giovedì 18 aprile 2019

Clima: WWF, al Senato Greta ha parlato a nome di una generazione


 
 
 
 
 

CLIMA: WWF, AL SENATO GRETA HA PARLATO A NOME DI UNA GENERAZIONE

 
 

OGNUNO, AD OGNI LIVELLO, PUÒ E DEVE AGIRE PER LIMITARE CONSUMI E EMISSIONI DI CO2

 
 
 

Domani Greta parteciperà allo sciopero per il clima a Roma e il WWF sostiene le ragazze ed i ragazzi che si mobiliteranno per il clima con 'Friday for future'

Qui le foto dello striscione nella sede del Wwf Italia e di Greta al Senato

"La crisi climatica che stiamo vivendo è la più semplice e la più difficile. La più semplice perché sappiamo bene cosa fare: dobbiamo tagliare drasticamente le emissioni di C02, la più difficile perché la nostra economia è ancora oggi troppo dipendente dai combustibili fossili che distruggono il clima e gli ecosistemi. L'unica cosa di cui abbiamo bisogno è un futuro e chi governa deve trovare una soluzione, perché non c'è più tempo e non ci sono più scuse per non fermare il cambiamento climatico". Queste parole di Greta Thumberg, intervenuta oggi al seminario 'Clima, il tempo cambia, È tempo di cambiare', nella Sala Koch di Palazzo Madama, sono una chiamata all'azione, lanciato non a nome di un partito o di una organizzazione, ma di un'intera generazione che chiede a chi ha potere decisionale di agire per evitare gli scenari più catastrofici per il cambiamento climatico.

"Greta è il simbolo di una mobilitazione giovanile che sta crescendo sempre più e un richiamo alla necessità di 'spegnere l'incendio' della nostra casa, ormai in atto. Il futuro reclamato da Greta e dai tantissimi giovani che domani parteciperanno alla manifestazione in piazza del Popolo a Roma, organizzatA dal movimento Fridays for Future, è nelle mani di chi governa e delle scelte che ognuno fa nel quotidiano", ha dichiarato la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi che ha partecipato al seminario con Greta Thumberg di questa mattina al Senato.

"Il WWF si aspetta che il governo assuma immediatamente i provvedimenti necessari a rendere concreto e spedito il processo di decarbonizzazione dell'Italia, per aiutare a realizzare quanto previsto dall'accordo di Parigi sul clima e avere l'autorevolezza per assumere azioni diplomatiche per rilanciare a livello internazionale la mobilitazione globale sulle politiche climatiche", continua Donatella Bianchi che aggiunge: "Ci auguriamo, inoltre, che non solo chi governa, ma anche chi ricopre ruoli determinanti nel mondo dell'industria, dell'economia dell'informazione e della cultura abbia recepito il messaggio di Greta e abbia compreso che per contrastare i cambiamenti climatici in atto non si possono più fare piccoli e irrilevanti passi, ma che servono azioni immediate, profonde e radicali".

Da questa mattina sulla facciata della sede nazionale del WWF in via Po Sul palazzo in via è stato affisso uno striscione con una immagine della Terra e la frase "Siamo con chi vuole salvare il mondo": un modo per esprimere il pieno sostegno de WWF alla mobilitazione per il clima e a tutti i ragazzi che in Italia e nel mondo vi stanno prendendo parte, ma anche agli "adulti" che raccoglieranno l'appello dei giovani.

Domani (venerdì 19 aprile), attraverso la community di giovani attivisti del WWF YOUng, il WWF parteciperà alla manifestazione dei Fridays for Future a cui sarà presente anche Greta Thunberg, per chiedere alle classi dirigenti di affrontare il problema dei cambiamenti climatici.

Roma, 18 aprile 2019

 
 
 
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mercoledì 17 aprile 2019

Un'idea sul biologico

https://mobile.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2019-04-16/l8217-agricoltura-biologica-e-l8217-unica-sostenibile-e-non-sono-una-no-vax/AB3EDOpB

WWF NATURA IN CITTA' - LANCIO NUOVO CONTEST 2019 - ultima chiamata!!



A PRESIDI, DOCENTI E REFERENTI  progetti ambientali

Per voi che avete una Scuola molto attiva sul territorio e
attenta alle tematiche ambientali
...

Sapete che raccontandoci i vostri progetti  sulla biodiversità urbana potete partecipare - con una o più classi - al Contest Urban Nature,
sulla biodiversità urbana?


Il WWF propone , per l'anno scolastico 2018-2019, a tutte le scuole italiane (primarie, secondarie di I grado e di II grado) il contest
"L'impegno delle scuole per la Natura delle nostre città
; 
      La preiscrizione è entro il 19 aprile 2019

      l'Invio degli elaborati per partecipare è entro il  15 luglio 2019.

Partecipare al contest significa:
-         Avvicinare alunni e studenti alla natura in città in un momento in cui si parla sempre più dei disturbi provocati dalla perdita di questa relazione;
-         Aumentare la biodiversità urbana: le classi svolgono sempre più un'azione concreta di conservazione, non più di semplice testimonianza;
-         Poter vincere i premi in palio (3 primi premi da 1.000 euro e 3 secondi premi da 500 euro per i tre ordini scolastici, oltre ai 2 premi per le scuole già iscritte al Panda Club) che andranno a sostenere i progetti presentati.

Alle classi viene chiesto di individuare un'azione da prevedere o attuare per aumentare la biodiversità urbana inerente gli spazi della scuola (cortile, giardino se esistete, tetto, parete...) o un'area esterna (es. parco cittadino o area dismessa) o altri tipo di intervento (es. proposte per aumentare il verde cittadino) e realizzare un elaborato multimediale esplicativo (video o strumenti multimediali di vario tipo) per raccontare le varie fasi attuative e le potenzialità del progetto.

La finalità di questa iniziativa non è solo generare "azioni" di incremento della biodiversità urbana, partendo dal mondo della scuola, ma anche stimolare nei giovani quei valori etici indispensabili alla crescita individuale e collettiva, promuovendo così la cittadinanza attiva.


La scheda per l'iscrizione è scaricabile QUI
Mentre il Regolamento è QUI

Ulteriori informazioni (es. scheda progetto, caratteristiche tecniche per gli elaborati multimediali…) sono visibili al seguente link:   https://www.wwf.it/urban_nature.cfm


Il progetto ha una segreteria organizzativa e di promozione dedicata:
tel. 06-84497395.



Katia Rossi
Contest Urban Nature
WWF Italia Onlus
Via Po, 25/c  00198 Roma

Tel. 06.84497.395
  

Presentato dossier WWF su rapporto Italia Europa su politiche ambientali | Ritrovare l'ambiente con 10 scelte strategiche



 
   
 
 

 RITROVARE L'AMBIENTE

IN EUROPA CON SCELTE STRATEGICHE IN 10 SETTORI

 
 

L'80% DELLE NORME AMBIENTALI ITALIANE, CHE HANNO MIGLIORATO LA NOSTRA VITA, DERIVANO DALLA UE

 
 
 

L'Italia deve fare di più. Attualmente sono 17 le procedure d'infrazione aperte, 43 le istruttorie e 548 i milioni di euro pagati per multe europee

L'Italia può e deve sfruttare meglio il vantaggio di stare nell'Unione Europea condividendo con maggiore convinzione le norme e gli standard ambientali comunitari che possono aiutare il Paese ad essere più competitivo su scala globale. È quanto emerge dal dossier Italia chiama Europa - L'Ambiente ritrovato, presentato oggi dal WWF Italia che pone all'attenzione delle maggiori forze politiche in vista delle elezioni europee del 26 maggio, ricordando come si stia discutendo in tutto il mondo di un nuovo Global Deal post 2020 che integri le politiche di sostenibilità, con quelle climatico-energetiche e per la tutela della biodiversità all'orizzonte del 2030.

Alla presentazione del rapporto tenutasi nella sede nazionale del WWF a Roma Stella Bianchi, PD; on. Matilde Siracusano, Forza Italia; on. Eleonora Evi, europarlamentare M5s; Elena Grandi, co-portavoce dei Verdi; Emanuele Pinelli, +Europa; on. Elena Lucchini, capogruppo Lega Commissione Ambiente della Camera dei Deputati; Serena Pellegrino, responsabile Ambiente Sinistra Italiana. Hanno portato il loro contributo anche due giovani del movimento Friday For Future - FFF: Eugenia Aguilar Jareguei e Marianna Panzarino.

Nel dossier WWF si ricorda come, sul piano istituzionale, l'80% della legislazione ambientale del nostro Paese sia di derivazione comunitaria, con evidenti benefici per l'ambiente e per il benessere dei cittadini. E come, sul piano economico e sociale, i posti di lavoro verdi abbiano registrato una crescita dal 2000 al 2015  di ben 7 volte superiore a quella del resto dell'economia (nonostante la crisi esplosa nel 2008).

Ma, secondo lo screening, compiuto nel dossier dal WWF, il nostro Paese deve ancora migliorare le sue performance, visto che sono ancora aperte ben 17 procedure d'infrazione (che sono il 23% del totale delle procedure a carico dell'Italia)  ed è sotto sorveglianza con 43 istruttorie EU Pilot (al primo posto in Europa) aperte per sospetta violazione delle norme ambientali - dato aggiornato al 2017 -,  e come al 31 dicembre 2018 il nostro Paese abbia pagato oltre 548 milioni di euro di multe per il mancato rispetto della normativa comunitaria (dei quali più di 204 mln solo per le discariche abusive, oltre 151 mln per la gestione dei rifiuti in Campania e 25 mln per il mancato trattamento delle acque reflue urbane).

Eppure l'Unione Europea, che ha certo i suoi limiti di governance, non può considerarsi "matrigna" quando si pensi ad esempio che nel periodo di programmazione 2014-2020, come si ricorda nel dossier WWF, ha assegnato complessivamente oltre 4 miliardi di euro per l'agricoltura biologica e le indennità per le aziende agricole nei siti della Rete Natura 2000 - aree tutelate dalla UE - a valere sui 52 miliardi destinati al nostro Paese nell'ambito della PAC (Politica Agricola Comune). Ma nel dossier si rileva anche come i punti di debolezza del nostro Paese continuino ad essere la gestione dei rifiuti (con le procedure d'infrazione aperte sulla gestione dei rifiuti urbani, delle discariche, dei rifiuti pericolosi e dell'emergenza rifiuti in Campania), la gestione delle acque interne e marine (con le procedure  di infrazione aperte sulla mancata depurazione delle acque reflue urbane, per la non corretta applicazione della Direttive Acque e Alluvioni e sull'Ambiente marino), la qualità dell'aria (per mancato rispetto dei limiti per il PM 10 e delle soglie massime per il biossido di azoto) e la migliore tutela degli ecosistemi (come dimostrano le procedure d'infrazione sulla governance e la conservazione della Rete Natura 2000).

"L'Europa ci ha insegnato come perseguire l'obiettivo dello sviluppo sostenibile tenendo conto del principio di precauzione nell'uso delle risorse naturali, migliorando i nostri standard di vita, grazie ad un patrimonio di 550 direttive, regolamenti e decisioni in campo ambientale. In questo periodo di crisi, gli elevati standard ambientali europei possono costituire un vantaggio competitivo per lo stesso rilancio dell'economia e della società italiana. Non bisogna però dare nulla per acquisito e rafforzare e rinnovare il ruolo globale dell'Europa contro il cambiamento climatico e il degrado ambientale", ha dichiarato Gaetano Benedetto, direttore generale WWF Italia.

In vista delle prossime elezioni europee, il WWF ritiene che si debba e si possa uscire e per questo chiede ai partiti in lizza per il rinnovo del Parlamento Europea 10 mosse per mettere l'Italia al passo con L'Europa:

1. C'è bisogno di dare finalmente gambe e concretezza alla Strategia per lo Sviluppo sostenibile e introdurre indicatori di impatto ambientale nella contabilità nazionale, territoriale e di impresa che includano il capitale naturale, oltre che recepire al più presto la nuova Direttiva per il bando di 10 oggetti fatti con plastica monouso, visto che l'Italia ha un elevata quota di riciclo (43,5% rispetto alle media europea del 30%), ma il 40% della plastica finisce ancora nei termovalorizzatori e il 16,5% in discarica.

2. Il nostro Paese deve dotarsi entro l'anno di un Piano Nazionale Energia e Clima che faccia scelte chiare, ambiziose e operative su fonti rinnovabili, efficienza e risparmio energetico e confermi l'uscita dal carbone entro il 2025. Inoltre va approvata una Strategia nazionale a lungo termine per arrivare al più presto, e comunque prima del 2050, a zero emissioni nette di gas serra per contribuire a contenere l'aumento febbre del pianeta entro l'1,5 gradi centigradi. In Italia le emissioni totali di gas serra sono diminuite al 2016 del 17,5% rispetto al 1990, ma preoccupa il fatto che siano tornate ad aumentare ogni anno a partire dal 2014, soprattutto a causa dei trasporti

3. L'Italia deve rilanciare la Strategia Nazionale per la Biodiversità, puntando su una migliore governance dei parchi nazionale e regionali e  utilizzando lo strumento di co-finanziamento dei PAF (Pioritise Action Framework) per migliorare la tutela della Rete Natura 2000 (che copre il 19,3% della superficie terrestre e il 3,8 di quella marina),  tenendo in considerazione che, come ricordato dal WWF, il nostro Paese ha il primato in Europa per la ricchezza della sua biodiversità con ben 57.468  specie animali (l'8,6% delle quali endemiche) e 8.000 specie vegetali (il 13% endemiche) presenti nel nostro territorio.

4. Per tutelare meglio i nostri mari bisogna attuare pienamente la Strategia Marina Nazionale, incrementando il numero di SIC (Siti di Interesse Comunitario) marini e rafforzando il numero e il ruolo delle aree marine protette (AMP), visto che siamo ben lontani del target del 10% di superficie marina protetta, visto che le acque territoriali italiane tutelate dalle AMP si attesta allo 0,5% che raggiunge l'8% solo se si include il Santuario internazionale "Pelagos" per la tutela dei cetacei, che però non ha un proprio ente di gestione.

5. Si deve anche porre fine al sovrasfruttamento degli stock ittici utilizzando virtuosamente i Fondi europei per la pesca (FEAMP) e contrastando la pesca illegale e non regolamentata, considerando che oltre l'80% degli stock ittici europei subisce elevati livelli di sovrasfruttamento e favorendo il settore della piccola pesca (che costituisce il 70% della flotta peschereccia italiana impiegando 13mila addetti) più colpito e quindi più sensibile alla co-gestione sostenibile della pesca.

6. Il nostro Paese deve sostenere, inoltre, una riforma della Politica Agricola Comune (PAC) post 2020 che assicuri eco-schemi obbligatori per gli Stati membri, destinando ad essi il 30% de lle risorse disponibili e conseguendo l'obiettivo del 40% della SAU (Superficie Agricola Utilizzata) certificata in agricoltura biologica entro il 2030 e sostenendo anche il presidio delle aziende agricole presenti nella Rete Natura 2000 destinando almeno il 10% dei fondi dello sviluppo rurale alla gestione della Rete. Secondo le rilevazioni della RRN/WWF, le aziende agricole in Natura 2000 sono oltre 214 mila con una SAU di oltre 1,5 milioni di ettari.

7. Bisogna fare anche sforzi ulteriori per favorire un'agricoltura pulita dando piena attuazione alla Direttiva Nitrati e approvando un nuovo Piano d'Azione Nazionale Pesticidi che indichi severe regole per il loro uso e distanze minime obbligatorie di sicurezza dalle abitazioni e dalle colture biologiche e per ridurre il loro impiego nei siti della Rete Natura 2000, visto che le misure di conservazione introdotte sin dal 2015, come rilevato dal WWF, per il 98,5% dei casi non sono conformi a quanto stabilito dal vecchio PAN sull'uso dei fitofarmaci, scaduto il 17/2/2019).

8. Si persegua seriamente l'obiettivo, stabilito dalla Direttiva Quadro Acque per il conseguimento del buono stato ecologico delle acque entro il 2025 e si mettano al centro della pianificazione dei distretti idrografici e nella definizione delle priorità di intervento nazionali le Autorità di Bacino, visto che solo il 43% dei 7.494 fiumi italiani monitorati è in buono stato di salute mentre solo il 20% dei 247 laghi ha conseguito questo obiettivo, mentre  negli ultimi 50 anni, come attestato dal WWF, abbiamo consumato il 7,3% del suolo nelle aree a rischio elevato e il 10,5% di quelle a maggior rischio.

9. Abbiamo anche bisogno di una Strategia pluriennale a sostegno dell'economia circolare che punti all'innovazione dei processi produttivi e alla responsabilizzazione del consumatore, visto che pur essendo considerata l'Italia da Eurostat uno dei Paesi europei on le migliori performances di circolarità, siamo in difetto sulla raccolta dei rifiuti elettrici ed elettronici, come siamo in ritardo sulla raccolta e trattamento della frazione organica, mentre abbiamo solo disposizioni locali sui tessili e sui rifiuti da demolizione.

10. Bisogna dare nuovo rilancio anche alle iniziative che favoriscono l'end of waste, ferme alla fine degli anni '90, e introdurre forme di responsabilità estesa del produttore (EPR), utilizzando anche la leva fiscale per penalizzare l'uso inefficiente di materiali e  di energia, considerando che ancora oggi il 23% dei rifiuti italiani finiscono in discarica mentre si avvicina l'obiettivo della riduzione allo 10% al 2035 e ancora si discute degli inceneritori, quando il nostro Paese è il terzo Paese in Europa per numero di questi impianti ( in Italia sono attivi sono 88 gli impianti di incenerimento di rifiuti speciali, 3.672 impianti di recupero di energia da rifiuti speciali e 50 per rifiuti urbani).

Clicca qui per scaricare il report completo

Roma, 16 aprile 2019

 
 
 
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domenica 14 aprile 2019

STOP PESTICIDI – per fare pace con la Natura


14 aprile, Domenica delle Palme, giornata di Pace tra Uomo e Creato

I tre Ministeri MIPAAFT, MATTM, SALUTE stanno elaborando la bozza del nuovo Piano di Azione Nazionale per l'uso sostenibile dei pesticidi in Italia, scaduto il 12 febbraio. 

L'elaborato dovrà essere presentato entro fine aprile, a seguito del quale la bozza sarà aperta alla presentazione di osservazioni e proposte di emendamenti da parte di Regioni e altri Enti pubblici, Associazioni di categoria, professionisti, Associazioni di protezione ambientale, comitati di cittadini o singole persone interessate. 

Il 14 aprile in tutta italia associazioni, movimenti e comitati di cittadini interessati si attiveranno con azioni di sensibilizzazione e informazione.

 L'obiettivo è quello di chiedere al governo un PAN Pesticidi che promuova un'agricoltura più sostenibile e attenta alla salute di cittadini, ambiente e dei tanti insetti che vivono nel nostro territorio. 

Come?
Partecipando a un Flash Mob organizzato in varie città italiane
Partecipando alla campagna social su Tweetter, Facebook, Instagram con una delle frasi suggerite:

  • Nuovo PAN Pesticidi deve indicare obiettivo 40% SAU nazionale certificata in #agricoltura biologica entro 2030, utilizzando meglio le risorse della PAC attuale e post 2020 @Giamma71 @SergioCosta_min @GiuliaGrilloM5S @sbonaccini ascoltate cittadini che oggi chiedono #stopesticidi
  • Nuovo PAN Pesticidi deve prevedere divieto totale del #glifosate in Italia entro 2022, #stopglifosate NO rinnovo autorizzazione concessa da UE nel 2017 SI pratiche alternative al diserbo chimico @Giamma71 @SergioCosta_min @GiuliaGrilloM5S @sbonaccini #stopesticidi
  • In siti Natura 2000 e altre aree protette #stopesticidi pericolosi X habitat e specie con misure regolamentari cogenti (obblighi e divieti) per fermare perdita della biodiversità @Giamma71 @SergioCosta_min @GiuliaGrilloM5S @sbonaccini ascoltate @WWFitalia fate pace con la natura
  • Ridurre i rischi per residenti nelle aree rurali e agricoltori con regole del PAN Pesticidi per distanze minime di sicurezza dalle abitazioni e coltivazioni biologiche per evitare contaminazioni accidentali @Giamma71 @SergioCosta_min @GiuliaGrilloM5S @sbonaccini #stopesticidi
  • Adottare tecniche biologiche per manutenzione reti viarie e ferrovie e nella gestione del verde pubblico e privato nelle città per tutelare salute di bambini e anziani @Giamma71 @SergioCosta_min @GiuliaGrilloM5S @sbonaccini ascoltate i cittadini che oggi chiedono #stopesticidi


Cos'è il PAN Pesticidi

Il Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (PAN Pesticidi) è il piano che promuove l'uso di tecniche ed approcci biologici come alternativa ai prodotti chimici di sintesi. 

L'Italia ha recepito la Direttiva europea 2009/128/CE per promuovere l'utilizzo sostenibile dei pesticidi nel 2012 con  il decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150, «Attuazione della direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi». Nel 2014 il primo PAN Pesticidi è stato adottato ufficialmente.

Il PAN in questione è scaduto quest'anno, il 12 febbraio 2019, ed è ora in corso la sua revisione da parte dei tre Ministeri competenti (MIPAAFT, MATTM, SALUTE), revisione che si concluderà con l’apertura della consultazione pubblica prevista entro il mese di aprile 2019.

Il PAN Pesticidi Precedente: 

  • NON aveva definito obiettivi quantitativi vincolanti di riduzione dei pesticidi.
  • NON comprendeva l’obiettivo di sostituire totalmente i pesticidi con metodi non chimici per le aree più vulnerabili identificate dal piano.
  • NON prevedeva norme cogenti per la tutela delle abitazioni e delle colture in agricoltura biologica, riducendo i rischi di una possibile contaminazione accidentale.
  • NON prevedeva obblighi cogenti e divieti per l’uso dei pesticidi nelle città per la manutenzione del verde urbano, pubblico e privato.
  • NON prevedeva alcuna limitazione per l’utilizzo di pesticidi da parte dei privati in orti e giardini. 
  • NON sono state applicate le “Linee guida di indirizzo per la tutela dell’ambiente acquatico e dell’acqua potabile e per la riduzione dell’uso di prodotti fitosanitari e dei relativi rischi nei Siti Natura 2000 e nelle aree naturali protette” definite dal decreto del 10 marzo 2015.


Il nuovo PAN Pesticidi

Quest'anno ci siamo uniti alla Campagna "Cambia la Terra" promossa da Federbio ed altre Associazioni per denunciare gli impatti dei pesticidi sulla salute umana, sull'ambiente e sulla natura e promuovere un'agricoltura biologica. 

Insieme abbiamo definito le proposte di regole obbligatorie e vincolanti che il nuovo PAN Pesticidi deve prevedere a tutela della salute dei cittadini, della biodiversità e delle produzioni con metodi biologici:


  • ​Il 40% della SAU (Superficie Agricola Utilizzata) nazionale deve essere condotta con il metodo biologico entro il 2030.
  • Indicare le distanze minime di sicurezza dalle abitazione, dalle aree pubbliche e dalle coltivazioni biologiche per i trattamenti fitosanitari. 
  • Prevedere misure regolamentari (obblighi e divieti) per l'utilizzo di principi attivi, di cui è stata accertata la pericolosità per habitat e specie selvatiche, nei siti Natura 2000 e nelle aree Naturali protette.  
  • ​Adottare tecniche biologiche per la manutenzione nelle aree non agricole (rete ferroviaria, viaria).
  • Vietare l'uso del glifosate in Italia entro il 2022
  • Definire criteri più rigorosi per la concessione delle deroghe per l'utilizzo di principi attivi vietati a causa della loro pericolosità per la salute umana e per gli ecosistemi
  • Rafforzare i sistemi di monitoraggio e controllo sulla presenza di pesticidi nelle acque superficiali e sotterranee, nel suolo e nel cibo
  • Migliorare la formazione dei tecnici e degli agricoltori per l’utilizzo dei prodotti fitosanitari, con l’obbligo di fornire sempre informazioni anche sulle tecniche e pratiche agroecologiche alternative all’utilizzo della chimica di sintesi.


Saperne di più:

pagina dedicata WWF Italia: https://www.wwf.it/stop_pesticidi.cfm
federbio: https://feder.bio/
Coalizione Italiana StopGlifosato: http://www.stopglifosato.it/
Progetto Cambialaterra https://www.cambialaterra.it/