martedì 27 ottobre 2015

Rapporto Anci-Conai su differenziata e riciclo, bilancio in chiaroscuro per il Molise

da http://www.termolionline.it/192898/rapporto-anci-conai-su-differenziata-e-riciclo-bilancio-in-chiaroscuro-per-il-molise/

ROMA. Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Sardegna e la “new entry” Emilia-Romagna: non c’è il Molise fra le otto Regioni italiane – una in più dello scorso anno – hanno già raggiunto, con ben 6 anni di anticipo, l’obiettivo UE fissato per il 2020 del 50% di avvio a riciclo. Lo evidenzia il V Rapporto Banca Dati Anci-Conai su raccolta differenziata e riciclo dei rifiuti, presentato oggi a Roma da Filippo Bernocchi, delegato ad Energia e Rifiuti dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani. Anzi, la Regione è ancora lontana dall’obbiettivo con il 28,6% di rifiuti avviati a riciclo nel 2014.
Ma non tutti i dati sono negativi: nel 2014 si è registrato in Molise un aumento dell’1,98% della raccolta differenziata,passata dal 26,74 al 28,71%, e dell’avvio al riciclo, dal 25,9 al 28,6%, in crescita di 2,6 punti percentuali.
A livello nazionale, lo studio evidenzia un lieve aumento (+2,03%) della produzione dei rifiuti nel 2014, termometro inequivocabile di una ripresa dei consumi e, al contempo, un aumento della raccolta differenziata (+3,67%) che ha contribuito al raggiungimento degli obiettivi di riciclo in moltissime realtà.  Allungando lo sguardo all’Italia nel suo complesso, scopriamo ancora una volta che ci troviamo di fronte a un Paese a due velocità, con un Nord dotato sia di impianti più adeguati che di una maggiore sensibilità rispetto alla tematica. Se le regioni del Centro-Nord raggiungono in media quasi il 50% di effettivo riciclo la gran parte del Mezzogiorno, in assenza di provvedimenti straordinari, difficilmente riuscirà a centrare l’obiettivo entro il 2020.
“Molti degli indicatori che emergono nel rapporto – ha spiegato Bernocchi – mettono in luce come l’Italia sia un sistema virtuoso che non solo non ha niente da invidiare agli altri paesi ritenuti a torto migliori, ma che oggi costituisce, all’interno dello stesso contesto europeo, un modello da imitare. E questo è vero anche in una situazione di crisi strutturale delle regioni del Sud, dove però iniziano a vedersi dei timidi segnali di miglioramento. E’ quindi un’Italia pronta a cogliere la sfida del passaggio da un’economia lineare a un’economia circolare, un Paese nel quale molti Comuni hanno già sviluppato un’industria del riciclo efficiente che ha trasformato i rifiuti in una reale opportunità di sviluppo per i territori”.

Nessun commento:

Posta un commento