martedì 31 dicembre 2019

Orsa investita in Abruzzo, WWF: Una perdita immensa per il futuro della specie


 
 
 
 
 

ORSA INVESTITA IN ABRUZZO, WWF: PERDITA IMMENSA PER IL FUTURO DELLA SPECIE 

 
 

Indispensabili il rispetto dei limiti di velocità e un intervento straordinario di messa in sicurezza del territorio da parte di regioni, ANAS e Ministero dei Trasporti

 
 
 

Il tragico evento di Castel di Sagro (AQ), dove un'orsa è stata investita da un automobilista e uccisa, è una perdita incalcolabile per il futuro della specie in Appennino.

"Una giovane femmina con un cucciolo, in una zona periferica dell'areale, rappresentava una speranza concreta per l'espansione in nuovi territori- afferma Dante Caserta, vicepresidente del WWF Italia-. Facciamo un appello accorato a tutte le persone di buona volontà: in tutta l'area di presenza attuale o potenziale dell'orso (quindi in tutto l'Abruzzo montano e le zone limitrofe di Lazio e Molise) è fondamentale che i guidatori rispettino i limiti di velocità, in particolare nelle ore serali e notturne. Il futuro dell'orso bruno marsicano è appeso a un filo e dipende anche da ciascuno di noi".

Ma accanto alla buona volontà delle persone, servono azioni urgenti e inderogabili delle istituzioni preposte per la messa in sicurezza delle infrastrutture, proprio a partire dalle strade. Negli ultimi anni, infatti, sono stati ben 6 gli orsi deceduti per incidenti stradali, 2 solo nel 2019.

"Dopo ogni investimento ci siamo addolorati, abbiamo parlato di grave perdita, abbiamo ipotizzato interventi. Ma in concreto quanto è stato fatto? Quanti dissuasori sono stati montati? Quanti autovelox? Quante campagne di informazione per gli automobilisti sono state messe in atto? Le cose da fare sono tante, e non ci si nasconda dietro la mancanza di fondi perché gli enti, in particolare le Regioni, hanno avuto negli ultimi anni ingenti risorse derivanti dalla programmazione europea, come i FAS e i POR FESR. E ovviamente non ci si spiega come i fondi per progetti come gli impianti sciistici, si trovino sempre, mentre quelli per progetti di messa in sicurezza del territorio che servono ai cittadini e alla salvaguardia dell'orso paiono sempre impossibili da reperire", aggiunge Dante Caserta. 

Ad Anversa degli Abruzzi e in Molise, con l'appoggio di ANAS, il WWF ha installato dissuasori in chilometri di strade- uno degli interventi che rientrano nella campagna WWF 'Orso 2x50', per raddoppiare la popolazione di orso marsicano entro il 2050- così come fatto da altre associazioni dentro e fuori dal Parco d'Abruzzo in collaborazione con le stesse aree protette, che hanno redatto e messo in campo anche progetti europei come il LIFE "Strade" e "SafeCrossing". Ma interventi isolati non bastano: serve un progetto complessivo di messa in sicurezza del territorio, dove ogni ente sì prenda la responsabilità di quello che gestisce, e bisogna farlo in tutto l'areale di espansione dell'orso perché è lì che si giocherà l'aumento della popolazione.

Il WWF chiede quindi che la Regione Abruzzo, insieme a Lazio, Molise, Ministero dell'Ambiente e Ministero dei Trasporti, in collaborazione con ANAS e sotto il coordinamento dell'Autorità di Gestione del PATOM (Piano d'Azione per la Tutela dell'Orso Marsicano), si riuniscano urgentemente in tavolo di lavoro congiunto per avviare al più presto i lavori di messa in sicurezza, con fondi ad hoc da individuare nella prossima legge di bilancio in aggiunta a quelli già disponibili. 

"Noi siamo a piena disposizione per supportarli con le nostre forze e risorse. Il traffico veicolare lungo le strade che l'orso è obbligato ad attraversare nei suoi spostamenti è il pericolo che più può complicare l'espansione dell'orso, ma è anche quello che con una buona pianificazione  e investimenti tecnologici può essere ridotto con successo, ed è quindi la sfida su cui misurare la reale volontà di dare un futuro a questo animale permettendogli di colonizzare stabilmente aree idonee dell'Appennino- conclude il vicepresidente del WWF Italia-. Non c'è più tempo da perdere per l'orso marsicano".

Un ringraziamento speciale va al personale del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, del Parco Nazionale della Majella e della Riserva del Monte Genzana che insieme alle forze dell'ordine stanno monitorando il piccolo che era insieme alla mamma, sacrificando le proprie ferie natalizie. Anche da questo cucciolo di meno di un anno passa il futuro dell'orso marsicano.

Roma, 28 dicembre 2019

 
 
 
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venerdì 20 dicembre 2019

Il WWF Molise interviene sulla centrale di Presenzano

È stata presentata una nota di osservazione per la procedura di riesame della centrale turbogas di Presenza o (CE), i cui effetti, secondo il WWF Molise, l'associazione Mamme per la salute e l'ambiente di Venafro, l'Ente Parco dell'Ulivo, il Centro Italiano Femminile, le associazioni "Collettivo divergente" e "Città nuova" - tutte di Venafro - produrranno effetti sulla già gravata area critica di Venafro.

Ancora una volta è necessario ricordare che la produzione di energia e l'impiego di combustioni non sono puri vantaggi per la collettività umana, ma pesano e costano in termini di vivibilità dei territori e di salubrità ambientale che si traduce in qualità della salute umana, benessere e costi sanitari.

Più che mai l'attenzione alle scelte di collocazione, dimensionamento, monitoraggio e controllo vanno valutate nel loro giusto peso.

La nota

domenica 15 dicembre 2019

Animali: WWF, basta con disinformazione sulla pelle del lupo e degli allevatori



 
 
 
 
 

ANIMALI: WWF, BASTA CON  DISINFORMAZIONE SULLA PELLE DEL LUPO E DEGLI ALLEVATORI

 
 
 

Continua la campagna di disinformazione sulla pelle del lupo, ma anche degli allevatori. Non c'è altra spiegazione alle parole di una importante associazione di agricoltori del grossetano che addita la specie simbolo della Natura d'Italia come causa della crisi di aziende agricole che sarebbero sull'orlo del fallimento per la perdita di tre capi di bestiame. Se esiste una "emergenza", non è certamente colpa dei lupi: il comparto zootecnico è in crisi per ben altri motivi, legati alle dinamiche di mercato, queste si davvero feroci. Perdere animali per attacchi dei lupi non è ovviamente piacevole per un allevatore, ma limitarsi a gridare "al lupo, al lupo" in modo strumentale non risolve i problemi, bensì genera solo un inutile inasprimento dei conflitti che non va a vantaggio né del lupo, né degli allevatori.

L'unica soluzione efficace in presenza di lupi nel territorio, tanti o pochi che siano, è quello di mettere in campo adeguati metodi di allevamento e di prevenzione. È, infatti, possibile utilizzare i cani da guardiania anche per i bovini, come dimostrano varie esperienze in Appennino centrale, o sperimentare dispositivi per tutelare i vitelli dopo i parti, come quelli che il WWF stesso ha finanziato in Emilia Romagna e Veneto.

Per questo sarebbe necessario che le associazioni di categoria, invece di comunicati stampa, aiutassero gli allevatori ad identificare le soluzioni ottimali e ad accedere ai fondi europei per finanziarle. Tra l'atro, dire che è necessario evitare la formazione di branchi per affrontare il problema non solo non risolverebbe il problema, ma lo farebbe solo accrescere, visto che proprio i lupi solitari si rivolgono più spesso al bestiame.

Anche il WWF considera "icone della Maremma" tutti gli allevatori che, con fatica e con impegno, cercano di portare avanti le proprie aziende nel rispetto dell'ambiente e del territorio, come quelli di DifesAttiva, che rappresentano un modello da seguire a livello nazionale e che il WWF cerca da anni di supportare.

Una coesistenza pacifica tra le attività umane ed il lupo è possibile, ma è necessario abbandonare i toni propagandistici con cui si mascherano le vere ragioni alla base della crisi del settore, affrontare il tema con competenza e collaborare per diffondere gli strumenti di prevenzione più adeguati, valorizzando tanto il lavoro degli allevatori quanto il valore di una specie chiave per gli ecosistemi del nostro Paese.

Roma, 12 dicembre 2019

 
 
 
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