domenica 27 settembre 2015

SVILUPPO SOSTENIBILE: LE RICHIESTE DEL WWF ALL'UE

da http://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/sviluppo-sostenibile-le-richieste-del-wwf-all-ue


Povertà, fame, ambiente, sono i grandi temi della modernità: ne discuteranno a New York questo fine settimana i leader mondiali per approvare gli 'Obiettivi di Sviluppo Sostenibile'.

In questo caso, rispetto agli Obiettivi di Sviluppo del Millennio che vennero fissati nel 2000 e che coprivano i quindici anni successivi, questi nuovi obiettivi focalizzano l'attenzione sulle cause profonde della povertà, la disuguaglianza e il degrado ambientale e non solo sui sintomi.

'È la più grande assise di leader mondiali di sempre, poiché le sfide che abbiamo di fronte sono le più urgenti che mai',  ha dichiarato Yolanda Kakabadse, Presidente del WWF Internazionale. 'I paesi si riuniscono per riconoscere, finalmente, che la salute dell'economia, dell'ambiente delle persone sono fondamentalmente legati'.

Ci sono in ballo miliardi di dollari di finanziamenti, pubblici e privati, che vanno però spesi in modo intelligente. Ad esempio i sussidi ai combustibili fossili vanno dirottati verso le energie sostenibili. 'Si tratta di un accordo positivo, più completo di quanto ci saremmo potuti aspettare – ha detto Jolanda Kakabadse - , e ci dà speranza che si possano fare significativi e necessari cambiamenti per le persone e l’ambiente. Ponendo il ruolo centrale dei sistemi naturali nel sostenere il benessere umano, l'accordo indicherà chiaramente la strada verso una prosperità in accordo con la salute del nostro Pianeta'.

'Il WWF ha lavorato anni per assicurarsi che questo Piano comprenda alla fine gli elementi ambientali che gli conferiscono la migliore possibilità di successo perché i sistemi naturali costituiscono il capitale naturale di base per le nostre economie, per il ostro sviluppo e  per il nostro benessere, e quindi, per il nostro futuro – ha dichiarato Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia - "Come network internazionale, continueremo ad impegnarci e a collaborare con governi, imprese e comunità affinché sia garantito il successo e l’implementazione del Piano'.

Ecco le richieste del WWF all'Unione europea

• Un coinvolgimento attivo per primo al vicepresidente Frans Timmermans, che ha ricevuto il mandato sullo sviluppo sostenibile, per trasformare i nuovi obiettivi globali in realtà, garantendo che tutte le politiche di sostegno non compromettano l'obiettivo integrato dello sviluppo sostenibile.

Insieme a centinaia di organizzazioni provenienti da tutta Europa e da molti settori diversi, il WWF ha scritto al vicepresidente Frans Timmermans chiedendogli di dar prova di leadership nel trasformare l'ambizione degli obiettivi  in una realtà nell'UE.

• Una strategia ambiziosa di lungo termine da parte della Commissione Europea per attuare gli obiettivi e i target  adottati a New York, in consultazione con le parti interessate, tra cui la società civile.

• Un pacchetto completo di economia circolare, di  vasta portata per il conseguimento nell’Agenda al 2013 in particolare per quanto riguarda i temi  del  consumo e delle produzione sostenibili.

• L’ allocazione delle risorse, pubbliche e private, nazionali e internazionali, da fare in un modo diverso e più efficace per eliminare le spese che attualmente promuovono lo sviluppo non sostenibile all'interno e all'esterno dell'UE. Ad esempio, in tutta l'Unione europea, la scala di sussidi ai combustibili fossili -  € 60 miliardi di 2011 - è di sei volte il livello di finanziamenti pubblici per il clima, € 9,5 miliardi impegnati nel 2013 dall'UE.

• La coerenza delle politiche UE per lo sviluppo sostenibile: le politiche dell'UE in settori quali il commercio, l'agricoltura, l'energia e gli investimenti, che incidono negativamente sulle persone e l'ambiente nei paesi in via di sviluppo, hanno bisogno di essere modificate in funzione del perseguimento reale degli OSS .

• Quasi il 40% del bilancio dell'UE è dedicato all'agricoltura, con l'allevamento industriale come settore principale. Attualmente i sussidi all'agricoltura contribuiscono in gran parte a pratiche dannose per l'ambiente e all'aumento dei costi con l’ inquinamento agricolo.

Si calcola che il degrado del suolo agricolo nella UE costi 38 miliardi di euro all'anno, e l'eccesso di azoto in acqua ha un valore di 320 miliardi all'anno, l'agricoltura è responsabile della metà. L'UE dovrebbe assicurare la piena coerenza delle sovvenzioni della Politica Agricola Comune con le politiche ambientali dell'UE e degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

L’adozione di importanti criteri di responsabilità sociale di impresa per le  imprese europee che operano all'interno e all'esterno dell'Unione europea: le attività delle imprese dell'UE all'estero, tra cui gli investimenti nelle industrie estrattive come la registrazione, l'estrazione mineraria e la pesca dovrebbero essere coerenti con i criteri di sostenibilità.

WWF: «Dopo il discorso di Francesco si abbandoni la politica a breve termine»

Per l’associazione quello del Papa è stato un discorso «di alta levatura e forza morale e intellettuale. Parole che non vanno solo ascoltate, ma anche seguite, agendo con coraggio e lavorando tutti insieme per il bene comune»


Con un discorso di alta levatura e forza morale e intellettuale, Papa Francesco ha trasmesso finalmente all’Assemblea Generale dell’ONU non solo la forza della denuncia, ma anche di una visione, sottolineando come il deterioramento del clima e dell’ambiente sono strettamente connessi con l’esclusione e la disgregazione delle società umane e con il mantenimento della pace. Per garantire la nostra sopravvivenza il mondo ha bisogno di una nuova era di cooperazione globale.

Il Papa ha detto chiaramente che ogni danno arrecato all’ambiente è un danno arrecato all’umanità e che deve esistere un diritto dell’ambiente e ci ha ricordato che abbiamo un corpo formato da elementi fisici, chimici e biologici e possiamo vivere e svilupparci solo se gli ambienti ecologici che ci circondano sono in buona salute. Il WWF ritiene che le sue parole non vadano solo ascoltate, ma anche seguite, agendo con coraggio e lavorando tutti insieme per il bene comune.

Questo bene comprende il nostro pianeta con le sue terre, gli oceani, i fiumi, le foreste e la straordinaria ricchezza di forme di vita, ovvero, la biodiversità.

Solo attraverso un’azione coraggiosa potremo evitare di trasmettere alle generazioni future le grandi sfide di oggi, inclusa la minaccia del cambiamento climatico. Il nuovo piano condiviso per lo sviluppo sostenibile deve consentire al mondo di agire insieme. Oggi il più grande nemico delle persone, delle comunità e dell’ambiente è l’egoismo. Nella storia, le fedi religiose sono spesso state una guida nel cammino di molti esseri umani verso le aspirazioni più alte e altruistiche; è significativo, come ha sottolineato il Papa, che tutte le fedi invitino a un profondo rispetto per l’ambiente e la natura.

Al di là del credo di ciascuno, dobbiamo vivere in armonia con la natura, dare valore alla natura stessa e trattarla con il rispetto che merita, così come dobbiamo rispetto e giustizia agli altri esseri umani se vogliamo tendere al bene e non alla distruzione. I legami inscindibili tra ambiente ed equità sono la base degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile: i leader della Terra nell’adottarli possono agire per un futuro sostenibile, se agli impegni seguiranno i fatti, a cominciare dalla conferenza di Parigi sul Clima a dicembre, nella quale deve essere approvato un accordo globale che desideriamo sia davvero efficace e giusto.

E sull’approvazione del piano “TRANSFORMING OUR WORLD: THE 2030 AGENDA FOR SUSTAINABLE DEVELOPMENT” da parte dei 193 paesi delle Nazioni Unite che oggi lo hanno adottato formalmente al World Summit on Sustainable Development a New York, Yolanda Kakabadse Presidente del WWF Internazionale ha dichiarato: «Le decisioni governative di cambiare le regole del gioco a favore delle persone e dell’ambiente capitano molto raramente e mai prima ciò è avvenuto su questa scala e con questo livello di ambizione. La decisione di oggi è una questione di sopravvivenza. Si tratta di un momento epocale che potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui trattiamo il nostro pianeta e l’umanità intera.

Tutti noi ora abbiamo in mano il testo dell’Agenda 2030 e insieme possiamo renderla una realtà - un messaggio sottolineato dal Santo Padre Francesco nel suo discorso all'Assemblea generale poco prima dell’accordo formale di tutti i 193 stati membri».

Ora i leader mondiali devono sostenere questo coraggio politico nei loro paesi e fare le scelte giuste, impegnandosi in una revisione economica, sociale e ambientale totale. La celebrazione odierna deve tradursi rapidamente in atti concreti. Perché questi obiettivi diventino una realtà, i decisori devono dimostrare che la loro intenzione di attuare l’Agenda 2030 e i suoi obiettivi di sviluppo sostenibile è reale e devono rendere i loro sforzi trasparenti attraverso un’attenta revisione, un monitoraggio e un follow-up. Il risultato : il mondo si è oggi riunito e ha dimostrato che le soluzioni reali sono concepibili e realizzabili quando lavoriamo insieme e si mettono da parte gli interessi della politica a breve termine. Ora facciamo che questo accada insieme».

martedì 22 settembre 2015

Incendio alla Riserva Regionale di Guardiaregia-Campochiaro: comunicato stampa

COMUNICATO DEL WWF MOLISE SULL’INCENDIO CHE HA COLPITO UNA PARTE DELLA RISERVA REGIONALE DI GUARDIAREGIA-CAMPOCHIARO:

            Gli incendi che nella giornata del 18 e 19 settembre 2015 hanno devastato la parte occidentale dell’Oasi WWF di Guardiaregia-Campochiaro, hanno provocato un danno importante alla biodiversità forestale dell’area protetta matesina, interessando una superficie totale ad oggi stimata in circa 100 ettari.

lunedì 21 settembre 2015

da MyTermoli.com

Oasi WWf danneggiata da incendi. 100 ettari in fumo 
Gli incendi che nella giornata del 18 e 19 settembre 2015 hanno devastato la parte occidentale dell’Oasi WWF di Guardiaregia-Campochiaro, hanno provocato un danno importante alla biodiversità forestale dell’area protetta matesina, interessando una superficie totale ad oggi stimata in circa 100 ettari.
Un grossa fetta di un vecchio rimboschimento ad aghifoglie sul costone di località Costa Chianetta a ridosso del ponte Arcichiaro nel Comune di Guardiaregia e soprattutto una parte della preziosa vegetazione arbustiva all’interno dalla zona alta del Canyon del Quirino nella Riserva regionale matesina, sono andate  quasi interamente in fumo a causa di un incendio di chiara origine dolosa.
Fortunatamente però, la natura è molto più potente di chi la danneggia e così, con i suoi cicli stagionali, verranno recuperati buona parte dei danni parziali subiti dagli alberi e dal sottobosco e già dalla prossima primavera rivedremo l’area alta del Canyon del torrente Quirino riassumere dei connotati più consoni agli splendidi ambienti matesini dell’Oasi WWF.
Il nostro più grande rammarico e la forte preoccupazione per il fatto accaduto è che  purtroppo esso rappresenta un brutto segnale per l’intera natura molisana dove, fino a qualche tempo fa, incendi dolosi di questo tipo erano localizzati ad aree costiere o appena collinari della nostra regione. Vedere infatti oggi le fiamme percorrere i contrafforti di una montagna come il Matese molisano, che mai negli ultimi decenni avevano visto eventi del genere, ci lascia senza parole ed è evidente in conclusione, la responsabilità di chi in maniera errata ritiene di trarre vantaggio da tale episodio.
Infine l’Ente gestore dell’Oasi WWF di Guardiaregia-Campochiaro  esprime un grandissimo ringraziamento a tutte le forze dell’ordine che si sono adoperate per lo spegnimento dell’incendio, in primis i Vigili del Fuoco ed il Corpo Forestale dello Stato che, grazie anche all’impiego senza sosta di mezzi antincendio importanti come Canadair ed elicotteri, hanno evitato che la propagazione dell’incendio ad altre aree boscate della Riserva assumesse proporzioni, per la natura, catastrofiche.

Un violento incendio devasta una parte del territorio dell'Oasi

Un violento incendio ha devastato, nella giornata del 19 settembre 2015, una parte del territorio della Riserva Regionale. In particolare, sui tornanti che salgono dopo la Diga di Arcichiaro, diversi focolai hanno distrutto la pineta che costeggia la strada provinciale. In seguito, altri focolai hanno interessato la Gola del Quirino.




giovedì 10 settembre 2015

"Migrandata": monitoraggio dell'avifauna sul Matese

Dal 20 al 30 agosto si è svolta "Migrandata 2015": sulle sponde del Lago Matese dieci giorni di monitoraggio e approfondimenti scientifici inerenti alle specie avifaunistiche del Parco. Il termine designa un campo naturalistico di inanellamento realizzato per lo studio delle specie avifaunistiche osservate, secondo metodi scientifici, nella zona del lago Matese. Il percorso migratorio degli uccelli che attraversano i cieli d’Europa è diventato oggetto del campo allestito dal Centro Educazione Documentazione Ambientale di Legambiente Matese e l’Associazione per la Ricerca Divulgazione ed Educazione Ambientale (ARDEA), attirando numerosi esperti ornitologi, naturalisti e volontari non solo campani. Dal monitoraggio sono stati individuate ben 95 specie di volatili e 3 nuove per quanto riguarda il Parco Regionale del Matese.

Dal 20 al 30 agosto si svolgerà dunque la VI edizione di “Migrandata Matese”, il cui progetto è stato possibile grazie a: Assessorato all’Ecologia della Regione Campania al Parco Regionale del Matese, la Comunità Montana del Matese, dai Comuni di Castello Matese, Piedimonte Matese e San Gregorio Matese, l’Hotel Miralago, lo Sci Club Fondo Matese, la Protezione Civile “Nucleo Piedimonte Matese, il Decathlon Marcianise e il gruppo Agesci Piedimonte Matese I.
Il programma prevede l’osservazione delle varie attività che vedono impegnate le specie di volatili della zona, mediante un inanellatore testato dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.


lunedì 7 settembre 2015

NO ai nuovi inceneritori sul territorio naizonale

Il WWF Italia dice NO al Decreto Sblocca-Italia, che prevede la nascita di dodici nuovi inceneritori sul territorio italiano.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/09/06/nuovi-inceneritori-ambientalisti-in-pressing-sulle-regioni-boicottate-il-decreto-sblocca-italia/2012282/

EMBARGO ALLE ORE 10.00 DI SABATO 5 SETTEMBRE

Il WWF aderisce alla mobilitazione dal 7 al 9 settembre

NUOVI INCENERITORI: SCELTA RETROGRADA DEL GOVERNO
L’EUROPA PUNTA SUL RICICLAGGIO TOTALE

Il Ministro dell’Ambiente ritiri il decreto e apra un confronto con il mondo scientifico, le Regioni e le comunità locali

L’intervento dirigistico voluto dal Governo per la realizzazione nel nostro Paese di 12 nuovi inceneritori di rifiuti (che si andrebbero ad aggiungere ai 42 già attivi e ai 6 già autorizzati) classificati come infrastrutture strategiche nazionali è teso a imporre alle Regioni una politica retrograda sul piano ambientale ed economico-sociale,  che non ha spazio in Europa e non ha futuro in Italia. 

Lo sostiene il WWF che - ricordando come già oggi l’Italia sia il terzo paese europeo per numero di inceneritori dopo la Francia e la Germania - chiede al Governo di ritirare il decreto legislativo che contiene il piano dei nuovi impianti previsto dall’art. 35 del decreto legge Sblocca Italia e che il 9 settembre,  in occasione della Conferenza Stato-Regioni convocata per approvare il decreto, si discuta di come definire piani regionali di gestione del ciclo dei rifiuti, che puntino decisamente in tutta Italia alla loro riduzione, al riuso e al riciclaggio dei materiali, conseguendo e superando al più presto su scala nazionale la  soglia del 65% di raccolta differenziata, obiettivo che  doveva essere conseguito entro il 2012.

Il WWF aderisce alla tre giorni di mobilitazione previste in tutta Italia dal 7 al 9 settembre contro il decreto attuativo pro inceneritori dell’art. 35 del decreto legge Sblocca Italia, in previsione della Conferenza Stato-Regioni del 9 settembre, per almeno 3 buoni motivi:
           
-           l’Europa ci chiede nel prossimo futuro che: dal 2025 entri in vigore il divieto di trattamento termico per tutti i rifiuti che risultino riciclabili; la raccolta di rifiuti da imballaggi sia portata fino all’80% entro il 2030; nel 2050 si consegua l’obiettivo del riciclaggio totale;

-           il trend virtuoso di gestione del ciclo dei rifiuti (e in particolare l’aumento della raccolta differenziata di materiali dall’alto potere calorifico come carta e plastica) renderà a breve non economici i nuovi impianti di incenerimento previsti dal Governo, che entrerebbero in funzione alle soglie del 2020 e dovrebbero restare in esercizio almeno fino al 2050, avendo un tasso di vita – e anche un periodo di ammortamento dell’investimento – di diverse decine di anni;

-           a fronte di uno spreco di risorse pubbliche che dovrebbero contribuire a pagare la realizzazione e l’esercizio di impianti rispetto ai quali è previsto un sempre minore impiego e di un prelievo forzoso nelle tasche dei cittadini, attraverso il sistema dei contributi alle fonti di energia assimilabili (CIP6 e certificati verdi), si registra un incremento del rischio sanitario per i residenti nei territori limitrofi agli inceneritori in numerosi studi internazionali e nazionali, tanto che persino sul sito ufficiale del Ministero della Salute si può trovare una Tabella tratta dalla “Relazione sullo stato sanitario del Paese 2009¬2010” nella quale si riporta un aumento del rischio relativo di malformazioni congenite e di numerosi tumori maligni in seguito all’esposizione di comunità alle emissioni da incenerimento dei rifiuti.

Il WWF ricorda che già oggi Paesi europei come Germania, Olanda, Danimarca, Svezia, che hanno puntato in passato sull’incenerimento, pur di rientrare nelle spese di costruzione di queste impianti accettano rifiuti provenienti dall’estero a prezzi stracciati per alimentare impianti industriali che altrimenti non si ripagherebbero. È un gioco perverso che l’Italia non deve alimentare.

Roma, 5 settembre  2015 Ufficio Stampa WWF Italia,  329 8315725     

EMBARGO ALLE ORE 10.00 DI SABATO 5 SETTEMBRE