lunedì 30 novembre 2015

inchieste sulle acque

Tra depuratori all’avanguardia e guai giudiziari: Perretta, il "re degli scarichi" nostrani
Se in Basso Molise il servizio di depurazione delle acque reflue è in mano alla IBI-Entei-Nurc, nel resto della regione il servizio è ad appannaggio di Enrico Perretta che con la sua Ecogreen srl gestisce una ottantina di impianti. Il regno di Perretta, che è anche consigliere comunale di opposizione a Campobasso, presenta alcune ombre: l’ imprenditore di origine campane risulta indagato dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere nella maxi inchiesta sulla mala gestione dei depuratori in provincia di Caserta insieme ad altre imprese molisane. Intanto il Movimento 5 Stelle si è interessato al fenomeno ed ha presentato una interrogazione al presidente Frattura mentre la Giunta regionale ha messo a disposizione dei fondi per settore. Il tutto mentre l’Arpa comunica i primi dati parziali del 2015 sulla provincia di Campobasso.

Il sindaco di Ripalimosani Michele Di Bartolomeo e sopra il gestore della Ecogreen e consigliere comunale Enrico Perretta


Ogni settore hai il suo "padrone", il suo top player. Nel campo della depurazione delle acque, in Molise, il best player è Enrico Perretta che con la sua impresa, la Ecogreen srl, gestisce ottanta impianti di depurazione. Ciononostante, il suo potere è scandito da diverse zone d’ombra che vanno da un avviso di garanzia ricevuto a inizio anno dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere per via della mala gestione dell’impianto di depurazione nel suo paese nativo Mignano Monte Lungo, sino alle accuse della concorrenza di usare metodi poco trasparenti, con cui riuscirebbe ad accaparrarsi gli appalti. Un contesto in cui spicca il caso di Sepino. Ovviamente, c’è anche il rovescio della medaglia: comuni, tipo Ripalimosani, dove il servizio di depurazione è davvero all’avanguardia.
Dati Arpa 2015. Nell’anno in corso l’Arpa Molise ha effettuato, nella sola provincia di Campobasso, 121 controlli a impianti depurativi comunali, industriali e consortili rilevando 19 casi di ‘non conformità’. Il dato è aggiornato al 6 ottobre 2015. I tecnici dell’agenzia ambientale regionale, tuttavia non segnalano gravi e pericolosi "inquinamenti" delle acque: i dati riscontrati - in linea di massima - rispetterebbero i parametri in vigenti di sicurezza in materia. Piuttosto, puntano l’indice sulla gestione strutturale degli impianti.
Nonostante le buone assicurazioni dell’Arpa, però, il quadro generale regionale non è dei più rosei. I primi a interessarsi della situazione sono stati gli attivisti del Movimento Cinque Stelle i quali, a seguito di alcune segnalazioni pervenute dai cittadini, hanno effettuato una piccola indagine sul territorio. Dopo aver richiesto l’accesso agli atti a diversi Comuni e aver ricevuto poche risposte, i consiglieri regionali, Antonio Federico e Patrizia Manzo, hanno depositato, lo scorso 30 ottobre, una interrogazione al governatore Frattura e alla sua Giunta nella quale chiedono di: "conoscere qual è la reale organizzazione in Molise del controllo sanitario delle acque destinate al consumo umano, quali sono i criteri per la gestione dei casi di non conformità e, soprattutto, per capire se c’è un concreto rispetto delle norme".

Nel frattempo la Giunta regionale, attraverso l’assessore Pierpaolo Nagni, proprio in questi giorni sta affrontando la questione legata a depuratori, perdite idriche e utilizzo dei finanziamenti Fsc e Fesr per i quali, sulla base della vicinanza geografica, sono nate delle aggregazioni di Comuni denominate a seconda dei casi come Pit, Pisu o Pai. L’assessore bacchetta gli enti locali e chiede «un’inversione di rotta nell’utilizzo dei finanziamenti messi a disposizione, per compiere un ulteriore passo avanti che vada oltre le divisioni delle risorse a disposizione, questione che già i Comuni, in ambito territoriale, hanno ampiamente discusso e schematizzato a seconda delle varie esigenze e dei finanziamenti a disposizione da destinare ad interventi su perdite idriche e depuratori dalla quota dei Fesr». Inoltre raccomanda tutti di fare attenzione «al controllo, al monitoraggio e all’individuazione degli interventi e dei costi. I lavori iniziati dovranno essere conclusi. Dobbiamo porre nuove basi per il futuro ma per fare questo, rispetto al sistema organizzativo, il rapporto tra Regione ed Enti Locali dovrà funzionare».Una rete che dovrebbe essere ancor più forte nel momento in cui l’Egam (Ente di governo dell’ambito del Molise) entrerà a pieno regime. Infatti, il nuovo istituto per il servizio idrico prevede anche la gestione integrata tra i vari comuni del servizio di fognatura e di depurazione delle acque reflue. Integrazione che dovrebbe favorire un abbassamento dei costi di gestione. 

La Ecogreen di Enrico Perretta. Se in Basso Molise a monopolizzare la gestione è il drago a tre teste Ibi-Entei-Nurc, nel resto del territorio regionale il deus ex machina del settore è Enrico Perretta. L’imprenditore di origine campana è il re incontrastato della depurazione molisana. Con la sua Ecogreen srl controlla all’incirca ottanta impianti regionali. Perretta, oltre ad essere amministratore unico e rappresentate legale della Ecogreen srl,è anche amministratore unico della Biomedical snc di Campobasso, gestisce dal 2014 la Casa di Cura per anziani a Acquaviva Collecroce e siede tra i banchi dell’opposizione in consiglio comunale a Campobasso, dove è stato eletto tra le file della lista civica di centrodestra Campobasso Nuova.

La Ecogreen è stata costituita nel 1992 e oltre a occuparsi di depurazione si prende cura anche dello smaltimento rifiuti e della raccolta differenziata "porta a porta". Attualmente conta 104 dipendenti per un capitale sociale pari a 10.400,00 euro suddiviso tra Perretta con il 97.5% e Sica Sandra, la consorte, con il 2.5%, pari a 260 euro. Tuttavia, il dominio della Ecogreen è contraddistinto da diverse zone d’ombra e sprazzi di luce.

Prima di tutto una data, il 27 gennaio scorso. Quando, nell’ambito di una maxi inchiesta sulla mala gestione dei depuratori nella provincia di Caserta e non solo, la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere mette sotto inchiesta la Ecogreen e Perretta per la mala gestione del depuratore a Mignano Monte Lungo, suo paese nativo in provincia di Caserta. Nell’inchiesta che coinvolge ventuno Comuni in totale e diversi sindaci e ex amministratori locali, ci sono anche altre imprese molisane. L’accusa che muove la Procura campana, a tutti gli indagati, è di scarsa attenzione per l’ambiente e quindi per la salute dei cittadiniAddirittura alcuni dei municipi finiti sotto inchiesta non sarebbero in possesso di un sistema di depurazione. Nella nostra regione c’è il caso di Riccia dove il sindaco Micaela Fanelli alla prima occasione utile ha cambiato gestore. Contratto non rinnovato dal primo gennaio 2015, che il primo cittadino spiega così: «Non ero soddisfatta del lavoro svolto, tanto è vero che durante la sua gestione ho avuto diversi richiami dall’Arpa. E, in merito al rapporto qualità prezzo ho preferito cambiare. Ad oggi, con la nuova impresa, nessun problema». 

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