lunedì 19 ottobre 2015

Programma Preliminare al Programma Energetico Regionale 2015

Programma energetico regionale, le perplessità di Italia Nostra

Emerge a chiare lettere la volontà politica di incrementare, con grave pregiudizio per il paesaggio e per l'ambiente, le installazioni di impianti da energia eolica

Italia Nostra Campobasso manifesta la propria perplessità e assoluta contrarietà verso il "Documento Preliminare al Programma Energetico Regionale 2015", recentemente presentato dalla Regione Molise, dal quale si attendevano ben altre elaborazioni e conclusioni.
Emerge a chiare lettere la volontà politica di incrementare - con grave pregiudizio per il paesaggio e per l'ambiente - le installazioni di impianti da energia eolica, non bastando, evidentemente, i numerosi già realizzati in una piccola regione che ha caratteristiche paesaggistiche e naturalistiche molto significative.
Si mette in evidenza che il Molise, regione "virtuosa" in materia energetica, ha raggiunto con larghissimo anticipo (nel 2013 rispetto al 2020), superandola anche, la quota del 35% di consumi finali complessivi soddisfatta con fonti rinnovabili e prevista dal decreto Burden Sharing.
Ciò nonostante, la Regione, non tenendo in considerazione tali dati (dalla stessa forniti) - ed in mancanza, oltretutto, sia di un piano paesistico ancora di là da venire, sia di un criterio individuativo delle aree non idonee, sia, ancora, di una doverosa moratoria per le decine di progetti eolici depositati in attesa della procedura autorizzativa -, prevede un incremento di una quota di potenza (da eolico) pari a 330 Mw, (raddoppiando quasi quella attuale) con la messa in opera di oltre 150 nuovi aerogeneratori di altezza dai 90 ai 130 mt, o, alternativamente, di 5.500 aerogeneratori minieolici da 60 kw.  Il che significherebbe occupare e stravolgere un'altra consistente porzione del nostro suggestivo patrimonio naturale  e, comunque, nel caso del minieolico, aspettarsi una pala eolica di 50 metri ogni km quadro di territorio, portando, così, al 2020, la suddetta quota regionale assegnata nella misura del 35%, e già raggiunta nel 2013, ad un 48/50%, impensabile da conciliare con la conservazione paesaggistica e ambientale e con lo sviluppo armonico di settori economici come il turismo e l'agricoltura.
Perché tali scelte - ci si domanda -, se il Molise registra un notevole surplus produttivo in termini di energia, ossia una produzione pari al doppio del fabbisogno regionale che, senza alcun tornaconto, viene esportata nella rete nazionale?

Italia Nostra si è sempre dichiarata favorevole allo sviluppo delle fonti rinnovabili, ma nel rispetto dell'articolo 9 della Costituzione che tutela il paesaggio ed il patrimonio storico e artistico della Nazione.
Occorre, piuttosto, rivolgere la massima attenzione alla realizzazione di impianti di energia alternativa non impattanti (quali pannelli solari su edifici industriali e pubblici, e sempre compatibili con il decoro architettonico e storico dei luoghi), all'ampliamento della quota parte relativa a tutte le forme di trasporto ecosostenibile, ma, soprattutto, puntare all'efficienza energetica nel pubblico e nel privato e ad auspicabili forme di risparmio sui cui contenuti il "Documento Preliminare" tace, limitandosi a farne solo un generico accenno.

Gianluigi Ciamarra

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