domenica 31 marzo 2019

Earth Hour 2019 GRAZIE

Earth Hour 2019 – un successo planetario. Ed anche Molisano.

Si è conclusa l'ondata di buio che, dalla Sidney Opera House, alle luci di Hong Kong, passando per il War Gate Memorial di New Delhi, fino ad arrivare al Colosseo e alla tour Eiffel, all'Empire state building di New York e al Cristo redentore di Rio de Janeiro, ha fatto spegnere per un'ora migliaia di monumenti e luoghi simbolo del pianeta che hanno  sostenuto l'iniziativa globale earth hour, un'ora per la terra, lanciata dal WWF.

Hanno aderito 185 Paesi in tutto il mondo e a Parigi, dove si è tenuta la conferenza sul clima nel 2015, il sindaco Anne Hidalgo ha tenuto un discorso sulla biodiversità e il riscaldamento energetico ai piedi della tour Eiffel.

In Italia l'evento-simbolo si è tenuto a Matera, capitale europea della cultura, con lo spegnimento dell'illuminazione della piazza San Pietro Caveoso e della suggestiva rupe dell’Idris e il concerto di Danilo Rea.

Non sono mancati eventi nelle varie città italiane, come Roma, Verona e Venezia: Earth Hour è un evento simbolico, ma anche l'occasione per decidere qualche passo concreto verso il bene del Pianeta e diversi Enti, Ministeri e Amministrazioni hanno colto questo aspetto.

Nella bellezza e generosità del suo piccolo, anche il Molise ha mantenuto, anche quest'anno, il ruolo di portabandiera apparendo, nella mappa degli spegnimenti nazionali (http://www.oradellaterra.org/mappa-eventi/ ), come un territorio attivo ed attento all'evento.

Infatti ben 68 Comuni Molisani hanno aderito all'Iniziativa.
Acquaviva Collecroce, Acquaviva d'Isernia, Agnone, Baranello, Belmonte del Sannio, Bojano, Campochiaro, Campodipietra, Campomarino, Capracotta, Carovilli, Carpinone, Casalciprano, Castebottaccio, Castel San Vincenzo, Cercemaggiore, Civitacampomarano, Civitanova del Sannio, Colli a Volturno, Duronia, Forlì del Sannio, Frosolone, Gambatesa, Guardiaregia, Guglionesi, Isernia, Jelsi, Longano, Lupara, Mafalda, Matrice, Mirabello Sannitico, Montagano, Montaquila, Monteroduni, Montenero di Bisaccia, Montorio nei Frentani, Pescolanciano, Pescopennataro, Pietracupa, Pozzilli, Riccia, Rionero Sannitico, Ripalimosani, Roccamandolfi, Roccasicura, Roccavivara, Salcito, San Felice del Molise, San Giuliano del Sannio, San Massimo, San Polo Matese, San Pietro Avellana, Sant’ Angelo del Pesco, Sant'Angelo Limosano, Sant'Elena Sannita, Sepino, Sesto Campano, Spinete, Tavenna, Torella, Toro, Trivento, Tufara, Vastogirardi, Venafro, Vinchiaturo.

L'attenzione a questo evento dimostra, ancora una volta, lo spirito con cui i nostri piccoli centri svolgono la loro funzione di sentinelle di un territorio che ha grandi potenzialità, tradizioni e cultura ma anche estreme difficoltà. E' la connessione, la connessione con la Terra, ma anche tra le coscienze, l'unica possibilità di sopravvivenza in un territorio fragile e particolare come quello molisano.

Dispiace notare come anche quest'anno Comuni come Campobasso e Termoli abbiano inteso non rispondere all'appello che ha invece richiamato l'attenzione della metà dei Comuni Molisani.

Il successo molisano dell'iniziativa va riconosciuto alla giovane – in tutti i sensi – organizzazione del “WWF Young”, coordinata da Martina Falcione, che quest'anno ha curato l'informazione e la diffusione dell'iniziativa. Un seme di speranza e una concreta azione di cambiamento per le future generazioni, eredi di grandi problemi.

Il WWF Young ha realizzato l'evento principale molisano nella città di Isernia dove, assieme allo spegnimento della illuminazione della Fontana Fraterna, proprio i giovani hanno avuto la possibilità di incontrarsi ed approfondire i temi legati al cambiamento climatico, alla sfida della sostenibilità, ad un uso delle risorse intelligente, ad una attenzione alla alimentazione sostenibile con una apericena a lume di candela molto suggestiva e saporita a base di prodotti biologici e a km0 tenutasi al locale “Radici nella Terra” in via Petrarca a Isernia.

Appuntamento dunque all'anno prossimo, con la prossima edizione di Earth Hour, da raggiungere con rinnovata consapevolezza, determinazione e speranza.

Il WWF Molise OA








venerdì 22 marzo 2019

Giornata mondiale acqua | WWF, Attraverso l'acqua percepiamo effetti dei cambiamenti climatici


 
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22 marzo giornata mondiale dell'acqua

WWF: ATTRAVERSO L'ACQUA PERCEPIAMO GLI EFFETTI DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI
 
In uno scenario di riscaldamento globale di 2 °C le persone affette da scarsità d'acqua in Europa potrebbero passare da 85 a 295 milioni. Il 2019 in Italia si preannuncia anno critico per il fabbisogno di acqua


Il 2019 in Italia si preannuncia un altro anno critico per il fabbisogno d'acqua a causa del riscaldamento globale, che proprio sul ciclo dell'acqua sta già avendo un effetto misurabile, alterando la quantità, la distribuzione, i tempi e la qualità.  L'acqua è l'elemento principale attraverso il quale percepiamo e percepiremo gli effetti del cambiamento climatico e, infatti, in alcune aree del Paese sembra riproporsi la situazione del 2017, il secondo anno tra i più secchi dal 1961. In quell'anno la quantità di precipitazioni è stata del 22% inferiore alla norma, la temperatura media in Italia registrava un +1,30 gradi centigradi, superiore di 0.1 grado rispetto a quella mondiale.
Nel 2017 i quattro principali bacini idrografici italiani (Po, Adige, Tevere e Arno) hanno visto diminuire le portate medie annue di circa il 40% rispetto alla media del trentennio 1981-2010 e sei Regioni hanno chiesto lo Stato di emergenza per carenze idriche anche nel settore potabile.
Periodi di siccità si sono intervallati sempre più a periodi di forti precipitazioni concentrati in pochi giorni, ore e minuti, caratterizzati anche da improvvisi "alluvioni lampo", che si verificano dall'estate al tardo autunno. Non di dimenticano le 10 vittime sorprese durante un'escursione dalla piena del Raganello in Calabria nell'agosto scorso, ma eventi estremi si sono verificati dovunque dal Trentino Alto Adige, al Veneto, alla Sicilia, al Lazio, alla Liguria, alla Lombardia. Dispersi, morti, strade come fiumi in piena, colate di fango che ricoprono centri abitati, pendii franati, strade interrotte, ponti pericolosi, interi paesi isolati e senza luce, gas e acqua, spiagge devastate o scomparse sotto la furia delle onde, case e capannoni scoperchiati, boschi falciati dal vento, scenari apocalittici, eventi sempre più frequenti in un territorio sempre più vulnerabile e inadatto a rispondere naturalmente ad eventi "normali", tanto meno a cambiamenti climatici che si stanno manifestando con sempre maggior violenza.
In uno scenario di riscaldamento globale di 2° C, il numero di persone affette da scarsità d'acqua in Europa potrebbe passare dagli attuali 85 milioni fino a 295 milioni, principalmente nei paesi del Mediterraneo.
L'aumento della carenza di acqua è previsto in particolare in Spagna, Grecia, Cipro, Italia e Turchia. I cambiamenti nell'uso del suolo e le variazioni della domanda di acqua combinate peseranno nell'ordine del 10-20%, mentre il clima sarà responsabile dell'80-90% delle modificazioni previste.
Si prevedono riduzioni significative dei livelli bassi di flusso, circa il 25% in meno nell'Europa sud-ovest (Spagna, Portogallo, Francia meridionale, parti d'Italia) e anche nell'Europa Sud-Est  (Grecia, Sud Italia, paesi balcanici). Ciò potrebbe portare a problemi di disponibilità di acqua di raffreddamento per le centrali termiche, acqua che oltretutto potrebbe essere molto calda.  In uno scenario di riscaldamento estremo, il numero di persone colpite dalla carenza idrica in Europa potrebbero aumentare alla fine del ventunesimo secolo dagli attuali 85 milioni a 104 milioni o potenzialmente 295 milioni.
Oltre a una decisa azione di mitigazione, cioè di progressivo azzeramento delle emissioni climalteranti, sono necessarie strategie di adattamento, inclusi il risparmio e l'efficienza nell'uso dell'acqua. La resilienza al cambiamento climatico è rafforzata da servizi ecosistemici sani che si affidano a bacini fluviali ben funzionanti. Un adattamento ai cambiamenti climatici efficace deve riflettere l'importanza della gestione delle risorse idriche nel ridurre la vulnerabilità e costruire la resilienza al cambiamento climatico.
È necessario un cambio di rotta totale sia su scala globale, dando seguito agli impegni presi nelle varie conferenze del Clima, sia su scala locale. Ma è necessario anche modificare il nostro quotidiano rapporto con l'ambiente e con l'acqua, partendo dalla consapevolezza, da tradurre in comportamenti virtuosi, che l'acqua è un bene comune e a disponibilità limitata.

Earth Hour 2019. Proprio con l'obiettivo di limitare il cambiamento climatico, dimezzando le emissioni di gas serra entro il 2030 a livello globale, nonché fermare la perdita di biodiversità, il prossimo 30 marzo torna Earth Hour: la più grande mobilitazione planetaria sul clima.
Un'ora simbolica di luci spente e tante iniziative per un futuro sostenibile, che si svolgeranno in centinaia di Paesi nel mondo con lo slogan #Connect2Earth, che non solo esprime lo stretto legame tra uomo e natura, ma anche quello tra cambiamenti climatici e perdita di biodiversità, il capitale naturale sul quale poggia la nostra stessa vita.
Riconoscimenti. All'iniziativa Earth Hour 2019 è stata conferita la Medaglia del Presidente della Repubblica e sono stati concessi i Patrocini del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonché dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani – ANCI. Anche le scuole saranno coinvolte, grazie a uno specifico Protocollo d'intesa siglato da WWF e MIUR.
Anche per questa edizione, Sofidel sarà il main partner dell'evento. L'azienda, nota soprattutto per il brand Regina, è al fianco del WWF da oltre 10 anni nell'ambito del programma Climate Savers e nel 2017 ha rinnovato il suo impegno sottoscrivendo il Manifesto S.O.S. del WWF ispirato ai 17 Obiettivi di Sostenibilità dell'ONU, sposando dunque la visione di lungo periodo promossa dall'Associazione che considera il nostro Pianeta come luogo comune per realizzare un benessere equo e sostenibile e che riconosce la centralità del capitale naturale. Negli anni, Sofidel è stata al fianco del WWF in numerose attività di sensibilizzazione e ingaggio, tra cui il programma educativo "Mi Curo di Te – Il gesto di ognuno per il Pianeta di tutti" dedicato ai temi Acqua, Clima e Foreste.
 
Per programmi aggiornati e appuntamenti: oradellaterra.org

Roma, 22 marzo 2019

Wwf Italia
Ufficio Stampa WWF Italia

Tel. 06-84497 332 - 266 - 259

Cel. 340 9899147 - 329 8315718




PER APPROFONDIRE

LA SALUTE DEI FIUMI. Gli ecosistemi di acqua dolce sono i più minacciati sul pianeta e la situazione non è diversa in Europa. Oggi il 60% delle acque del continente non è in buono "stato di salute" perché se ne è permesso un sovra-sfruttamento, causando danni permanenti all'ambiente e alle 'fonti' principali; sono state costruite dighe e sbarramenti ovunque, i fiumi sono stati in gran parte "canalizzati", si è coltivato in modo insostenibile prelevando in modo eccessivo le acque che vengono restituite inquinate, inoltre si continua a tagliare i boschi lungo le sponde dei fiumi e a scavare nel loro alveo. 
Così la situazione delle nostre acque interne è allarmante: solo il 43% dei 7494 fiumi monitorati è in un "buono stato ecologico", come richiesto dalla Direttiva Quadro Acque (2000/60/CE), mentre il 41% è ben al di sotto dell'obiettivo di qualità e un 16% non è stato nemmeno classificato. Ancora più grave la situazione dei 347 laghi, di cui solo il 20% è "in regola" con la normativa europea. 
L'Istituto superiore di sanità evidenzia, inoltre, come "gli effetti del cambiamento globale del clima sulla disponibilità e qualità delle acque, sull'igiene e la gestione dei reflui, colpiscono direttamente la salute. Le malattie legate all'acqua clima-dipendenti, trasmissibili e non, sono uno dei principali killer nel nostro pianeta; anche l'OMS sottolinea come l'insicurezza degli approvvigionamenti idrici, già oggi estesa a più di tre quarti della popolazione mondiale, sia una delle maggiori minacce per il prossimo futuro.
CHE FARE? Non sono più rinviabili politiche di adattamento ai cambiamenti climatici che non abbiano il loro punto focale nel governo delle risorse idriche. È infatti indispensabile colmare il ritardo nell'applicazione delle direttive europee su Acque (2000/60/CE) e Alluvioni (2007/60/CE), avviando, ad esempio, la riqualificazione dei nostri fiumi e laghi con una diffusa attività di rinaturazione impiegando subito il 20% di finanziamenti della difesa del suolo per interventi integrati per il miglioramento dello stato ecologico dei corsi d'acqua e la tutela degli ecosistemi e della biodiversità (L.133/2014) e promuovendo "infrastrutture verdi", come previsto dalle risoluzioni della Commissione europea (2013/249).

IL WWF RITIENE PERTANTO INDISPENSABILE
  • Consolidare un governo delle acque basato sui bacini idrografici e sul ruolo delle Autorità di bacino a garanzia dell'indispensabile coordinamento degli interventi in materia di dissesto idrogeologico, di difesa e messa in sicurezza del suolo.
  • Garantire le necessarie risorse economiche per la difesa del suolo, la mitigazione rischio idrogeologico e il miglioramento dello stato ecologico dei corsi. 
  • Promuovere Piani di adattamento ai Cambiamenti Climatici sia a livello di bacino idrografico che per ampi comparti omogenei come le aree metropolitane e le città
  • Bloccare il consumo del suolo lungo le aste fluviali e avviare un'azione di recupero di suolo attraverso politiche di delocalizzazione degli insediamenti civili e industriali che sorgono nelle aree a maggior rischio (classificate come R3 e R4 ai sensi del D.Lgs. n. 49/2010).
  • Applicare correttamente e in modo integrato le direttive Quadro "Acque" (2000/60/CE), "Alluvioni" (2007/60/CE), "Energie rinnovabili" (2009/28/CE) e "Habitat" (43/92/CEE) e "Uccelli" (2009/147/CE)
  • Avviare una diffusa azione di rinaturazione fluviale realizzando "interventi integrati per ridurre il rischio idrogeologico e per il miglioramento dello stato ecologico dei corsi d'acqua e la tutela degli ecosistemi e della biodiversità, promuovendo in via prioritaria gli interventi tutela e recupero degli ecosistemi e della biodiversità" come previsto dalla L. 133/2014 
  • Realizzare "infrastrutture verdi", come previsto dalla risoluzione della Commissione europea   sulle infrastrutture verdi (2013/249).
  • Garantire la manutenzione del territorio per tutelare la funzionalità dell'ecosistema e mantenere un adeguato equilibrio territoriale ambientale.  
  • Garantire un approccio interdisciplinare alla definizione delle azioni sugli ecosistemi fluviali e, soprattutto, il coinvolgimento delle adeguate competenze nella progettazione e realizzazione degli interventi di difesa del suolo e miglioramento dello stato ecologico dei corsi d'acqua e di manutenzione del territorio

 
 
 
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mercoledì 20 marzo 2019

Seminario docenti 28 marzo

Il 28 marzo 2019 il Panda incontra i docenti.

Si terrà  a Guardiaregia, presso il Centro visite della Riserva Regionale oasi WWF di Guardiaregia - Campochiaro, il seminario gratuito per docenti di ogni ordine e grado "Urban nature, diamo spazio alla natura in città". 

L'incontro, organizzato dal WWF Italia - che è ente accreditato per la formazione dei docenti - illustrerà  le possibilità  concrete di impegno comune tra Scuole e WWF e sarà l'occasione per riflettere sulle sfide educative dei nostri luoghi e dei nostri tempi, presentando, nel particolare, il contest per le scuole "Urban Nature".

"Urban Nature" è  un progetto pensato per porre attenzione a quella parte di natura, la natura delle nostre città,  che è  immediatamente fruibile, estremamente importante per il benessere umano, e cosi  bisognosa di conoscenza, tutela, promozione e valorizzazione. Un laboratorio di scienze, una palestra, una occasione di impegno civico a due passi dalle nostre case e, spesso, ancor meno dalle nostre scuole. 

Educare i giovani ad abitare il mondo, attraverso un approccio positivo a partire dai propri luoghi di vita, può essere il primo passo per un atteggiamento protettivo verso le forme di vita e i grandi sistemi naturali. 

Il seminario, come tutta l'esperienza "Urban nature" è  realizzato in collaborazione con il MIUR, l'Arma dei Carabinieri, l'Associazione Culturale Pediatri e l'associazione scout AGESCI.

Nell'incontro di Guardiaregia interverranno rappresentanti ed esperti locali: il dottor Sergio Zarrilli, pediatra, che inviterà a  riflettere sulle relazioni tra crescita della persona ed ambiente; la professoressa Simona Oriente, capo formatore dell'AGESCI racconterà del modo che hanno gli scout di far corrispondere l'ambiente naturale all'ambiente educativo; di nuove professioni e sicurezza nell'accompagnamento nella natura tratterà Guglielmo Ruggiero, Guida Ambientale Escursionista, mentre il dottor Lino Cirucci e la dottoressa Gianna D'Arrisso,  Referenti per i progetti di educazione ambientale dell'Oasi, illustreranno le esperienze che possono essere realizzate direttamente  a scuola e nell'Oasi di Guardiaregia - Campochiaro. Il presidente del WWF Molise,  arch. Lucio Fatica, coordinerà gli interventi.

Appuntamento dunque a Guardiaregia alle ore 15 del 28 marzo per i docenti di ogni ordine e grado, ricordando che la necessaria iscrizione, entro il 25 marzo, può essere effettuata tramite la piattaforma per la formazione docenti SOFIA del MIUR o inviando una e-mail a docenti@wwf.it.


Qui l' invito




Riforma PAC | Coalizione #Cambiamoagricoltura, una buona agricoltura salva ambiente e clima


 
 

RIFORMA PAC: COALIZIONE #CAMBIAMOAGRICOLTURA, UNA BUONA AGRICOLTURA SALVA AMBIENTE E CLIMA

IL CONSIGLIO UE AGRICOLTURA DI OGGI PUO' DARE UNA PRIMA RISPOSTA POSITIVA ALLE DOMANDE CHE MIGLIAIA DI GIOVANI HANNO POSTO AI DECISORI POLITICI CON LA GRANDE MANIFESTAZIONE GLOBALE DI VENERDI' 15 MARZO ELIMINANDO I SUSSIDI DANNOSI PER L'AMBIENTE DAI FONDI DELLA PAC

Il 25% delle emissioni dei gas clima alteranti sono dovute alle pratiche agricole e zootecniche intensive. Lo ricorda la Coalizione italiana #CambiamoAgricoltura, che ha scritto al ministro dell'Agricoltura Gian Marco Centinaio per chiedere che i ministri dell'agricoltura dei Paesi UE (nel Consiglio UE Agricoltura che si riunisce oggi per discutere sulla riforma della PAC) diano le giuste risposte alle domande che migliaia di giovani hanno rivolto ai decisori politici con la grande manifestazione globale #FridaysForFuture di venerdì scorso.

Questi giovani chiedono alla politica risposte concrete e scelte coraggiose per fermare i cambiamenti climatici, e la Coalizione #CambiamoAgricoltura ricorda che la Politica Agricola Comune della UE potrebbe essere uno degli strumenti più efficaci per promuovere e guidare la transizione ecologica dell'agricoltura europea. L'IPCC nel suo ultimo rapporto ha confermato che alle pratiche agricole e zootecniche intensive sono attribuibili il 25% delle emissioni dei gas clima alteranti. Una seria riforma della PAC, lo strumento di programmazione economica-finanziaria che impegna oggi il 38% del bilancio dell'Unione è essenziale per fermare il cambiamento climatico e raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile 2030 delle Nazioni Unite (SDGs), sottoscritti anche dall'Unione Europea e dall'Italia.

Per questo le nove Associazioni ambientaliste e dell'agricoltura biologica, AIAB, Associazione Italiana Biodinamica, FAI, Federbio, Legambiente,LIPU, ISDE Medici per l'Ambiente, ProNatura e WWF Italia,  hanno scritto al Ministro Gian Marco Centinaio a chiedendo di impegnarsi a migliorare il testo di compromesso della Presidenza rumena che verrà sottoposto oggi all'attenzione del Consiglio Agricoltura. Questo testo rappresenta un compromesso debole tra le diverse posizioni, ancora distanti, con l'intento di giungere ad una approvazione definitiva dei futuri Regolamenti della PAC post 2020 da parte del Consiglio UE nei prossimi mesi, per riaprire poi il negoziato con la nuova Commissione e il nuovo Parlamento dopo le elezioni europee del 26 maggio prossimo. Tale iniziativa è stata condivisa con le sigle dell'ambientalismo europeo che si sono rivolte ai loro ministri e all'intero consiglio agricoltura per rilanciare la voce dei diversi movimenti nati in tutta Europa che chiedono un'agricoltura più sana e attenta alla questione ambientale e climatica.

Le Associazioni ricordano al ministro italiano dell'Agricoltura che nel bilancio previsionale dell'UE è stato esplicitato che la prossima PAC dovrà avere una maggiore ambizione ambientale, ma i principali analisti e la Corte dei Conti europea hanno già evidenziato che la proposta di riforma presentata dalla Commissione Europea a questo riguardo è troppo debole e dovrebbe essere rafforzata, mentre ad oggi le posizioni assunte dai Ministri europei dell'Agricoltura sviliscono e indeboliscono ulteriormente questa riforma post 2020 della PAC. Scegliere per una impostazione miope e corporativa, di difesa dello status quo, sarebbe un grave errore che confermerebbe la PAC come sussidio inefficace e perfino dannoso per l'ambiente, il clima, la biodiversità.

La Coalizione italiana #CambiamoAgricoltura ha presentato nel mese di luglio 2018 il proprio decalogo di proposte e richieste per una seria riforma della PAC post 2020, indicando obiettivi ambiziosi per la tutela della biodiversità, il contrasto ai cambiamenti climatici e la gestione sostenibile delle risorse naturali. Il decalogo completo delle proposte della Coalizione è disponibile al sito www.cambiamoagricoltura.it 


Roma, 18 marzo 2019

Wwf Italia
Ufficio Stampa WWF Italia
Tel. 06-84497 332 - 266 - 259

 

Domani Giornata Internazionale delle Foreste | WWF, Le foreste cruciali nella lotta ai cambiamenti cliatici



 

Domani giovedì 21 marzo è l'International Day of Forests

WWF: LE FORESTE SONO CRUCIALI NELLA LOTTA AI CAMBIAMENTI CLIMATICI

Rappresentano l'habitat per il 75% della biodiversità e producono oltre il 40% dell'ossigeno terrestre. Tra il 1990 e il 2007 le foreste mondiali hanno sequestrato in media 2,4 MLD di Co2

Sabato 30 marzo alle 20,30 torna Earth Hour, l'Ora della Terra, l'evento mondiale del WWF sul clima. L'evento centrale sarà a Matera, capitale europea della cultura 2019, con lo spegnimento di uno dei luoghi iconici della "città dei Sassi" 


Nella Giornata Internazionale delle Foreste (che si celebra domani, giovedì 21 marzo) il WWF vuole puntare l'attenzione sullo straordinario valore dei "polmoni" del Pianeta che non solo sono essenziali per la vita sulla Terra ma che rappresentano un elemento cruciale nella lotta ai cambiamenti climatici.

Le foreste coprono il 31% delle terre emerse del pianeta, costituiscono l'habitat per il 75% della biodiversità terrestre e, in varie forme e particolarmente grazie al processo della fotosintesi clorofilliana, contribuiscono alla lotta al cambiamento climatico. La FAO dal 1948 elabora assessment sullo stato delle foreste (i "Global Forest Resources Assessment" vengono pubblicati ogni 5 anni, il prossimo è previsto per il 2020 mentre ogni anno viene pubblicato lo "State of the World's Forests") e secondo i suoi dati più recenti risulta che le foreste pluviali producono oltre il 40% dell'ossigeno terrestre e la deforestazione è una delle principali cause del riscaldamento globale, poiché produce dal 12 al 20% delle emissioni di gas serra.  Oggi la superficie forestale globale è estesa meno di 4 miliardi di ettari: il 93% è foresta naturale, mentre la superficie di foresta  piantata rappresenta il 7%. Nel periodo fra il 1990 e 2015, la superficie di foreste è diminuita di 129 milioni di ettari, un'area che equivale quasi all'intero Sudafrica. La perdita netta annuale media nel periodo 2010-2015, invece, è stata di 3,3 milioni di ettari e la maggior parte riguarda le foreste naturali.

Secondo un interessante studio apparso su Nature nel 2015 si stima che all'inizio della rivoluzione agricola vi fossero sulla Terra circa 6.000 miliardi di alberi mentre oggi ne abbiamo circa 3.000 miliardi (Crowther T.W. ed altri, 2015, Mapping tree density at a global scale, Nature 525; 201-205).

Questa grave perdita di capitale naturale è stata negli ultimi anni parzialmente compensata dal recupero naturale di terre abbandonate da agricoltori o allevatori (2,2 milioni di ettari all'anno) e da nuove piantagioni (3,1 milioni di ettari all'anno). 
La principale causa della deforestazione è l'agricoltura commerciale su larga scala, che ha rappresentato circa il 40% della deforestazione nei tropici e sub-tropici; mentre l'agricoltura di sussistenza locale ha inciso per il 33%, l'infrastrutturazione per il 10%, l'espansione urbana per il 10% e l'estrazione mineraria per il 7%.

In Italia, nel periodo 2005-2015 la superficie interessata da formazioni forestali, secondo la FAO, è pari a 9,2 milioni di ettari, con una crescita annua dello 0,6%. 
Nell'Accordo di Parigi approvato dalla COP 21 della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico (UNFCCC) per mantenere l'aumento della temperatura media mondiale ben al di sotto di 2°C rispetto ai livelli preindustriali e di fare il possibile per limitare l'aumento a 1,5°C, oltre alle massicce riduzioni a breve termine delle emissioni di gas climalteranti, si richiede anche l'applicazione di tecniche di "emissione negativa" che estraggano dall'atmosfera l'anidride carbonica già emessa . La fotosintesi clorofilliana, processo che estrae l'anidride carbonica dall'aria, utilizzando l'acqua, e la trasforma in materia vegetale, è uno dei mezzi naturali che da 3,5 miliardi di anni permette di assorbire CO2 ed è ovviamente utile nella lotta contro i cambiamenti climatici. Le foreste del mondo, tra il 1990 e il 2007 hanno sequestrato in media 2,4 miliardi di tonnellate di carbonio all'anno. Secondo i dati della FAO del 2010 le foreste manterrebbero immagazzinate 289 miliardi di tonnellate di carbonio nella biomassa viva, nel legno morto, nella lettiera e nel suolo. Il legno, composto per circa il 50% di carbonio, se utilizzato per produrre beni di lunga durata, come edifici e parti di essi, mantiene naturalmente intrappolata la CO2 mentre, se usato come combustibile, la rilascia in atmosfera.
Nel nostro Paese, dalle stime dell'Inventario Nazionale delle Foreste e del sequestro del carbonio 2005, risulterebbe che la quantità di carbonio organico presente nella parte vegetale presente fuori del terreno dei boschi italiani (alberi vivi, rinnovazione e arbusti) ammonta a 472,7 milioni di tonnellate, mentre quella rimossa annualmente dall'atmosfera ammonterebbe a circa 12,6 milioni di tonnellate.

Abbiamo il dovere di fare il possibile per fermare la distruzione delle foreste naturali, restaurare gli ecosistemi degradati dallo sfruttamento e riforestare. Per farlo è necessario realizzare migliori pratiche di gestione per rendere le foreste più resistenti e resilienti ai disturbi che possono rilasciare improvvisamente una grande quantità di carbonio nell'atmosfera, come gli incendi boschivi. Le azioni di gestione forestale, poi, devono essere armonizzate all'interno dei paesaggi forestali e si deve favorire l'uso di legname estratto in modo sostenibile per la costruzione di strutture e prodotti di lunga durata, evitando di bruciarlo, se non alla fine del ciclo di vita dei prodotti. Le foreste del nostro paese costituiscono un importante elemento anche per le attività di adattamento ai cambiamenti climatici, come indicato nel Piano nazionale di adattamento al cambiamento climatico prodotto dal Ministero dell'Ambiente, e anche il ruolo della riforestazione urbana assume un significato rilevante che il WWF sottolinea nel suo programma Urban Nature.

Earth Hour 2019. Proprio con l'obiettivo di limitare il cambiamento climatico,  dimezzando le emissioni di gas serra entro il 2030 a livello globale, nonché fermare la perdita di biodiversità, il prossimo 30 marzo torna Earth Hour: la più grande mobilitazione planetaria sul clima.
Un'ora simbolica di luci spente e tante iniziative per un futuro sostenibile, che si svolgeranno in centinaia di Paesi nel mondo con lo slogan #Connect2Earth, che non solo esprime lo stretto legame tra uomo e natura, ma anche quello tra cambiamenti climatici e perdita di biodiversità, il capitale naturale sul quale poggia la nostra stessa vita. 
Patrocini: Earth Hour 2019 ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica, il patrocinio della Presidenza del Consiglio, della Camera dei Deputati, della Fondazione Matera 2019, del Comune di Matera, di ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), Agenzia Spaziale italiana. Anche le scuole saranno coinvolte, grazie a uno specifico Protocollo d'intesa siglato da WWF e MIUR. 
Anche per questa edizione, Sofidel sarà il main partner dell'evento. L'azienda, nota soprattutto per il brand Regina, è al fianco del WWF da oltre 10 anni nell'ambito del programma Climate Savers e nel 2017 ha rinnovato il suo impegno sottoscrivendo il Manifesto S.O.S. del WWF ispirato ai 17 Obiettivi di Sostenibilità dell'ONU, sposando dunque la visione di lungo periodo promossa dall'Associazione che considera il nostro Pianeta come luogo comune per realizzare un benessere equo e sostenibile e che riconosce la centralità del capitale naturale. Negli anni, Sofidel è stata al fianco del WWF in numerose attività di sensibilizzazione e ingaggio, tra cui il programma educativo "Mi Curo di Te – Il gesto di ognuno per il Pianeta di tutti" dedicato ai temi Acqua, Clima e Foreste.

Per programmi aggiornati e appuntamenti: oradellaterra.org 


Roma, 20 marzo 2019

Wwf Italia
Ufficio Stampa WWF Italia
Tel. 06-84497 332 - 266 - 259
Cel. 340 9899147 - 329 8315718

 
 
 

giovedì 14 marzo 2019

Sciopero Clima | WWF: Ecco cosa possono e devono fare gli adulti



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WWF Italia
 

Global Strike For Future


Clima, domani protagonisti ragazze e ragazzi


WWF: ECCO COSA POSSONO E DEVONO FARE GLI ADULTI

Il WWF sostiene con convinzione le centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi che in tutto il mondo si preparano domani a scendere in piazza per il primo sciopero globale per il Clima e in tutta Italia in piazza, insieme a loro ci saranno i ragazzi della Community WWF YOUng. 

È sicuramente molto importante che le generazioni che rischiano di subire gli effetti peggiori del cambiamento climatico non si limitino a farsi rappresentare, ma prendano voce e iniziativa in prima persona chiedendo che si agisca subito e in modo radicale, archiviando la politica del rinvio. Tuttavia, nel giorno delle ragazze e dei ragazzi protagonisti, gli adulti non possono certo limitarsi a una pacca sulla spalla e dire "ora tocca a voi".
Per questo il WWF propone alcune richieste precise, anche se necessariamente qui non approfondita, agli adulti in politica, agli adulti nelle aziende, agli adulti in casa propria, insomma, proprio a tutti gli adulti. 

In politica
  • Gli adulti al governo e nelle istituzioni a tutti i livelli, devono uscire dalla solita routine e dal pensare solo al breve termine; per comprendere le relazioni tra i problemi ambientali e individuare le strade migliori per agire, occorre studiare e darsi obiettivi a lungo termine e target immediati in linea con tali obiettivi. I risultati non vengono da soli, non sono facili. Ma voi siete lì per questo.
  • In termini concreti, i Governi devono alzare di molto le loro ambizioni di riduzione delle emissioni di CO2 entro il 2030, puntando alla completa decarbonizzazione ben prima della metà del secolo, se vogliamo sperare di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C e attuare davvero l'Accordo di Parigi. Con gli attuali target di riduzione, saremmo condannati a superare i 3°C di aumento medio della temperatura globale.
  • Gli adulti che votano, devono giudicare le formazioni politiche, i candidati e gli eletti sulla base delle proprie azioni per accelerare davvero, e con efficacia, l'azione climatica.
Nel business:
  • Gli amministratori delegati hanno dei figli, ma forse pensano, se ci pensano, che la ricchezza li preserverà dalle minacce climatiche: è vero che i poveri sono i più vulnerabili, ma gli eventi estremi e le loro conseguenze non guardano in faccia a nessuno. È dunque ora che le persone nelle aziende, a ogni livello e per quanto piccola sia l'impresa, facciano contare davvero le parole che scrivono nella mission e assumano la sostenibilità ambientale e sociale come timone, almeno alla pari delle ragioni economiche.
  • Per le grandi aziende, accanto al budget, i board e gli azionisti dovrebbero valutare l'operato del management sulla base della riduzione delle emissioni.
  • Non solo l'energia che viene acquistata dalle grandi aziende dovrebbe essere solo rinnovabile e proveniente da utility senza fonti sporche nel proprio energy mix. Oppure le imprese possono autoprodurla direttamente da fonti rinnovabili. Inoltre le aziende possono scegliere di acquistare prodotti scelti non solo in base al prezzo, ma anche in base alla CO2 emessa e alle risorse impiegate per produrli.
In casa propria:

Tutti siamo consumatori, e come tali abbiamo un potere enorme; dobbiamo scegliere quello che davvero ci serve e in base alle reali performance ambientali delle aziende e del prodotto. Per esempio:
  • Abbandonare le vecchie auto a benzina o diesel e scegliere veicoli elettrici, preferire le biciclette o camminare, usare i mezzi pubblici pretendendo che siano ecologici davvero. 
  • Scegliere solo energia rinnovabile, l'epoca delle fonti fossili deve finire. 
  • Risparmiare comunque più energia possibile, anche se verde.
  • A tavola dobbiamo mangiare poca carne e pochi latticini, perché produrli comporta un altissimo dispendio energetico, e molte verdure e frutta. 
  • Dobbiamo preferire i prodotti alimentari del nostro territorio, informarci sul modo in cui sono stati prodotti, non sprecare nulla.
E, infine, come genitori, dovremmo tutti cercare di dare affetto, relazioni, tempo ai nostri figli: li apprezzeranno molto più di tanti oggetti inutili.
Domani il WWF seguirà il Global Strike For Future sul proprio sito web e su i propri canali social.



Roma, 14 marzo 2019

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