martedì 29 dicembre 2015

Approvato il Piano Regionale dei Rifiuti

Gestione Rifiuti, per Facciolla “Piano regionale storico a favore della tutela ambientale e della salute umana”

Il governatore Frattura e l'assessore Facciolla durante la conferenza stampa
Il governatore Frattura e l’assessore Facciolla durante la conferenza stampa
“Abbiamo approvato un Piano Regionale dei Rifiuti storico: raccolta differenziata spinta, svuotamento delle discariche e nessun ampliamento delle stesse, zero incenerimento dei rifiuti”. Lo dichiara l’assessore regionale alla Tutela Ambientale, Vittorino Facciolla, a seguito dell’approvazione ieri, in consiglio regionale, del Piano per la Gestione dei Rifiuti della Regione Molise. Il documento approvato definisce le linee programmatiche per la pianificazione ed attuazione delle soluzioni gestionali ed impiantistiche da realizzare al fine di garantire un sistema di gestione integrato e sostenibile dei rifiuti urbani e speciali nella Regione Molise.
Si tratta di un Piano significativo, a favore della tutela ambientale e della salute umana - sottolinea l’assessore Facciolla – frutto di un’approfondita analisi dell’attuale situazione impiantistica e logistica del sistema regionale di trattamento dei rifiuti, mirato a una nuova determinazione dei fabbisogni e ad un maggior incentivo al recupero di materia ed energia”. Uno strumento operativo indispensabile per una gestione sostenibile del ciclo dei rifiuti, che permette una conservazione di risorse quali materiali, acqua, energia e territori, una minimizzazione dell’impatto del ciclo dei rifiuti ed una sostenibilità economica dello stesso. Una nuova visione nella gestione dei rifiuti per promuovere il riciclo e la prevenzione e consegnare, alle generazioni future, un territorio più pulito, stabile e sano dal punto di vista economico.
Un Piano fondamentale per arrivare, nell’arco di tre- quattro anni, agli obiettivi prefissati di una raccolta differenziata al 50% in un primo stadio, al 65% in un secondo momento. Un passo straordinario che ci permetterà di raggiungere risultati importanti in termini di qualità della vita e dell’ambiente- continua Facciolla, elencando le numerose attività promosse dalla Regione Molise per il raggiungimento degli obiettivi.
Si tratta di monitorare lo stato di attuazione e di sviluppo della raccolta differenziata regionale mediante un sistema informatico su web, accessibile ai cittadini; attivare tavoli tecnici tra gli enti preposti al controllo del territorio; sviluppare studi sulla sostenibilità ambientale delle soluzioni previste dal PRGR; stimolare ed incentivare l’utilizzo di prodotti della filiera del recupero di materia e di energia; destinare adeguati finanziamenti all’attivazione di sperimentazioni su sistemi innovativi; promuovere attività di ‘landfill mining’ sui siti di discarica già esistenti ed esauriti al fine di recuperare risorse sia in termini di materia e di energia che di volumi di discarica disponibili; programmare attività di aggiornamento periodico del Piano regionale di Gestione dei Rifiuti.
tratto da: www.cblive.it 

mercoledì 23 dicembre 2015

Escursioni invernali all'Oasi: il calendario

Dalla collaborazione con l'Associazione "Cimentiamoci" è nato un calendario di escursioni che si terranno all'Oasi di Guardiaregia-Campochiaro, con qualche sconfinamento nei Comuni limitrofi.


lunedì 14 dicembre 2015

No-Trivelle: il Governo ci ripensa

Legambiente e WWF: "Grande vittoria, anche se gli emendamenti non accolgono in pieno il parere delle Regioni"


                Dietrofront del Governo sulle norme pro-tivelle. "Con la presentazione di tre emendamenti alla Legge di Stabilità 2016 - commentano gli ambientalisti - il Governo fa un importante passo indietro e ammette di aver sacrificato sinora lo sviluppo sostenibile del Paese agli interessi dei petrolieri." Adesso si attende che gli emendamenti presentati ieri alla Camera siano effettivamente approvati nei prossimi giorni con le ultime correzioni necessarie.

                "Come da noi sostenuto da sempre e ora ammesso dal Governo - continuano gli ambientalisti - già nel 2012 era stata compiuta dal Governo Monti una intollerabile forzatura (con l'art. 35 del decreto legge 83/2012) con la sanatoria delle procedure autorizzative in corso anche per attività offshore di prospezione ricerca e coltivazione di idrocarburi in mare che insistessero nell'area di interdizione delle 12 miglia dalla costa istituita per legge. 

                   Ora questo errore è stato corretto tardivamente dal Governo Renzi facendo salvi solo i titoli concessori già rilasciati. Inoltre, con i suoi emendamenti il Governo ammette che queste attività non potevano essere considerate "strategiche" e quindi godere di procedure accelerate che non consentono trasparenza nelle decisioni,  partecipazione e informazione per i cittadini e intese forti con le Regioni, come era stato imposto dal Governo Renzi con il Decreto Sblocca Italia (comma 1 dell'art. 38 del decreto legge n. 133/2014) e che era sbagliato prevedere che le concessioni trentennali per le trivellazioni potessero essere rinnovate anche per più decenni, costituendo non un diritto acquisito a termine ma una servitù senza limiti di tempo (comma 5 del decreto legge n. 133/2014)."


                  La mobilitazione delle associazioni ambientaliste (FAI, Greenpeace, Legambiente; Marevivo, Touring Club Italiano e WWF), del movimento No Triv, che hanno sollecitato e appoggiato le iniziative delle Regioni, che hanno prima impugnato di fronte alla Corte Costituzionale l'art. 38 dello Sblocca Italia (sette Regioni) e poi promosso il referendum sull'art. 35 del dl 83/2012 e sull'art. 38 del dl 133/2014 (dieci Regioni) ottiene un primo importantissimo riconoscimento. Proprio lo scorso 26 novembre la Corte di Cassazione aveva dichiarato l'ammissibilità dei quesiti referendari e a gennaio 2016 si attendeva il vaglio della Corte Costituzionale. Un risultato importante a seguito anche della grande mobilitazione internazionale contro le trivellazioni e le fonti fossili e per il clima,

            "Questo dimostra quanto improvvisate e strumentali fossero le norme pro-petrolieri, che hanno messo a rischio l'ambiente marino e le economie del mare (turismo e pesca), pur di andare a sfruttare giacimenti che non risolvono i nostri problemi energetici (le riserve petrolifere individuate nei nostri fondali coprirebbero il fabbisogno nazionale solo per 7 settimane). Ora, dopo gli impegni assunti a Parigi, ci auguriamo che il Governo abbandoni la ricerca selvaggia e improduttiva agli idrocarburi e butti nel cestino la Strategia Energetica Nazionale (SEN), pro-fossili, prendendo finalmente la strada maestra di un Piano per il clima e l'energia che punti alla de carbonizzazione dell'economia. Le scelte energetiche, per i loro importantissimi effetti che hanno sul clima, non possono essere gestite con norme spot contraddittorie, ma meritano di essere inserite in un disegno più organico", dicono gli ambientalisti.
               Gli emendamenti governativi che introducono i nuovi commi da 129-bis a 129 quater al testo della Legge di Stabilità 2016 all'esame della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, a parere degli ambientalisti, non accolgono pienamente quanto chiesto dalle Regioni: 1. perché abrogando interamente il comma 1-bis dell'art. 38 del decreto Sblocca Italia, prevedono la cancellazione del Piano delle aree dove svolgere le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi. Ciò non consente di fatto lo svolgimento della Valutazione Ambientale Strategica sul disegno complessivo di Governo e petrolieri ma rimanda all'esame caso per caso; 2. perché mantengono il periodo di 6 anni per le attività di ricerca derivanti dal titolo concessorio unico.

Legambiente e Wwf Italia

mercoledì 2 dicembre 2015

Il Senatore Ruta contro le Trivelle

"Dopo che la metà delle regioni italiane (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania,  Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Veneto) si è espressa contro le trivellazioni "facili" in mare e in terra, ho ritenuto opportuno presentare al c.d. 'decreto Giubileo' (decreto legge 185/2015 recante misure urgenti per interventi nel territorio), all'esame della Commissione Bilancio del Senato, un emendamento per raccogliere fedelmente le istanze dei quesiti referendari, assicurare procedure più incisive per tutelare il territorio e superare anche il conflitto istituzionale in atto".

 Lo afferma il senatore del Pd Roberto Ruta, che specifica "non si può non tener conto del pronunciamento formale di 10 Consigli regionali, del nord e del sud d'Italia, come delle tante associazioni che sono parte integrante dei comitati referendari".
"L'emendamento - sottolinea Ruta-  è stato sottoscritto anche dai senatori Pezzopane (pd), Stefano (misto/sel), Ricchiuti (pd), Puppato (pd), Casson (pd), Gatti (pd), Gotor, (pd), Mineo (misto), Conte (Ap), Molinari (misto), Bignami (misto), Razzi (Fi).
L'obiettivo di tutelare il territorio da attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e di stoccaggio sotterraneo di gas naturale, così come chiedono i promotori dei quesiti referendari, troverebbe in questo modo piena accoglienza come anche la necessità di sottoporre i procedimenti autorizzatori all'intesa tra lo Stato e gli enti territoriali locali".