativi capaci di aggregare le migliori risorse culturali, sociali, economiche. 
11 settembre 1961
Parte di uno degli "slogan" del WWF
Alcuni scienziati e naturalisti(Julian Huxley, Max Nicholson, Peter Scott, Lindbergh, Thor Heyerdal, Edmund Hillary e Victor Stolan) elaborano il "Manifesto di Morges", per denunciare il degrado sempre più grave che affligge l'ambiente: è l'inizio della storia del WWF. In Gran Bretagna Ian MacPhail invita il giornale "Daily Mirror" ad informare i lettori di un problema fino ad allora sconosciuto al grande pubblico: il grave rischio di estinzione al quale sono esposte molte specie animali a causa delle attività umane. I lettori comprendono l'urgenza di agire subito per difendere specie preziose come tigri, elefanti, rinoceronti. In sette giorni donano più di 60.000 sterline, quasi un milione di euro. Il WWF può così cominciare i suoi primi progetti sul campo per la difesa della natura.

Negli anni seguenti nascono i primi uffici nazionali in molti Paesi del mondo, tra cui l'Italia, dove il WWF nasce ufficialmente nella seconda metà del 1966, a conclusione di una serie di incontri preliminari condotti dall'allora segretario generale del WWF Internazionale Fritz Vollmar. Tra i fondatori del WWF Italia ricordiamo: Mario Incisa della Rocchetta, che fu anche il primo Presidente, Fulco Pratesi (attualmente Presidente Onorario), Francesco Baschieri Salvatori, Vittorio Figarolo di Groppello, Stanislao Nievo, Arturo Osio, Fabrizio Palombelli, Innocenzo Patrizi Monitoro, Jeremy Swift.
Fulco Pratesi (maglione rosso) con alcuni degli attivisti e volontari del WWF Molise (Perugia, 2013)
Nel 1961, in piena guerra fredda, lo zoo di Mosca inviò in segno di distensione allo zoo di Londra un esemplare di panda, la famosa Chi-Chi. Il WWF, ispirato dalla notizia e dalla simpatia che l'animale aveva suscitato, decise di utilizzarlo come simbolo dell'organizzazione internazionale. I primi bozzetti furono disegnati dal famoso artista e ambientalista inglese, Gerald Watterson. Ispirandosi a questi il naturalista e cofondatore del WWF Peter Scott creò il primo logo dichiarando: "Volevamo un animale bello, minacciato e amato dalla gente di tutto il mondo. Ma anche un animale che riuscisse bene in bianco e nero per economizzare i costi di stampa". Da allora, il simbolo bianco-nero del WWF ha conquistato l mondo, assurgendo ad emblema delle specie in via d'estinzione.

Immagine: http://www.wwf.it/chi_siamo/storia/evoluzione_del_logo/
 La sigla WWF deriva dal nome originario World Wildlife Fund, cioè Fondo Mondiale per la "natura selvaggia" (il termine inglese "wildlife", significa letteralmente "insieme di piante e animali selvatici"). ma nel corso degli anni, con l'espandersi delle attività del WWF a tutte le problematiche ambientali il termine "wildlife" risultava limitativo. Si decise allora, nel 1986, di cambiare il nome in "World Wide Fund for Nature", "Fondo Mondiale per la Natura".

Fonti: opuscolo "Tutto WWF" e rivista Oasis N° 201/2012

domenica 22 dicembre 2013

Strani auguri


Lascia un po' perplessi, ce lo si lasci dire, la scelta del Sindacoe della Polizia Municipale di aver voluto decorare per le feste la derelitta sequoia di Piazza Cesare Battisti, non tanto per le antiche polemiche che proprio il WWF aveva sollevato quando ne lanciò l'allarme sullo stato di salute, quanto piuttosto per il fatto che tra tutte le cose che si potevano scegliere come simbolo decorativo, l'Amministrazione abbia preferito proprio questa, come a voler dare un segnale. Forse. Ma che segnale? Sinceramente rimane un mistero. Più che per Natale, con i tristi rami secchi che si protendono sullo sfondo della Cattedrale, sarebbe potuta essere una buona decorazione per halloween. Certo a guardarne la collocazione e la sagoma un tempo imponente, se ne comprende facilmente l'importanza scenografica, come grande elemento verticale (perché in ambito urbano il verde si costruisce come un qualsiasi altro elemento architettonico) terminale di un asse importante come via mazzini e che media, riproponendolo, l'altro elemento verticale emergente e dall'intenso valore simbolico rappresentato dal campanile della cattedrale.

Un bel problema, quella sequoia. da un punto di vista ecologico sicuramente, ma anche paesaggistico ed urbanistico. Una grande intuizione da parte di chi l'ha collocata quasi un secolo fa con il pensiero di quale grande effetto avrebbe prodotto agli occhi dei suoi posteri. che grande e nobile regalo, piantare un albero di cui altri godranno dell'ombra e della vista... e ci potranno mettere le lucette di natale!


martedì 17 dicembre 2013

Aree Wilderness




Il maggiore valore naturalistico di quest’area è certamente racchiuso nelle parti cacuminali. Tutta la lunga cresta fino al Monte Corno ed al più lontano e svettante Sammucro può considerarsi una vera e propria isola biogeografica d’alta quota per la varietà floristica che la caratterizza. Dal punto di vista vegetazionale sono presenti diverse rare specie di fiori, tra i quali l’Iris di Monte Cesima e l’Orchidea di Lacaite, ma interessante è anche quella del Carpino orientale con formazioni avviate quasi all’alto fusto (caso estremamente raro per questa pianta), ma anche di alcuni tratti di faggeta con esemplari d’alto fusto. Per quanto riguarda la fauna su questi monti fino a pochi anni or sono era ancora presente una popolazione autoctona di Coturnice appenninica e di Lepre appenninica, mentre ancora nidificanti sono i falconiformi Pellegrino e Biancone. Dal punto di vista geologico è da citare una formazione calcarea in località “Portella”, dove esiste una strettoia di probabile origine tettonica (cedimento o spaccatura di un crinale), caratteristica insolita e di particolare bellezza scenografica.


Ciò senza voler ignorare gli aspetti più strettamente culturali legati alla storia ed all’occupazione umana e religiosa, di cui è impregnato ogni luogo di queste montagne sebbene ancora poco note, come l’integro tratto di un’antichissima strada sannitica, luoghi di culto sannitici e cristiani, come i ruderi di Santa Domenica, valori storici e/o archeologici che meritano di essere preservati nei loro siti e negli scenari circostanti originari. (Franco Zunino - Segretario Generale dell’AIW)

UNA PRIMA AREA WILDERNESS IN MOLISE!

Postato il 17 Dicembre 2013 da lddc
Anche il Molise si aggiunge alle già 9 Regioni italiani in cui sono presenti delle Aree Wilderness. Il Comune di Conca Casale (Isernia), forse uno dei più piccoli della Regione Molise, accogliendo una proposta dell’Associazione Italiana per la Wilderness ha autonomamente tutelato 500 ettari delle proprie montagne, impegnandosi, con una deliberazione approvata all’unanimità dal Consiglio comunale, a preservarle nello stato ambientale e paesaggistico in cui oggi si trovano.
Il merito di questa scelta è dovuta alla lungimirante visione del giovane sindaco di Conca Casale, il Dott. Luciano Bucci, che più che alla sua poltrona ha pensato al bene futuro del suo paese, in ciò trascinato dalla sua passione ed amore per tutto ciò che è storia, natura e cultura.
L’Area Wilderness Monte Corno Vettese, come è stata denominata, costituisce il secondo settore di quella che si spera possa divenire la grande Area Wilderness Monte Sammucro, il cui primo settore fu deliberato dal quasi limitrofo Comune di S. Pietro Infine (Campania), a tutela di uno scenario di montagne che, per chi conosce l’alta valle del Fiume Volturno, è notorio per la sua spettacolarità: un baluardo spartiacque tra la Campania, il Lazio ed il Molise. Luoghi, appunto, ricchi di storia, antica e moderna, quella storia che proprio il bravo Sindaco Luciano Bucci con un gruppo di amici ha concentrato in una Mostra permanente dedicata al fronte “Winter Line” che durante l’ultima guerra vide uno scontro tenace tra l’esercito tedesco invasore e quello Alleato che lo costrinse a ritirarsi fino alla resa.
Oggi queste montagne sono il primo settore di Area Wilderness nella Regione Molise; un altro tassello che l’Associazione Italiana per la Wilderness ha piantato ad esempio di una politica ambientalista che tanti luoghi potrebbe proteggere senza scontrarsi con le collettività locali come invece avviene in tutte le aree protette “ufficiali”, siano esse nazionali o regionali. Nell’Area Wilderness, alla severità della tutela paesaggistica si abbina la preservazione ed il rispetto di tutte le antiche tradizioni agresti, pastorali, forestali e venatorie che per millenni le hanno caratterizzate, permettendo anche la formazione di quella biodiversità di cui oggi tanto si parla, ma per la cui protezione si richiedono vincoli d’imperio quasi sempre vessatori per le collettività locali e che certe volte divengono anche negative proprio per la stessa biodiversità.
La decisione e scelta culturale del Comune di Conca Casale è quindi oggi un esempio che si spera presto anche i limitrofi Comuni di Venafro e San Vittore del Lazio possano fare proprio, affinché l’Area Wilderness Monte Sammucro possa presto racchiudere tutto ciò che di selvaggio è rimasto di queste montagne e possa assumere quella fisionomia che merita e che già possiede almeno di fatto, a beneficio di tutti i cittadini affinché ciò che resta del loro antico mondo pastorale e rurale non debba sparire per sempre.