Aggiornamento sull'andamento energetico

 


Proseguiamo con delle brevi considerazioni sull'andamento dell'energia in Molise. Le altre analisi sono rintracciabili con l'etichetta "energia" o "eolico" su questo blog.

Non è un aggiornamento corposo come gli altri anni, ma le considerazioni sono dolorose e significative; meritano degli approfondimenti e confronti che sarà il caso di sviluppare con attenzione. 

Tuttavia, osservando cosa sia successo nel corso dell'anno 2024 (ricordiamo che i dati vengono pubblicati con un anno di ritardo per cui l'ultimo rapporto disponibile, il rapporto 2025, tratta dei dati del 2024), degli elementi preoccupanti saltano all'occhio.

Il primo dato riguarda il calo spaventoso della produzione di energia idroelettrica che imporrebbe una seria analisi, soprattutto in questi tempi in cui si ragiona di scambi di riserve idriche con altri territori, su quella che è la gestione dell'acqua nella Regione, che non può certo essere considerata nell'ambito di enti di gestione, ma analizzata in termini di importanza, come bene comune, per la collettività e l'ambiente, sia per i corpi fluviali che lacuali.

Il secondo dato riguarda la produzione termoelettrica, salita a dismisura: è ovvio che nel momento in cui serve una maggiore quantità di energia, l'unica regolabile a piacimento sia quella termoelettrica che si ottiene bruciando combustibili fossili; tuttavia appare abbastanza logico che il maggior apporto di energia non sia richiesto dalle necessità del territorio, venendo consumata in altri luoghi, lasciando la ricaduta inquinante a coloro ai quali non serve tanta energia.

La produzione eolica, a dispetto dell'aumento della potenza installata, non cresce, scontentando di fatto tutti, sia i fautori che non ottengono i risultati attesi, sia i contrari che vedono moltiplicarsi le installazioni a scapito del paesaggio e del consumo di suolo, rendendo di fatto il territorio ostaggio di imprese il cui unico vantaggio è la collocazione. 

Nel fotovoltaico siamo ancora ben sotto la media nazionale e la produttività delle regioni limitrofe; mentre l'agrivoltaico contribuisce alla riduzione costante del PIL regionale agricolo - conviene infatti affittare i terreni per scopo energetico piuttosto che lavorarli per scopi agricoli - ancora molte aree idonee come impianti dismessi, parcheggi, tetti di grandi fabbricati e di strutture pubbliche non riescono ad esprimere il loro potenziale.

In definitiva si allontana la possibilità del 100% di energia rinnovabile per la Regione Molise che pochi anni fa sembrava essere a portata di mano, grazie a scelte oculate che hanno evidentemente subito pressioni di altro genere.

   

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