lunedì 14 aprile 2014

San Polo Matese: sequestrata una cava

Gestisce una cava usandola come discarica per i suoi lavori: denunciato imprenditore edile
In località Vicenne, a San Polo Matese, la Forestale ha sequestrato una vasta area abusiva dove alla terra venivano mischiati scarti dell’edilizia: bitume, catrame e cavi elettrici finivano nella cava gestita, con una concessione scaduta, dallo stesso costruttore che risparmiava così sui costi dello smaltimento dei rifiuti speciali. Ha deturpato il paesaggio e manomesso il paesaggio.

Rifuiti var, ma anche plastica, vetro e cavi elettrici. C’è di tutto nella cava abusiva sequestrata a San Polo Matese dal Corpo Forestale di Bojano e Sepino. 
L’amministratore di un’impresa di costruzioni è stasto denunciato: da una prima ricostruzione sembrerebbe che per anni l’uomo abbia risparmiato sui costi di smaltimento di questi rifiuti speciali scaricandoli nel terreno di cui lui stesso era formalmente concessionario ma per fare attività estrattiva. 

Alla cava di località Vicenne, nella campagna matesina, sono stati apposti i sigilli: gli agenti l’hanno trovata piena di 5 mila metri cubi di terra e materiale litoide amalgamato agli scarti provenienti dai lavori eseguiti dal costruttoreedile che ora dovrà rispondere per gestione illecita di rifiuti speciali, manomissione dello stato dei luoghi, deturpamento di bellezze naturali e attività estrattiva senza le dovute autorizzazioni. Dalle indagini, infatti, è emerso anche che la concessione regionale per estrarre materiale dalla cava era scaduta e dunque non più valida. Un dettaglio di poco conto visto che l’uomo la riempiva anziché svuotarla. 

dal sito: primonumero.it 

lunedì 7 aprile 2014

dal sito: restoalsud.it

Eolico, anche per la Corte dei Conti esiste un “caso Molise”

eolico-selvaggio
 

Lo spunto l’ha dato la relazione del Procuratore Generale della Corte dei Conti del MoliseCarlo Alberto Manfredi Selvaggi, il proliferare dei parchi eolici in Molisenon ha senso, infatti, scrive il Procuratore “l’installazione di parchi eolici e fotovoltaici, essendo la Regione Molise una di quelle, insieme ad alcune altre regioni meridionali, in cui si registra la più alta concentrazione di impianti di siffatto tipo”.

Non solo, sempre nella sua relazione il Procuratore Generale della Corte dei Contidice anche che la produzione di energia alternativa in Molise è troppo alta,“Occorre considerare al riguardo che, a seguito della crescita esponenziale avvenuta negli ultimi anni della produzione di energia elettrica da fonti alternative in considerazione dell’elevata remuneratività dell’investimento per via dei generosi incentivi che vengono erogati (tra i più alti in Europa), si è giunti, in molte aree del paese (tra cui, per l’appunto, il Molise) a un punto tale di ipergenerazione da rendere possibile il distacco coattivo degli impianti da parte del gestore dalla rete”. 

In poche parole l’energia che il Molise produce da fonti alternative impone spesso il gestore nazionale a staccare gli impianti, e allora, ecco verificato e certificato ciò che gli oppositori dell’eolico selvaggio dicono da anni, il Molise non ha bisogno di tutto questo.

Il “caso Molise”, dunque, in considerazione del numero degli impianti installati in rapporto alla sua modesta estensione territoriale, ha assunto ormai un rilievo nazionale. “Le denunce che sono pervenute riguardano, per lo più, il danno al paesaggio causato dalla mancata osservanza, da parte del Servizio regionale deputato alla concessione dell’autorizzazione unica all’installazione e all’esercizio degli impianti, dei pareri obbligatori rilasciati dalla competente articolazione territoriale del Ministero dei Beni e delle Attività culturali, ovvero, in alcuni casi, della mancata acquisizione degli stessi nell’ambito della prodromica conferenza di servizi”. 

Non c’è che dire, ancora una volta e in maniera netta e tranciante, la Corte dei Conti giudica la pratica dell’eolico selvaggio, diventato tale dopo l’approvazione dell’infima legge Berardo, come inutile sperpero di denaro pubblico a favore di poche, pochissime società, che fanno man bassa dei fondi pubblici, molto alti.

www.michelemignogna.it

Non si ferma il consumo del suolo in Italia

Non si ferma il consumo di suolo. Anzi, il ritmo in Italia procede spedito da qualche anno, alla velocità di 8 metri quadrati al secondo. Soltanto tra il 2009 e il 2012 sono stati divorati da cemento e infrastrutture ben 720 km quadrati di aree naturali.

Questa la fotografia scattata dal nuovo rapporto dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) sul consumo di suolo, che bollina come “ormai perso irreversibilmente” il 7,3% del territorio del nostro Paese. Il consumo di suolo è legato a doppio filo sia al dissesto idrogeologico che ai cambiamenti climatici.

I 720 km quadrati persi tra il 2009 e il 2012 – spiega l’Ispra – corrispondono a un’area grande quanto la somma dei comuni di Milano, Firenze, Bologna, Napoli e Palermo. Si è così passati da poco più di 21.000 kmq ‘divorati’ nel 2009 a quasi 22.000 nel 2012. Ma non tutta la colpa è dell’edilizia.

Il consumo di suolo è addebitale anche alla costruzione di infrastrutture che, insieme agli edifici, ricoprono quasi l’80% del territorio artificiale: strade asfaltate e ferrovie al 28%, strade sterrate e infrastrutture di trasporto secondarie al 19%, edifici al 30%, parcheggi, piazzali e aree di cantiere al 14%.

Il report parla anche di “forti impatti sui cambiamenti climatici: la cementificazione galoppante ha comportato dal 2009 al 2012 l’immissione in atmosfera di 21 milioni di tonnellate di CO2 per un costo stimato di 130 milioni di euro”.

Ed effetti di questa trasformazione si hanno anche “sull’acqua e sulla capacità di produzione agricola”, tanto che per esempio tra il 2009 e il 2012 a causa dell’impermeabilizzazione abbiamo perso “una capacità di ritenzione pari a 270 milioni di tonnellate d’acqua”, con un costo di gestione che in questi tre anni viene stimato intorno ai 500 milioni di euro.

Piazza Pepe riaperta al traffico: il Comitato Isole Pedonali torna a protestare

L'ennesima giravolta dell'amministrazione comunale di Campobasso provoca la reazione del Comitato Isole Pedonali, la cui nascita è stata promossa anche dal WWF Molise.
Stavolta il pretesto è costituito da presunte esigenze di protezione civile: in sostanza, le fioriere non consentirebbero il passaggio dei mezzi di soccorso. Naturalmente a questa motivazione non crede nessuno, per cui il Comitato tornerà a mobilitarsi per opporsi a questa sciagurata decisione.

Il WWF Molise segnala danni nella faggeta del Monte Mutria

Danni al patrimonio boschivo sono stati segnalati dal WWF Molise al Corpo Firestale in riferimento a lavori di taglio di alberi nella particella n. 40 del Bosco comunale Tre Frati, ai confini con il territorio dell'Oasi.

Il WWF Molise segnala danni nella faggeta del Monte Mutria


venerdì 4 aprile 2014

Mirabello Sannitico: trovato un lupo morto.

Mirabello Sannitico (CB) – Lupo morto ai bordi della SS 17

   lupoUn maschio di Lupo, forse investito da un auto, è stato trovato in località "Castagna" di Mirabello sannitico.

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