lunedì 3 luglio 2017

Matese ed eolico



Ci sono aziende, in altre Regioni, che fanno del paesaggio una cornice incantevole del proprio prodotto, orgogliose di consumare energia rinnovabile per la loro produzione.
Come sia possibile avere una azienda in un paesaggio incantevole, al punto di farne un valore aggiunto al prodotto, e risolvere al contempo i problemi energetici lo spiega bene questo video pubblicitario di una nota azienda dell'Emilia Romagna, Regione che produce solo due terzi dell'energia che consuma e in cui l'eolico è poco sviluppato: 27 GWh all'anno (contro i 644 GWh del piccolo Molise). Eppure sull'Appennino Tosco-Emiliano (io ci sono stato) tira un bel vento. Ma chissà... magari ci fanno altro, con il loro Appennino.




Geniale, già.

Per onestà va anche detto però che la quota di fotovoltaico dell'Emilia Romagna è di 2173 GWh, contro i 223 GWh molisani (dati Terna 2015).


qui l'intervento nell'Incontro a Pontelandolfo



e subito la novità:


12 NUOVE PALE EOLICHE AUTORIZZATE A CASTELMAURO, TUFARA, RICCIA, RIPABOTTONI E SANT’ANGELO LIMOSANO. A RISCHIO L’INTERO TERRITORIO REGIONALE COMPRESI I SITI STORICI, LE AREE PROTETTE E LA STESSA VALLE DEL TAMMARO.
La Regione Molise con quattro Determine Dirigenziali adottate rispettivamente il 9 e il 17 maggio 2017 ha autorizzato numero 4 pale eoliche nei comuni di Tufara, Riccia, Ripabbottoni e Sant’Angelo Limosano.
La Presidenza del Consiglio dei Ministri, in queste ore, ha adottato una propria deliberazione con cui si ribalta il pronunciamento del Consiglio di Stato e senza tener conto dell’art. 152 della Legge n. 42/2014 autorizza l’installazione di numero 8 pale eoliche alte 178 metri in agro di Castelmauro, accentuando la diffusione incontrollata di impianti impattanti anche in prossimità di aree ambientali protette e nelle prossimità di boschi.
Fortunatamente il TAR Molise con la recentissima sentenza n. 224/2017 ha fermato un progetto con numerose installazioni a Campomarino, ma nulla si riesce a fare per bloccare decine di contenziosi aperti presso lo stesso TAR, il Consiglio di Stato e la Presidenza del Consiglio dei Ministri in contrapposizioni aspre che in più di un episodio hanno comportato anche azioni di sequestro di cantieri ed interventi dell’Autorità Giudiziaria.
In aggiunta al rischio di crescita esponenziale dell’eolico selvaggio anche in zone di alto valore storico – ambientale come Saepinum-Altilia, proseguono le installazioni diffuse di minieolico nei luoghi più disparati del Molise con stravolgimenti del paesaggio irreversibili.
Ciò che sta accadendo meriterebbe di essere oggetto di programmazione con degli emendamenti al Piano Energetico Ambientale Regionale in trattazione presso il Consiglio Regionale tesi a salvaguardare il territorio e difendere le comunità locali.
Campobasso, 3 luglio 2017


PER LA RETE DEI COMITATI DI TUTELA AMBIENTALE MOLISE:
Italia Nostra Molise; Comitato Nazionale del Paesaggio – Sezione Molise; Libera contro le Mafie Molise; WWF Molise; Oasi WWF Guardiaregia – Campochiaro; Lipu Molise; Fondo Ambiente Italiano - Sezione Molise; Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali SIPBC Molise; ANPI Molise; Associazione Culturale “La Terra” – Roma; L’Altra Italia Ambiente; Lega Autonomie Locali – Sezione Molise; Movimento Consumatori; Associazione Italiana Insegnanti di Geografia Molise; Osservatorio Molisano per la Legalità; Associazione ISDE – Medici per l’Ambiente Molise; CIA Molise; Associazione “Amici della Terra” – Roma; Il Bene Comune; Parco delle Morge Cenozoiche del Molise; CGIL Molise; Associazione Sociale e Culturale “Giuseppe Tedeschi” Onlus – CB; USB Molise; Comitato “Volturno Valley”; Comitato “No all’eolico selvaggio” – Santa Croce di Magliano; Movimento Cristiano Sociali Molise; ArcheoClub Molise – Sezione Termoli; Comitato “Ambiente Basso Molise” – Guglionesi; Associazione Culturale Raffaele Capriglione - Santa Croce di Magliano; CittadinazAttiva Molise.


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